A Freital in Germania il ratto delle Sabine è a pagamento. Duemila euro e alloggio per le femmine fertili che si trasferiscono nella città. Intanto in Albania ci sta Bush che si getta nella folla. Pensi che il presidente dell'impero più potente del mondo possa essere facilmente assassinato in mezzo a quella buriana e invece si limitano a fregargli l'orologio. Non è mica Kennedy, è solo un figlio di Bush che voleva l'abbraccio del popolo e ha dato un po' d'oro alla patria.
Intanto nello spazio agli astronauti si buca l'astronave e quei palombari stellari se ne devono stare un paio di giorni a mollo nell'aria cosmica per metterci una pezza. Mentre a Panama nei ristoranti di lusso si mangia zuppa di larve, cavallette grigliate e crema di grilli. E vendono pure le caramelle col bruco a chi non si può permettere il celebre ristorante.
Poi c'è l'idromassaggio ai cani. Poi c'è la pole position. Poi c'è una diva della televisione che si è sgonfiata le tette in controtendenza col mercato della carne umana per videoconsumatori. Poi ci sono gli involtini di peperoni e pollo. Porzioni nouvelle cousine per magnaccioni che fanno i raffinati. Finisce così la favola del telegiornale per l'ora di pranzo appena sfornato dall'elettrodomestico più incredibile della casa.
Nel "Paradiso a colori" lo scrittore e capitano di navi Andrea Pesce chiude Nicola e Marinella nel video-box di un sexy-shop con la televisione accesa su un canale di sole notizie. Notizie su tutto. Sulle madri assassine che rilasciano dichiarazioni, sulle intercettazioni telefoniche tra ministri e finanzieri, e poi gli infiniti morti nei cantieri, sulle strade, negli ospedali. Notizie di difficile digestione alleggerite da sfiziosi contorni di prostitute post-moderne, allegre vicende di presidenti in vacanza nei Balcani, astronauti in panne e sorbetti di scarafaggi con pollo e peperoni.
Passano i giorni e i due smettono di mangiare, di bere, di respirare, ma non spengono il meraviglioso tv-color. Anche da morti continuano a godersi il loro piccolo mondo catodico. "Che poi non è un mondo, ma un aldilà –scrive Pesce-. Così è il paradiso. Ci sono i cherubini che suonano melodie incantatrici, ma anche i cantanti stonati della Corrida. Il santo e il prestigiatore si scambiano i trucchi e fanno coppia al circo di Montecarlo. La Madonna è una soubrette che tradisce il marito in una fiction di prima serata e Dio un birbante dongiovanni che appioppa il figlio capellone a un falegname cornuto. Così è il paradiso".
"È un palinsesto per tutti. L'Eden dei bambini è nel pomeriggio, quello delle famiglie in prima serata e per gli adulti zozzoni c'è la notte. E non è peccato perché il comandamento dice di non rubare, ma non specifica se hai una colpa nell'assistere al furto senza fermare il ladro. È scritto non uccidere, ma non spiega se è immorale guardare lo sterminio in mondovisione con gli occhi arrossati dal tubo catodico. Il paradiso è entusiasmante perché i colpevoli si esibiscono senza sporcarti con la loro colpa. È come quando fai i sogni erotici, ma ti svegli che non hai tradito tua moglie. Così è il paradiso. È guardare l'inferno seduti in poltrona".
Intanto nello spazio agli astronauti si buca l'astronave e quei palombari stellari se ne devono stare un paio di giorni a mollo nell'aria cosmica per metterci una pezza. Mentre a Panama nei ristoranti di lusso si mangia zuppa di larve, cavallette grigliate e crema di grilli. E vendono pure le caramelle col bruco a chi non si può permettere il celebre ristorante.
Poi c'è l'idromassaggio ai cani. Poi c'è la pole position. Poi c'è una diva della televisione che si è sgonfiata le tette in controtendenza col mercato della carne umana per videoconsumatori. Poi ci sono gli involtini di peperoni e pollo. Porzioni nouvelle cousine per magnaccioni che fanno i raffinati. Finisce così la favola del telegiornale per l'ora di pranzo appena sfornato dall'elettrodomestico più incredibile della casa.
Nel "Paradiso a colori" lo scrittore e capitano di navi Andrea Pesce chiude Nicola e Marinella nel video-box di un sexy-shop con la televisione accesa su un canale di sole notizie. Notizie su tutto. Sulle madri assassine che rilasciano dichiarazioni, sulle intercettazioni telefoniche tra ministri e finanzieri, e poi gli infiniti morti nei cantieri, sulle strade, negli ospedali. Notizie di difficile digestione alleggerite da sfiziosi contorni di prostitute post-moderne, allegre vicende di presidenti in vacanza nei Balcani, astronauti in panne e sorbetti di scarafaggi con pollo e peperoni.
Passano i giorni e i due smettono di mangiare, di bere, di respirare, ma non spengono il meraviglioso tv-color. Anche da morti continuano a godersi il loro piccolo mondo catodico. "Che poi non è un mondo, ma un aldilà –scrive Pesce-. Così è il paradiso. Ci sono i cherubini che suonano melodie incantatrici, ma anche i cantanti stonati della Corrida. Il santo e il prestigiatore si scambiano i trucchi e fanno coppia al circo di Montecarlo. La Madonna è una soubrette che tradisce il marito in una fiction di prima serata e Dio un birbante dongiovanni che appioppa il figlio capellone a un falegname cornuto. Così è il paradiso".
"È un palinsesto per tutti. L'Eden dei bambini è nel pomeriggio, quello delle famiglie in prima serata e per gli adulti zozzoni c'è la notte. E non è peccato perché il comandamento dice di non rubare, ma non specifica se hai una colpa nell'assistere al furto senza fermare il ladro. È scritto non uccidere, ma non spiega se è immorale guardare lo sterminio in mondovisione con gli occhi arrossati dal tubo catodico. Il paradiso è entusiasmante perché i colpevoli si esibiscono senza sporcarti con la loro colpa. È come quando fai i sogni erotici, ma ti svegli che non hai tradito tua moglie. Così è il paradiso. È guardare l'inferno seduti in poltrona".