Quattro donne non ancora sull’orlo di una crisi di nervi, ma comunque in cerca di sole e relax verso il sud della Spagna, lontano da fidanzati e caos, alla scoperta della sensuale movida spagnola: è con questo allettante obiettivo che con tre amiche si decide di andare in Andalusia. Voliamo fino a Valencia con Ryanair (costa poco) e poi affittiamo una macchina. Le autostrade sono per lo più gratis anche se i cartelloni elettronici ci ricordano ogni dieci minuti di non guidare in stato d’ebrezza. È evidente che hanno dei problemi di alcolismo, ma sono le 10 di mattina e non abbiamo ancora nulla da temere.
Per decine di chilometri le gru e palazzi in costruzione dominano il lungomare della provincia della Murcia. Lo spettacolo è veramente inquietante e ricorda la grande speculazione edilizia che massacra le nostre coste. Usciamo dall’autostrada verso Cartagena per arrivare a La Azohia verso l’ora di pranzo dove ci fermiamo a mangiare di fronte al mare da El Leon, tavoli all’aperto e pesce fresco. Attenzione al menu: “plancha” non vuol dire fritto come la traduzione in inglese “fried” potrebbe far intendere, bensì “alla griglia”. Le porzioni spagnole sono il doppio delle nostre e con un piatto ci si mangia benissimo in due. Un tuffo veloce nel mare limpido della Murcia e di nuovo sull’Autovia (strada statale) verso Granada.
La vegetazione intorno cambia: finalmente siamo in Andalusia. Sono le 22 e il sole tramonta mentre attraversiamo la Sierra Nevada. I colori esplodono. La roccia molto rossa e scavata dal vento ci riporta ad un panorama da vero Far West.
Guadix - La città scavata nel tufo. Case con la piscina, camini bianchi e antenne della tv che escono fuori dalla montagna. La parte abitata è dentro la roccia, probabilmente per avere una temperatura piacevole durante tutto l’anno. Arriviamo a Granada quando ormai è notte fonda.
Granada - Il centro della città è tutto circondato da paletti elettronici che non permettono il varco alle automobili. Un buon posto dove lasciare l’auto gratuitamente è nella zona di Fortivero, vicino alla Piazza Pablo Picasso. Mentre aspettiamo l'autobus 13 che ci porterà verso la Alhambra (dall’arabo castello rosso) conosciamo un ragazzo che ci racconta un po’ la storia della fortezza che concorre ad essere una delle nuove sette meraviglie del mondo. Costruita in tempo di pace da ebrei e musulmani durante l’undicesimo secolo, fu in parte distrutta e la moschea sostituita da una chiesa. Austera e affascinante, ricca di decorazioni in stile arabo di una bellezza sconvolgente, l’Alhambra riporta i più di 6000 visitatori giornalieri al tempo dei Mori, che ebbero in Granada il loro ultimo avamposto in Europa. La Fortezza sorge nel punto più alto di Granada, dominandola. Se si scende da San Nicola verso Santa Isabel, si attraversa il quartiere arabo di Albayzin pieno di ragazzi che suonano e bivaccano in piazzette con panorami mozzafiato, fumando liberamente.
La calura fa arsura per cui su Carmen de Santa Marina ci fermiamo a bere al bar La Mancha Chica. Ed è qui che gustiamo per la prima volta la birra che ci farà girar la testa per tutta la vacanza: la Alhambra Gran Reserva 1925. «Chi non ha visto Granada non ha visto niente», recita un detto popolare andaluso, per cui continuiamo a scoprire questa bianca città attraverso i numerosi murales. Le scritte contro la “especulation inmobiliaria” ci attirano verso i vicoletti in fiore più belli di tutta l’Andalusia.
Calle Elvira - È piena di bar e posti dove mangiare stando anche all’aria aperta a gustarsi i numerosi spettacoli che affollano le strade. È facile rilassarsi e conoscere gente, andare a dormire ci sembra tempo sprecato.
