Ancora un viaggio all'insegna della gastronomia. Questa volta ci troviamo a Poggio Qualevaligie
vicino a Rocca Siffreda. Chiediamo a un passante se per caso sa dove si trova il rinomato
ristorante "La pergola rossa", famoso per la sua cucina originale a prezzi eccezionali. Ci risponde
di si e se ne va.
Per fortuna vediamo l'insegna che indica la traversa dove girare. Ci riceve Aldone in persona, proprietario e chef della Pergola rossa. Il locale è accogliente e ben allestito. Nonostante l'ora di pranzo il ristorante è praticamente vuoto ma probabilmente è più frequentato a cena. Aldone ci fa accomodare e dopo qualche piacevole convenevole ci elenca subito le specialità del giorno.
Ci consiglia un antipasto di sua invenzione: la "Nutel di cozze" e, come ogni bravo chef, ci spiega in poche parole la preparazione della pietanza. Si fa soffriggere cipolla e aglio in olio di oliva. Quando il tutto è dorato si buttano in padella le cozze pulite ed aperte. Intanto si fa sciogliere la nutella scaldandola lentamente a bagnomaria. Dopo cinque minuti di cottura si dispongono le cozze su una fiamminga e ci si cola sopra la nutella. Quando la nutella si è leggermente raffreddata si spruzza un po' d'aceto balsamico di Modena e si aggiunge prezzemolo, maggiorana, scalogno e una punta di Vinavil. Si guarnisce con due foglie di basilico ed il gioco è fatto.
Ci sorprende l'accuratezza di Aldone nel descriverci il piatto, come se la sua cucina non debba avere segreti. Mentre aspettiamo il piatto ci chiediamo come possano stare bene assieme cozze e nutella. Arriva Aldone e ci serve la pietanza. L'aspetto è appetitoso. All'unisono mettiamo in bocca la prima cozza e all'unisono la sputiamo nel piatto schifati. Aldone non fa una piega: "Cattive eh?" dice sorridendo mentre ci toglie i piatti.
La seconda specialità che ci propone sono le anguille alla crema pasticcera a base Anguille, mele d'acacia, ‘nduja, tartufo nero, Coca cola, ciliegine candite, pecorino e ovviamente crema pasticcera. Vorremmo passare direttamente al dolce ma Aldone asserisce che dobbiamo assolutamente assaggiare questo piatto di sua invenzione. Quando arriva e ci poggia le portate sotto il naso, il solo odore ributtante ci stampa una smorfia di disgusto sulla faccia. Nessuno dei due ha il coraggio di assaggiare. Aldone è li che guarda esortandoci con un gesto a degustare.
Prendo coraggio e infilzo timidamente con la forchetta un pezzo di anguilla. "La crema" dice Aldone consigliandomi di insaporire il boccone con la crema pasticcera. Seguo il suo consiglio e assaggio. Stavolta non solo sputo il pezzo di anguilla ma vengo aggredito da un attacco di tosse generato dal disgusto. "Passiamo al dolce?" propone gentilmente aldone" "Che..che c'è?" chiede terrorizzato Greg. "Babà alle vongoli veraci". "Il conto grazie" urliamo in coro. "Qui faccio prezzo fisso, duecento euro a persona".
Io rimango esterrefatto. Greg trova la forza di parlare: "Scusi sognor Aldone... ma il suo ristorante non faceva cucina originale a prezzi eccezionali?". "Più originale di così: cozze e nutella, anguille alla crema, babà alle vongole… non lo so io" borbotta Aldone stavolta visibilmente disturbato. "E i prezzi eccezionali?" aggiungo io. "Duecento euro per 'sta roba le sembra un prezzo normale?" chiude Aldone portando nervosamente via i piatti.
Effettivamente erano piatti originali a prezzi eccezionali. Il fatto è che non ci si ferma più ad analizzare il significato delle parole. Forse ne sentiamo troppe di parole. Spesso sono sempre le stesse e spesso assumono, a seconda di chi le dice, un significato diverso. Ma le parole hanno tutte un significato specifico e preciso. Come diceva qualcuno: "Le parole sono importanti".
