Viaggi

Francia

Il Parco delle leggende

Una Disneyland in riva al Sèvre per rivivere la storia della Vandea, dai galli di Asterix al terrore di Robespierre. I Viaggi

5 minuti di lettura
Il passato, la storia e le tradizioni di un popolo si possono celebrare in tanti modi. Persino con un parco di divertimenti a tema. Succede in Francia, in Vandea, uno dei cinque dipartimenti della Loira Atlantica, la regione di Nantes che s'affaccia sulla costa dell'oceano. L'opposizione, due secoli or sono, della cattolicissima regione francese all'assemblea costituente e alla Repubblica rivoluzionaria costò al clero e al popolo vandeano una spietata repressione e uno spaventoso tributo di sangue. Il ricordo di quel passato mai riconciliato è alla base della folgorazione quasi mistica che coglie, vent'anni fa, Philippe de Villiers davanti ai ruderi di uno dei castelli nobiliari distrutti nella repressione del 1793. Prima ancora di essere un vandeano doc, de Villers è giovane e intraprendente.

La sua idea, semplice ma per certi versi geniale, si trasformerà quasi in una missione da predestinato: in quell'angolo incantato di campagna vandeana nascerà un parco di divertimenti tematico, una Disneyland in riva al Sèvre. Solo che invece di Topolino e Minnie, le attrazioni tecnologiche e le esibizioni scenografiche, le coreografie in costume e le ricostruzioni spettacolari celebreranno la volontà di riscatto della Vandea lealista, mai sopita nonostante i duecento anni di unità nazionale. Oggi si può dire che de Villiers – frattanto riconvertitosi in deputato e uomo politico venerato dai corregionali – ha vinto la sua scommessa.

Forte di 800.000 visitatori e di un fatturato di quasi 20 milioni di euro a stagione, il Puy du Fou ha smesso di essere un parco divertimenti qualunque, tra i vigneti di muscadet, i mulini a vento e gli antichi castelli sgarrupati, le abbazie diroccate e le chiese fortificate della Vandea, per diventare il centro di gravità turistica di una regione che resta il fanalino di coda dell'economia nazionale francese. Per alcuni una baracconata, costruita su fontane zampillanti orchestrate da un computer, carillon animati, teatrini di maghi e menestrelli medievali, villaggi finto-antichi in cui bancari e studenti universitari si aggirano in costume da speziale o maniscalco. Per altri – i più – un'efficiente macchina di spettacolo, un ente benefico che finanzia comunità cristiane, ospedali cattolici, missioni e organismi religiosi in giro per il mondo, un'istituzione che celebra l'identità vandeana attraverso la rappresentazione scenografica della sua storia, che coinvolge attori e musicisti di fama, che crea posti di lavoro e mette in piedi stages per giovani, che macina denaro, spettacolo e politica.

Migliaia di vandeani rinunciano al tempo libero e alle vacanze per dar vita, spesso senza alcun compenso, agli spettacoli e alle attrazioni in costume che raccontano la storia di questo pezzo di Francia mettendo in scena gladiatori e vichinghi, Santi e cavalieri, fuochi d'artificio e battaglie coreografate. Alla fine, anche i più scettici ammettono che dietro il palpabile entusiasmo e l'impeccabile efficienza professionale degli addetti e degli animatori del Puy du Fou c'è qualcosa di più profondo. E' la consapevolezza – giurano i sostenitori accaniti del parco a tema più bizzarro del mondo – di impegnarsi per mantenere vivo l'orgoglio vandeano. Magari indossando un costume da falconiere o da contadina d'epoca o semplicemente smistando tra parcheggi, ristoranti, toilettes e centri di shopping la folla e le auto che arrivano da ogni parte di Francia. I laghetti, i boschi, le piccole valli e le oasi di piante rare che compongono i 40 ettari del parco fanno da cornice naturale alle attrazioni del Puy du Fou.

Quasi due millenni di storia locale scorrono attraverso le coreografie degli attori-cascatori, davanti ad intere famiglie rapite dalla visione di zoccoli e criniere al vento, squilli di trombe, urla e furibondi combattimenti, garrire di stendardi e scontri d'arme. C'è tutto quello che ci si aspetta di vedere in merito, qui al Puy du Fou. A cominciare da un anfiteatro gallo-romano, con relative corse delle bighe e combattimenti gladiatori contro tigri e leoni. Poco lontano, i monaci dell'abbazia di Noirmoutier sono in fuga dalle invasioni vichinghe e le armate inglesi della guerra dei Cent'Anni stanno galoppando all'assalto del castello del Donjon durante un torneo cavalleresco. Non mancano, ovviamente, i moschettieri di Richelieu a tirar di spada nell'edificio del Grand Carrousel, ricostruzione in ogni dettaglio di un teatro del XVII° secolo. L'esibizione dei falconieri è il momento più suggestivo della giornata, atteso soprattutto dai bambini, estasiati dalla visione dei rapaci appesi al cielo con le ali spalancate in attesa di planare elegantemente sulle teste degli spettatori.

