Se i bolognesi associano Savigno a ottimi funghi e tartufi, è in gran parte merito della Trattoria Amerigo e del suo patron Alberto Bettini, che da anni valorizzano i prodotti del sottobosco dei nostri colli. La Trattoria non si limita però a proposte a base di funghi e tartufi, come si può già intuire varcando la saletta d' ingresso adibita a bottega, dove spiccano svariati vasetti di ghiottonerie artigianali.
L' ambiente è rustico ma accogliente, con tavoli e sedute in legno, tovaglie a quadrettoni rossi coperte da coprimacchia bianchi e bicchieri di cristallo. La cucina si cimenta in ricette tradizionali con qualche "licenza" creativa e utilizza materie di qualità prevalentemente territoriali. Si può scegliere alla carta, oppure tra due menu degustazione: tradizionale e stagionale. Rimarchevole il pane servito ai commensali, realizzato con farine scelte.
Iniziamo con salumi e insaccati selezionati accompagnati da croccante giardiniera e ottime tigelline. Proseguiamo con passatelli asciutti ai gamberi di fiume, con i gamberi (umbri) penalizzati da una pasta troppo intensa e ricca di parmiggiano. L' ottimo secondo è un tributo all' asparago I.G.P. di Altedo. Un croccante uovo in camicia su letto di porri fritti, accompagnato da asparagi in tre cotture: fritti, al vapore (entrambi eccellenti) e gratinati (discreti).
Chiude l' originale panna cotta agli asparagi con caramello di pomodoro. In carta offerta di vini dei colli bolognesi e altre etichette italiane proposti con ricarichi irrisori. Lodevole l' iniziativa P.T.V. "Porta il Tuo Vino" che autorizza i clienti a portarsi la bottiglia preferita da casa, senza che venga loro addebitato nulla sul conto, nemmeno il canonico "diritto di bicchiere". Servizio cortese e conto intorno ai 45 euro, bevande escluse.
www.amerigo1934.it
L' ambiente è rustico ma accogliente, con tavoli e sedute in legno, tovaglie a quadrettoni rossi coperte da coprimacchia bianchi e bicchieri di cristallo. La cucina si cimenta in ricette tradizionali con qualche "licenza" creativa e utilizza materie di qualità prevalentemente territoriali. Si può scegliere alla carta, oppure tra due menu degustazione: tradizionale e stagionale. Rimarchevole il pane servito ai commensali, realizzato con farine scelte.
Iniziamo con salumi e insaccati selezionati accompagnati da croccante giardiniera e ottime tigelline. Proseguiamo con passatelli asciutti ai gamberi di fiume, con i gamberi (umbri) penalizzati da una pasta troppo intensa e ricca di parmiggiano. L' ottimo secondo è un tributo all' asparago I.G.P. di Altedo. Un croccante uovo in camicia su letto di porri fritti, accompagnato da asparagi in tre cotture: fritti, al vapore (entrambi eccellenti) e gratinati (discreti).
Chiude l' originale panna cotta agli asparagi con caramello di pomodoro. In carta offerta di vini dei colli bolognesi e altre etichette italiane proposti con ricarichi irrisori. Lodevole l' iniziativa P.T.V. "Porta il Tuo Vino" che autorizza i clienti a portarsi la bottiglia preferita da casa, senza che venga loro addebitato nulla sul conto, nemmeno il canonico "diritto di bicchiere". Servizio cortese e conto intorno ai 45 euro, bevande escluse.
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