Per fortuna vediamo l'insegna che indica la traversa dove girare. Ci riceve Aldone in persona, proprietario e chef della Pergola rossa. Il locale è accogliente e ben allestito. Nonostante l'ora di pranzo il ristorante è praticamente vuoto ma probabilmente è più frequentato a cena. Aldone ci fa accomodare e dopo qualche piacevole convenevole ci elenca subito le specialità del giorno.
Ci consiglia un antipasto di sua invenzione: la "Nutel di cozze" e, come ogni bravo chef, ci spiega in poche parole la preparazione della pietanza. Si fa soffriggere cipolla e aglio in olio di oliva. Quando il tutto è dorato si buttano in padella le cozze pulite ed aperte. Intanto si fa sciogliere la nutella scaldandola lentamente a bagnomaria. Dopo cinque minuti di cottura si dispongono le cozze su una fiamminga e ci si cola sopra la nutella. Quando la nutella si è leggermente raffreddata si spruzza un po' d'aceto balsamico di Modena e si aggiunge prezzemolo, maggiorana, scalogno e una punta di Vinavil. Si guarnisce con due foglie di basilico ed il gioco è fatto.
Ci sorprende l'accuratezza di Aldone nel descriverci il piatto, come se la sua cucina non debba avere segreti. Mentre aspettiamo il piatto ci chiediamo come possano stare bene assieme cozze e nutella. Arriva Aldone e ci serve la pietanza. L'aspetto è appetitoso. All'unisono mettiamo in bocca la prima cozza e all'unisono la sputiamo nel piatto schifati. Aldone non fa una piega: "Cattive eh?" dice sorridendo mentre ci toglie i piatti.
La seconda specialità che ci propone sono le anguille alla crema pasticcera a base Anguille, mele d'acacia, ‘nduja, tartufo nero, Coca cola, ciliegine candite, pecorino e ovviamente crema pasticcera. Vorremmo passare direttamente al dolce ma Aldone asserisce che dobbiamo assolutamente assaggiare questo piatto di sua invenzione. Quando arriva e ci poggia le portate sotto il naso, il solo odore ributtante ci stampa una smorfia di disgusto sulla faccia. Nessuno dei due ha il coraggio di assaggiare. Aldone è li che guarda esortandoci con un gesto a degustare.
Prendo coraggio e infilzo timidamente con la forchetta un pezzo di anguilla. "La crema" dice Aldone consigliandomi di insaporire il boccone con la crema pasticcera. Seguo il suo consiglio e assaggio. Stavolta non solo sputo il pezzo di anguilla ma vengo aggredito da un attacco di tosse generato dal disgusto. "Passiamo al dolce?" propone gentilmente aldone" "Che..che c'è?" chiede terrorizzato Greg. "Babà alle vongoli veraci". "Il conto grazie" urliamo in coro. "Qui faccio prezzo fisso, duecento euro a persona".
Io rimango esterrefatto. Greg trova la forza di parlare: "Scusi sognor Aldone... ma il suo ristorante non faceva cucina originale a prezzi eccezionali?". "Più originale di così: cozze e nutella, anguille alla crema, babà alle vongole… non lo so io" borbotta Aldone stavolta visibilmente disturbato. "E i prezzi eccezionali?" aggiungo io. "Duecento euro per 'sta roba le sembra un prezzo normale?" chiude Aldone portando nervosamente via i piatti.
Effettivamente erano piatti originali a prezzi eccezionali. Il fatto è che non ci si ferma più ad analizzare il significato delle parole. Forse ne sentiamo troppe di parole. Spesso sono sempre le stesse e spesso assumono, a seconda di chi le dice, un significato diverso. Ma le parole hanno tutte un significato specifico e preciso. Come diceva qualcuno: "Le parole sono importanti".