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Inghilterra

L'avamposto dei romani

Nella regione inglese del Sud Ovest c'è Bath, un centro wellness all'avanguardia che continua a prosperare sulle glorie del suo passato. C'è anche un interessante museo

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Gli sposi, in tight da cerimonia, gonna a fiori e cappellone stile Regina Madre, arrivano all'alba. Affranti da lunghi addii al celibato, attraversano insonnoliti le sontuose architetture georgiane care a Jane Austen e James Ivory. Disposti alla levataccia, purchè il fatidico "I do" risuoni tra i vapori termali del luogo che occupa il posto d'onore nella top ten dei matrimoni civili più insoliti d'Inghilterra. Alle otto e trenta, tutti fuori - sposi e riso, fiori e fotografi - per il breakfast ai tavoli della Pump Room, l'adiacente salone delle terme in stile vittoriano che ospita una frequentatissima sala da thé. Alle nove in punto, tutto dev'essere pronto per l'apertura al pubblico della principale attrazione archeologica di Gran Bretagna: le terme romane di Bath.

L'unica sorgente termale al di là della Manica era già un luogo di culto dei Celti; ma solo la passione dei Romani diede vita ad Aquae Sulis, avamposto d'ozii termali per i legionari in trasferta dal Tevere all'Avon. Le antiche rovine sono oggi quasi completamente alla luce: il calidarium e il frigidarium sotto l'attuale Pump Room e la vasca rettangolare, sormontata da statue finto-antiche (in realtà scolpite nel diciottesimo secolo), in cui l'acqua termale fluisce a 46 gradi. C'è anche un museo: l'attrazione principale, oltre alla bronzea Minerva rinvenuta negli scavi del tempio a lei dedicato, sono le antiche lamine gettate nell'acqua termale: incisi nello stagno o nel peltro, i favori da ottenere o le maledizioni da invocare alla Dea.

Dopo secoli d'oblio, le terme di Aquae Sulis, frattanto diventata Bath, furono ricostruite e rinnovate a più riprese, tra '500 e '700, fino a trasformarsi nell'inedita attrazione del jet-set del tempo e nel cuore antico delle architetture, maestose e sinuose, create da John Wood. Il termalismo rimase al centro della vita e dell'economia di Bath fino all'ultimo dopoguerra, finché la cura delle acque restò nel prontuario della Sanità Nazionale. Tuttavia gli stabilimenti, sfarzosi ma obsoleti, toccarono un rapido declino.

Bath scivolò al rango di città-attrazione, di bizzarra meta da gita scolastica. I treni da Londra sfornavano gente che in un solo giorno visitava i bagni romani e la quattrocentesca Abbazia, risaliva in battello l'Avon fino alle rapide del Pulteney Bridge, sorta di Ponte Vecchio con botteghe stile dickensiano, si arrampicava a piedi fino al Royal Crescent e trovava anche il tempo per un picnic sui prati fioriti dei tanti giardini all'inglese. Ma il vento in questi ultimi anni è ancora una volta cambiato. Il nuovo stabilimento, inaugurato a luglio dell'anno scorso a 50 metri dai bagni antichi, include due gioielli d'architettura termale, l'Hot Bath di John Wood e il Cross Bath, esclusivo stabilimento georgiano costruito su una cisterna d'età romana.

Bath torna ad essere l'ago della bilancia della vita mondana della West Country. Nelle volumetrie pompose dei vecchi edifici sono state incastonate leggere e luminose strutture di vetro che riflettono colonnati neoclassici e cornici georgiane. Immersi nelle acque calde della piscina in terrazza, fino a notte fonda, i bagnanti contemplano dall'alto il panorama della città. I bagni turchi somigliano a cilindriche capsule spaziali avvolte in un batuffolo di vapore e immerse in un effluvio di olii essenziali.

Un vero trionfo di wellness e fitness: nessuna opportunità di appagamento è lasciata al caso, dal design delle docce fino al menù del ristorante firmato Martin Blunos, una stella Michelin. La febbre del restyiling contagia il gusto cittadino: a Bath nascono boutique-hotels e raffinati ristoranti in prestigiose residenze d'epoca, si dà spazio allo shopping di lusso e ai templi della gastronomia come le succursali di Paxton & Whitfield, distributori di rari formaggi artigianali, o del londinese Fishworks, scicchissima pescheria ma anche ristorantino dove gustare al meglio il pesce della Cornovaglia, gli scampi di Ullapool e le aragoste del Devon.

Nei pressi di Julian Road e di Brock Street, la strada che collega il Circus e il Royal Crescent, si allineano bistrò e wine-bar, artigiani di tendenza e antiquari di stile come Joanna Proops, che propone tessuti d'epoca e una collezione di appliques e candelieri antichi. A duemila anni dalle legioni di Roma, Bath continua a prosperare sui vapori e sulle glorie del suo lontano passato.

— IL NUOVO STABILIMENTO —
Cinque edifici d'età georgiana
THERMAE BATH SPA, il nuovo stabilimento termale di Bath a pochi passi dal museo archeologico delle terme romane, comprende cinque edifici storici d'età georgiana e una nuova costruzione – il New Royal Bath – dalle linee architettoniche tutte di design. Quattro le piscine termali (una nel Cross Bath, un'altra nell'Hot Bath e due nel New Royal Bath), con una vasca calda anche sulla terrazza panoramica del complesso. Le piscine, le quattro "steam rooms" e le venti "treatment rooms" coprono una vasta gamma di trattamenti, massaggi, terapie di bellezza e attività di wellness. In più, oltre ad un ristorante di vaglia (lo Springs) e ad un negozio, anche le due sale della "Source" riservate a meetings e convegni. Le terme sono aperte tutti i giorni, tranne Natale e Capodanno, dalle 9 di mattina alle dieci di sera; i prezzi vanno dalle 58 sterline dello "Spataster Package" (due ore di permanenza nelle terme più un massaggio gratuito) alle 195 sterline del "Pure Pevonia": un'intero giorno di ozii termali, pranzo e cena compresi, aromaterapia, massaggio ala schiena, foot therapy, maschere di bellezza e quant'altro
Prenotazioni e informazioni: 0044-1225-3321234 - www.thermaebathspa.com