Cabo de Gata - Dopo due giorni decidiamo di spostarci verso il mare. Prossima meta la riserva naturale di Cabo de Gata. Le mie compagne di viaggio continuano a indossare dei caldi jeans, speriamo che al mare scoprano finalmente le gambe. Prendiamo la E902 direzione sud e poi la N340 verso Almeria. Siamo nel profondo sud della fortezza Europa dove ogni anno centinaia di persone provenienti dal Marocco e da altri paesi africani annegano nel tentativo di superare lo Stretto di Gibilterra.
Almeria - Siamo nella città il cui paesaggio è stato sede di grandi e famosi set cinematografici dei cosiddetti “spaghetti western”. Sergio Leone girò qui quasi tutti gli esterni dei suoi film conquistandosi anche la targa di cittadino onorario. Se il genere appassiona si possono visitare i tipici villaggi western nel deserto di Tabernas, raggiungibili in poco tempo. Sempre ad Almeria sull’Avenida Mediterranea al civico 29 di fronte al mercato si possono mangiare delle gustose tapas al prezzo di un euro e mezzo. Il bar/cafè Virgen Chica è sempre pieno e mentre i locali si ingozzano di hamburger e patatine noi non ci facciamo scappare l'ottimo cibo: polpo fritto e paella a volontà. Al tramonto arriviamo a Las Negras. Situata nella riserva naturale di Cabo de Gata è uno dei posti più belli e con il mare più limpido di tutta l’Andalusia. Pochi i turisti: è ancora una zona incontaminata.
Esplorare i sentieri che portano alle spiagge deserte è un po’ faticoso per il molto caldo ma ne vale la pena. Cosparse di crema ad altissima protezione e indossate delle buone scarpe da trekking decidiamo cosi di chiudere la vacanza passando una notte nella vicina Playa di San Pedro, un villaggio in rovine i cui edifici sono stati riadattati ad abitazioni. La fonte d'acqua e i pannelli solari permettono a pochi eletti di vivere in mezzo alla natura e lontano dal caos cittadino. Punkabbestia, fricchettoni, giovani, anziani, solitari, coppie e comitive, ci si può trovare di tutto tranne le persone pudiche. Qui infatti la nudità è d’obbligo, un solo pezzo di costume viene guardato con sospetto, figuriamoci i jeans. Gli instancabili camminatori possono procedere per un arido sentiero ed esplorare le altre calette. Fino a Carboneras se ne contano circa 72. Qualcuno vorrebbe farci arrivare una strada e collegare questo piccolo paradiso alla civiltà. Speriamo che non succeda mai.
Per decine di chilometri le gru e palazzi in costruzione dominano il lungomare della provincia della Murcia. Lo spettacolo è veramente inquietante e ricorda la grande speculazione edilizia che massacra le nostre coste. Usciamo dall’autostrada verso Cartagena per arrivare a La Azohia verso l’ora di pranzo dove ci fermiamo a mangiare di fronte al mare da El Leon, tavoli all’aperto e pesce fresco. Attenzione al menu: “plancha” non vuol dire fritto come la traduzione in inglese “fried” potrebbe far intendere, bensì “alla griglia”. Le porzioni spagnole sono il doppio delle nostre e con un piatto ci si mangia benissimo in due. Un tuffo veloce nel mare limpido della Murcia e di nuovo sull’Autovia (strada statale) verso Granada.
La vegetazione intorno cambia: finalmente siamo in Andalusia. Sono le 22 e il sole tramonta mentre attraversiamo la Sierra Nevada. I colori esplodono. La roccia molto rossa e scavata dal vento ci riporta ad un panorama da vero Far West.
Guadix - La città scavata nel tufo. Case con la piscina, camini bianchi e antenne della tv che escono fuori dalla montagna. La parte abitata è dentro la roccia, probabilmente per avere una temperatura piacevole durante tutto l’anno. Arriviamo a Granada quando ormai è notte fonda.
