"I lidi sono tutti fuorilegge"
di Giuliano FoschiniLibero accesso alla battigia: nessuno espone l'ordinanza. Sino al 15 luglio non saranno elevate contravvenzioni. I gestori: ma è solo questione di tempo
Tre giorni di controlli. E nemmeno un cartello esposto, come invece obbliga la nuova ordinanza regionale sul demanio marittimo. A una settimana dalle nuove regole, sulle spiagge pugliesi sembra non essere cambiato ancora nulla: i gestori degli stabilimenti balneari - dal Gargano sino al Salento - non si sono ancora messi in regola con la nuova legge. Nessuno (o quasi) ha infatti provveduto a esporre la cartellonistica allegata all'ordinanza firmata dieci giorni fa e che ha lo scopo di indicare ai bagnanti dove l¿accesso alla battigia è gratuito (nel caso in cui non ci siano accessi pubblici al mare nel giro dei 150 metri) e dove no.
Multe non ne sono scattate: per usare il pugno duro si aspetta il 15 luglio, così come riportato nella stessa ordinanza. Ma perché la legge non è stata rispettata? «Soltanto lunedì siamo riusciti a dare alle tipografie i cartelli preparati dalla Regione - spiega Antonio Capacchione, vice presidente regionale del sindacato dei balneari - purtroppo quest…
Multe non ne sono scattate: per usare il pugno duro si aspetta il 15 luglio, così come riportato nella stessa ordinanza. Ma perché la legge non è stata rispettata? «Soltanto lunedì siamo riusciti a dare alle tipografie i cartelli preparati dalla Regione - spiega Antonio Capacchione, vice presidente regionale del sindacato dei balneari - purtroppo quest…
Tre giorni di controlli. E nemmeno un cartello esposto, come invece obbliga la nuova ordinanza regionale sul demanio marittimo. A una settimana dalle nuove regole, sulle spiagge pugliesi sembra non essere cambiato ancora nulla: i gestori degli stabilimenti balneari - dal Gargano sino al Salento - non si sono ancora messi in regola con la nuova legge. Nessuno (o quasi) ha infatti provveduto a esporre la cartellonistica allegata all'ordinanza firmata dieci giorni fa e che ha lo scopo di indicare ai bagnanti dove l¿accesso alla battigia è gratuito (nel caso in cui non ci siano accessi pubblici al mare nel giro dei 150 metri) e dove no.
Multe non ne sono scattate: per usare il pugno duro si aspetta il 15 luglio, così come riportato nella stessa ordinanza. Ma perché la legge non è stata rispettata? «Soltanto lunedì siamo riusciti a dare alle tipografie i cartelli preparati dalla Regione - spiega Antonio Capacchione, vice presidente regionale del sindacato dei balneari - purtroppo quest'anno l'ordinanza è stata firmata in ritardo e i tempi ne hanno risentito. Già da domani in molti saremo in regola».
A Bari l'unico lido che dovrebbe affiggere gli avvisi (avendo un fronte mare superiore ai 150 metri) è il San Francesco. «Ma quel cartello è sbagliato - attacca Cesare Bellantuno, il gestore dello stabilimento - mi devono spiegare il perché, per esempio, è tradotto in tutte le lingue che il passaggio è gratuito ma non il fatto che è vietata la sosta della battigia. In ogni caso io dal primo giugno mi adeguo alla Finanziaria: faccio passare tutti per raggiungere la riva. Ma non si possono fermare». È ancora in piedi (così come in altri dodici lidi della città, così come testimoniato da un dossier della Capitaneria) il muro che impedisce il passaggio sulla battigia. Secondo l'ordinanza, entro il 15 luglio dovrà andare giù. «Quella recinzione è di proprietà dello Stato. Se il Demanio mi comunica di abbattere, io lo faccio. Ma me lo devono comunicare loro. Da solo non faccio nulla». In ogni caso, spiega Capacchione, «molti lidi stanno correndo ai ripari: già dalla prossima settimana qualcuno comincerà a rimuovere le barriere non consentite. Il problema è che lo dovremo fare con i bagnanti sulla spiaggia, i tempi non sono stati affatto tempestivi».