Ma l'evento che porta nuovamente al galoppo l'Armata cattolica e lealista della Vandea militare, la pirotecnica materializzazione del fiammeggiante cuore vandeano, lo spettacolo nello spettacolo, deve ancora arrivare. L'appuntamento è alle dieci di sera. Centinaia di comparse sono già al lavoro da ore, a strigliare cavalli, a provare costumi, a truccarsi nei camerini come altrettante anonime star di una fiammeggiante epopea. E' la rutilante kermesse serale della "Cinéscénie", con musiche tronitruanti sparate sotto le stelle a milioni di decibel, colonne di luci colorate e fuochi d'artificio che brillano nella notte vandeana, la voce narrante di Alain Delon amplificata da colossali altoparlanti, cavalli e greggi di pecore, contadini, soldati giacobini e preti lealisti fervidamente impegnati in assalti e combattimenti, spargimenti di sangue ed epiche battaglie. Al termine, chi trova il Puy du Fou un luogo incredibilmente kitsch non cambia opinione. Ma la stragrande maggioranza dei 13.500 spettatori assiepati sulle gradinate è convinta di aver assistito alla rappresentazione son et lumière dell'animo vandeano, dell'unicità che questa strana regione di Francia rivendica alle sue tradizioni, alla sua cultura, alla sua storia. Tantissime persone tornano qui, di anno in anno, solo per la Cinéscénie, per scoprirne le continue novità e invenzioni scenografiche.

Grazie al parco creato da de Villiers, un numero sempre crescente di viaggiatori e di turisti ha cominciato però a scoprire anche il resto della Vandea: dallo splendido giardino orientale di Maulévrier al Logis de la Chabotterie, casa-museo che fu teatro dell'ultimo episodio di guerra civile con la cattura di Charette, capo della rivolta; dal borgo fortificato di Clisson, con le sue residenze in stile italiano come la maestosa Villa Lemot, al quattrocentesco castello di Goulaine in cui, oltre alla dimora storica, si visita una lussureggiante voliera di farfalle tropicali e un nostalgico museo dedicato alla "LU", storica fabbrica di biscotti di Nantes. E' questo, in definitiva, l'autentico successo del Puy du Fou, dei suoi spettacoli pirotecnici e dei suoi show rutilanti.


— I MUMERI DEL PARCO —
Spettacoli fino a settembre
Il parco è in funzione dal 18 aprile al 23 settembre 2007; a luglio e agosto è aperto quotidianamente, dalle 10,00 alle 19,00, mentre negli altri periodi osserva qualche turno giornaliero di chiusura. Le cinque principali attrazioni (la battaglia del Donjon, lo spettacolo di falconeria, la leggenda di San Filiberto, i moschettieri di Richelieu e i combattimenti nell'anfiteatro romano) vengono rappresentate più volte al giorno, tra le 11,00 e le 18,00. Da non perdere le ricostruzioni delle capanne vichinghe, del villaggio medievale e della città ottocentesca (si può mangiare nel bistrot di cucina francese); da vedere inoltre le voliere dei rapaci rari, il lago con i giochi d'acqua, il roseto e l'arboreto.

Le rovine dell'autentico castello del Puy du Fou fanno da quinta alla rappresentazione notturna della Cinéscénie, per la quale sono previste le seguenti date: 2, 8, 9, 15, 16, 22, 23, 29 e 30 giugno; 6, 7, 13, 14, 20, 21, 27 e 28 luglio; 3, 4, 10, 11, 17, 18, 24, 25 e 31 agosto; infine 1, 7 e 8 settembre. Le tariffe per un giorno al Puy du Fou sono di 25 euro per gli adulti e di 115 euro per i bambini da 5 a 13 anni; l'ingresso al parco con lo spettacolo della Cinéscénie costa 42 euro per gli adulti e 24 euro per i bambini.
INFO: le prenotazioni dei biglietti s'effettuano per telefono: 02-51641111. Altre informazioni: www.puydufou.com

— MUSCADET —
Il bianco di Vandea
Clisson, col suo castello massiccio e le sue toscaneggianti ville settecentesche, è il punto di partenza per scoprire, tra le pieghe dei luoghi legati alle memorie della rivolta vandeana, il gusto tutto francese dell'ospitalità di charme nelle chambres d'hôtes di vecchie fattorie e di case di campagna o per intraprendere un tour enologico nella regione Doc del muscadet. Vino bianco, acido e fruttato, i cui caratteristici vigneti bassi e robusti disegnano il paesaggio lungo il corso del Sèvre, il muscadet costituisce la maggiore gloria enologica della regione; le sue tecniche di produzione, rimaste legate ai vecchi metodi ed all'antico lavoro di vigna, contribuiscono a comporre il mosaico di una terra rustica, arcigna, legata alla tradizione (la produzione migliore proviene dalla sottozona di Muscadet de Sèvre-et-Maine). Ingenerosamente considerato un vino semplice e immediato, da abbinare a crostacei e frutti di mare, nelle sue migliori espressioni il muscadet sa diventare un bianco d'eccellenza, capace di reggere l'invecchiamento. Con lo scopo di aumentarne la complessità e la struttura, molti produttori lo maturano sur lie – cioè sulle proprie fecce e lieviti – utilizzando una tecnica che conferisce al vino una maggiore corposità e una caratteristica, lieve effervescenza minerale.
DA SEGNALARE: tra le migliori etichette, Chereau Carré (St. Fiacre Sur Maine, tel 02-40548115) e Michel Bregeon (Les Guisseaux, tel 02-40069329)