A cavallo tra primavera ed estate, Pisa ospita tre manifestazioni che trovano le loro radici nella storia e nelle tradizioni della città. C'è chi sostiene che "La luminara" sia uno spettacolo da vedere almeno una volta nella vita. Riportare un fiume, l'Arno, alla vita sottolineandone la presenza con un mare di settantamila lumini in cera: disposti dentro bicchierini di vetro smerigliato appesi a bianchi telai di legno, riescono nell'impresa di esaltare, assieme alle sagome di finestre, palazzi, ponti, torri e chiese anche il naturale fluire dell'acqua.
Poi, nel volgere di poche ore "La luminara", proposta da Pisa ogni 16 giugno fin dal 1688 in onore di San Ranieri, cede il passo a un tripudio di fuochi artificiali mentre affida le proprie fiammelle alla forza del fiume e quindi del mare. Il 17, giorno a lui dedicato, il patrono, soprannominato popolarmente il ganzo di S.Chiara, viene ancora omaggiato con "La regata" in cui quattro imbarcazioni coi colori dei rioni più antichi si sfidano a strappare per primi il rispettivo "paliotto" dal pennone alto dieci metri che ricorda un'impresa pisana alla battaglia di Lepanto.
Il paliotto per un giorno sembra così ridare vita allo stendardo turco che se ne sta, imponente come una reliquia collettiva, presso la chiesa dei Cavalieri di Pisa. "Il gioco del ponte", cui si può assistere invece domenica 26 giugno, riporta Pisa indietro di altri tre secoli, all'epoca d'oro delle Repubbliche Marinare quando le fazioni di Mezzogiorno e Tramontana si scontravano in prove di vigore e agilità per ricacciare gli avversari nella loro "tana". La manifestazione ha forse una sua morale valida ancora oggi: la vitalità di un'intera città poggia su quella delle sue singole parti.
APPUNTAMENTO: Luminara, Regata, Gioco del ponte
QUANDO: 16, 17 e 26 giugno
INFORMAZIONI: Apt, telefono 050-929777
www.aptpisa.it
Per compiere un gesto di riconciliazione con Pisa, dopo anni di lotte cruente, Cosimo I de'Medici si affidò a Luca Ghini che, chiamato a insegnare Botanica a Pisa, vi fondò nel 1543 il più antico tra gli Orti botanici d'Europa. Della struttura originale restano sei delle otto fontane con vasca e la facciata dell'Istituto decorata con madrepore e conchiglie. Risalgono invece alle cure del Prefetto Giorgio Santi le piante più antiche, una magnolia e un gingko biloba, che festeggiano sempre nello stesso luogo, l'orto del cedro, i loro 320 anni. Altri tesori: l'orto del mirto con le sue 140 piante officinali, la serra tropicale, le piante succulente e le apuane.
Poi, nel volgere di poche ore "La luminara", proposta da Pisa ogni 16 giugno fin dal 1688 in onore di San Ranieri, cede il passo a un tripudio di fuochi artificiali mentre affida le proprie fiammelle alla forza del fiume e quindi del mare. Il 17, giorno a lui dedicato, il patrono, soprannominato popolarmente il ganzo di S.Chiara, viene ancora omaggiato con "La regata" in cui quattro imbarcazioni coi colori dei rioni più antichi si sfidano a strappare per primi il rispettivo "paliotto" dal pennone alto dieci metri che ricorda un'impresa pisana alla battaglia di Lepanto.
Il paliotto per un giorno sembra così ridare vita allo stendardo turco che se ne sta, imponente come una reliquia collettiva, presso la chiesa dei Cavalieri di Pisa. "Il gioco del ponte", cui si può assistere invece domenica 26 giugno, riporta Pisa indietro di altri tre secoli, all'epoca d'oro delle Repubbliche Marinare quando le fazioni di Mezzogiorno e Tramontana si scontravano in prove di vigore e agilità per ricacciare gli avversari nella loro "tana". La manifestazione ha forse una sua morale valida ancora oggi: la vitalità di un'intera città poggia su quella delle sue singole parti.
APPUNTAMENTO: Luminara, Regata, Gioco del ponte
QUANDO: 16, 17 e 26 giugno
INFORMAZIONI: Apt, telefono 050-929777
www.aptpisa.it
— LA CURIOSITÀ —
Nell'orto botanicoPer compiere un gesto di riconciliazione con Pisa, dopo anni di lotte cruente, Cosimo I de'Medici si affidò a Luca Ghini che, chiamato a insegnare Botanica a Pisa, vi fondò nel 1543 il più antico tra gli Orti botanici d'Europa. Della struttura originale restano sei delle otto fontane con vasca e la facciata dell'Istituto decorata con madrepore e conchiglie. Risalgono invece alle cure del Prefetto Giorgio Santi le piante più antiche, una magnolia e un gingko biloba, che festeggiano sempre nello stesso luogo, l'orto del cedro, i loro 320 anni. Altri tesori: l'orto del mirto con le sue 140 piante officinali, la serra tropicale, le piante succulente e le apuane.