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Viaggi della memoria

Crepi il lupo!

I suicidi dei militari, il cemento, l'inquinamento. Ascanio Celestini riflette sulla situazione della base Nato di Vicenza. I Viaggi

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Autostrada. Parcheggio nord dello stadio Euganeo di Padova. Fermo l'auto dietro al palco della festa di radio Sherwood, una radio libera. È la terza volta che ci torno. Stasera faccio la Pecora Nera, lo spettacolo sul manicomio. Provo l'audio e poi mi prendo una pausa. Le luci si puntano all'ultimo momento. Ora c'è troppa luce. Incontro Andrea che è di Vicenza, però sta qui alla festa di Padova col banchetto del coordinamento "No-Dal Molin" che critica la costruzione della nuova base americana nella sua città. Mi porta una bottiglia di vino rosso, il Vi-No-Dal-Molin.

Alla grande manifestazione di qualche mese fa si diceva che il coordinamento resisterà un minuto di più del governo che vuole la base. Per adesso ci sono riusciti visto che il governo è crollato qualche giorno dopo. Però poi è resuscitato come quei mostri che tornano incarogniti tra i vivi. I vampiri dei film di terz'ordine che sembrano persone normali e invece hanno l'occhietto scintillante e il canino affilato. Il dente avvelenato che aveva già partorito l'aumento delle spese militari e la partenza per nuove guerre, oggi ribadisce il consenso alla base americana.

"Quando i politici dicono che si tratta solo di un allargamento della base esistente – mi dice - stanno mentendo. Attualmente la caserma Ederle, il villaggio americano, la base di Arcugnano, la base "Pluto" e gli altri centri logistici occupano 1.326.000 mq. Noi pensiamo che con i lavori possano occupare tutta l'area dell'aeroporto che l'aeronautica italiana sta abbandonando e arrivare a coprire uno spazio di oltre tre milioni di mq. Intanto c'è il progetto di 600.000 mq di cemento in una zona verde, una massa pari a quasi 2000 appartamenti. Un aumento del consumo di elettricità e di acqua equivalente al fabbisogno di 25.000 abitanti. Lo sai che il 41% delle spese di mantenimento della base americana è a carico del governo italiano? In più all'esercito statunitense viene fatto lo sconto del 25% sull'energia elettrica, il 40% sul gas e il 70% su gasolio e benzina. Per scaldarsi nell'inverno vicentino gli americani usano il gasolio che è altamente inquinante. Peraltro gli Usa non hanno accettato il protocollo di Kioto e non sappiamo quali emissioni nocive produrranno. A questo va aggiunto che la base gode dell'extraterritorialità e per quanto riguarda la giustizia sappiamo che in caso di reati commessi dai soldati stranieri difficilmente vengono giudicati dalla magistratura italiana…vedi il caso del Cermis".

Sul parcheggio dello stadio incomincia a calare il buio. "Qualche giorno fa si è ammazzato un altro soldato –dice Andrea mentre incomincio a muovermi verso il palco- è gente stremata e fuori di testa. Passano a Vicenza quelli che tornano dalla guerra. Pure se l'hanno indottrinati, questi soldati sono ancora esseri umani. Lo capiscono pure loro che vanno a fare una guerra stupida. Che rischiano di crepare per il tornaconto dei politici". Sono le nove e mezza, adesso si possono accendere i fari. "Insieme alla bottiglia ti ho messo anche il nostro giornale –dice mentre monto sul palco- il rapporto su Dal Molin, sui depositi di armi nucleari e sulle basi sotterranee. In bocca al lupo per lo spettacolo". "Crepi".