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Bene il mare, male le coste

Altra tappa per la barca di Legambiente nel suo viaggio lungo le coste italiane. Risultati controversi, ma soddisfazione per il salvataggio di tre tartarughe

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Una traversata lunga, tranquilla, con un mare sereno e un buon vento. Siamo arrivati in Puglia con le condizioni migliori. È stata questa, finora, la regione con più tappe, la più calda, la più controversa. Mare pulito, luoghi bellissimi, ma anche coste minacciate dagli abusi, con una statistica che allarma: 2,6 infrazioni contro coste e mare, per ogni chilometro di litorale.

In Puglia c'è anche la memoria di un famoso ecomostro, quello di Punta Perotti, demolito un anno e mezzo fa dopo una lunga battaglia sostenuta in prima linea da Legambiente, che ci ricorda l'importanza di proseguire nelle azioni di denuncia e lotta in difesa del patrimonio costiero. Non a caso, proprio in Puglia, è nato il sito per censire tutti gli ecomostri d'Italia e segnalare i pericoli per le coste (www.ecomostri.it) e restando in tema, la bandiera nera in questa regione l'abbiamo assegnata al Comune di Alliste, proprio per un ecomostro: l'Hotel Jonico, realizzato su un tratto di costa di particolare pregio paesaggistico e ambientale.

Da Manfredonia a Taranto, la settimana è stata lunga e intensa d'incontri tra i quali quelli dedicati a illustrare i risultati dei prelievi delle acque di balneazione. I nostri biologi hanno trovato il mare pugliese in buone condizioni, confermando una generale salubrità delle acque, ma va comunque considerato che siamo ancora a metà della stagione estiva e il carico antropico collegato al turismo dovrà ancora aumentare.

I valori dell'ossigeno trovati in alcuni punti, insieme alla presenza di alghe, testimoniano infatti un eccessivo carico di nutrienti in mare, molto probabilmente di origine antropica, che vanno tenuti sotto controllo. Tra le varie iniziative, anche l'incontro con i coordinatori del progetto Tartanet, il network nazionale per la conservazione della tartaruga marina più comune del Mediterraneo, la Caretta caretta. Nell'ambito del progetto, abbiamo liberato, a Manfredonia, dal centro gestito da Legambiente, tre tartarughe già guarite. Hanno ripreso il largo dalla nostra Catholica, regalandoci un'esperienza indimenticabile. Un momento di sensibilizzazione per tutti i frequentatori del mare, per promuovere le attività del nuovo network che mette in rete ricercatori e operatori impegnati nella tutela di questa specie, ma anche per diffondere la cultura della collaborazione, che permetta a chiunque si imbattesse in tartarughe spiaggiate, ferite o in difficoltà, di segnalare in tempo reale ogni singolo caso al numero verde 800904841.

Lasciata Manfredonia, passando per la bella Monopoli, siamo arrivati sotto il cielo del Salento. Una terra splendida, con il mare blu intenso e una costa prediletta dal turismo. È qui che abbiamo dato i riconoscimenti più importanti: le quattro vele della Guida Blu a Diso e Andrano, per le buone pratiche di sostenibilità turistica e ambientale, e le cinque vele, conquistate da Nardò. Oggi siamo a Taranto, il nostro viaggio verso il sud continua. Durante la conferenza, i temi su cui dibattere non sono mancati. In Puglia, tanto sulla costa orientale che su quella occidentale, la cementificazione selvaggia resta tra i problemi più gravi e spesso arriva fin dentro le aree protette come nel caso della salina di Torre Colimena e del fiume Chidro. Aspettiamo di salpare la Calabria ci aspetta.