La difficoltà dei gestori fa il paio con invece la sensibilità sempre più spinta dei bagnanti: nei primi giorni del servizio il numero verde istituito da Regione e Wwf (800.085898) ha ricevuto decine di chiamate proprio sui lidi. A Monopoli, località Capitolo, è stato segnalato (con tanto di fotografie) uno sbancamento di dune da parte del gestore di uno stabilimento balneare. A Manfredonia invece veniva segnalato la realizzazione di strutture in cemento per l'attracco di barche e la discesa a mare; a Gallipoli sarebbero stati invece realizzati basamenti di cemento in alcune spiagge e un parcheggio abusivo sulle dune, con tanto di chioschi in cemento e bagni che scaricano in mare. Tutte le segnalazioni sono verificate dalle guardie volontarie del Wwf e poi eventualmente passate alla forze di polizia. Martedì è stato sequestrato a Mola un chiosco in cemento armato senza alcuna autorizzazione.
Multe non ne sono scattate: per usare il pugno duro si aspetta il 15 luglio, così come riportato nella stessa ordinanza. Ma perché la legge non è stata rispettata? «Soltanto lunedì siamo riusciti a dare alle tipografie i cartelli preparati dalla Regione - spiega Antonio Capacchione, vice presidente regionale del sindacato dei balneari - purtroppo quest'anno l'ordinanza è stata firmata in ritardo e i tempi ne hanno risentito. Già da domani in molti saremo in regola».
A Bari l'unico lido che dovrebbe affiggere gli avvisi (avendo un fronte mare superiore ai 150 metri) è il San Francesco. «Ma quel cartello è sbagliato - attacca Cesare Bellantuno, il gestore dello stabilimento - mi devono spiegare il perché, per esempio, è tradotto in tutte le lingue che il passaggio è gratuito ma non il fatto che è vietata la sosta della battigia. In ogni caso io dal primo giugno mi adeguo alla Finanziaria: faccio passare tutti per raggiungere la riva. Ma non si possono fermare». È ancora in piedi (così come in altri dodici lidi della città, così come testimoniato da un dossier della Capitaneria) il muro che impedisce il passaggio sulla battigia. Secondo l'ordinanza, entro il 15 luglio dovrà andare giù. «Quella recinzione è di proprietà dello Stato. Se il Demanio mi comunica di abbattere, io lo faccio. Ma me lo devono comunicare loro. Da solo non faccio nulla». In ogni caso, spiega Capacchione, «molti lidi stanno correndo ai ripari: già dalla prossima settimana qualcuno comincerà a rimuovere le barriere non consentite. Il problema è che lo dovremo fare con i bagnanti sulla spiaggia, i tempi non sono stati affatto tempestivi».
La difficoltà dei gestori fa il paio con invece la sensibilità sempre più spinta dei bagnanti: nei primi giorni del servizio il numero verde istituito da Regione e Wwf (800.085898) ha ricevuto decine di chiamate proprio sui lidi. A Monopoli, località Capitolo, è stato segnalato (con tanto di fotografie) uno sbancamento di dune da parte del gestore di uno stabilimento balneare. A Manfredonia invece veniva segnalato la realizzazione di strutture in cemento per l'attracco di barche e la discesa a mare; a Gallipoli sarebbero stati invece realizzati basamenti di cemento in alcune spiagge e un parcheggio abusivo sulle dune, con tanto di chioschi in cemento e bagni che scaricano in mare. Tutte le segnalazioni sono verificate dalle guardie volontarie del Wwf e poi eventualmente passate alla forze di polizia. Martedì è stato sequestrato a Mola un chiosco in cemento armato senza alcuna autorizzazione.