Granada - Il centro della città è tutto circondato da paletti elettronici che non permettono il varco alle automobili. Un buon posto dove lasciare l’auto gratuitamente è nella zona di Fortivero, vicino alla Piazza Pablo Picasso. Mentre aspettiamo l'autobus 13 che ci porterà verso la Alhambra (dall’arabo castello rosso) conosciamo un ragazzo che ci racconta un po’ la storia della fortezza che concorre ad essere una delle nuove sette meraviglie del mondo. Costruita in tempo di pace da ebrei e musulmani durante l’undicesimo secolo, fu in parte distrutta e la moschea sostituita da una chiesa. Austera e affascinante, ricca di decorazioni in stile arabo di una bellezza sconvolgente, l’Alhambra riporta i più di 6000 visitatori giornalieri al tempo dei Mori, che ebbero in Granada il loro ultimo avamposto in Europa. La Fortezza sorge nel punto più alto di Granada, dominandola. Se si scende da San Nicola verso Santa Isabel, si attraversa il quartiere arabo di Albayzin pieno di ragazzi che suonano e bivaccano in piazzette con panorami mozzafiato, fumando liberamente.
La calura fa arsura per cui su Carmen de Santa Marina ci fermiamo a bere al bar La Mancha Chica. Ed è qui che gustiamo per la prima volta la birra che ci farà girar la testa per tutta la vacanza: la Alhambra Gran Reserva 1925. «Chi non ha visto Granada non ha visto niente», recita un detto popolare andaluso, per cui continuiamo a scoprire questa bianca città attraverso i numerosi murales. Le scritte contro la “especulation inmobiliaria” ci attirano verso i vicoletti in fiore più belli di tutta l’Andalusia.
Calle Elvira - È piena di bar e posti dove mangiare stando anche all’aria aperta a gustarsi i numerosi spettacoli che affollano le strade. È facile rilassarsi e conoscere gente, andare a dormire ci sembra tempo sprecato.
Cabo de Gata - Dopo due giorni decidiamo di spostarci verso il mare. Prossima meta la riserva naturale di Cabo de Gata. Le mie compagne di viaggio continuano a indossare dei caldi jeans, speriamo che al mare scoprano finalmente le gambe. Prendiamo la E902 direzione sud e poi la N340 verso Almeria. Siamo nel profondo sud della fortezza Europa dove ogni anno centinaia di persone provenienti dal Marocco e da altri paesi africani annegano nel tentativo di superare lo Stretto di Gibilterra.
Almeria - Siamo nella città il cui paesaggio è stato sede di grandi e famosi set cinematografici dei cosiddetti “spaghetti western”. Sergio Leone girò qui quasi tutti gli esterni dei suoi film conquistandosi anche la targa di cittadino onorario. Se il genere appassiona si possono visitare i tipici villaggi western nel deserto di Tabernas, raggiungibili in poco tempo. Sempre ad Almeria sull’Avenida Mediterranea al civico 29 di fronte al mercato si possono mangiare delle gustose tapas al prezzo di un euro e mezzo. Il bar/cafè Virgen Chica è sempre pieno e mentre i locali si ingozzano di hamburger e patatine noi non ci facciamo scappare l'ottimo cibo: polpo fritto e paella a volontà. Al tramonto arriviamo a Las Negras. Situata nella riserva naturale di Cabo de Gata è uno dei posti più belli e con il mare più limpido di tutta l’Andalusia. Pochi i turisti: è ancora una zona incontaminata.
Esplorare i sentieri che portano alle spiagge deserte è un po’ faticoso per il molto caldo ma ne vale la pena. Cosparse di crema ad altissima protezione e indossate delle buone scarpe da trekking decidiamo cosi di chiudere la vacanza passando una notte nella vicina Playa di San Pedro, un villaggio in rovine i cui edifici sono stati riadattati ad abitazioni. La fonte d'acqua e i pannelli solari permettono a pochi eletti di vivere in mezzo alla natura e lontano dal caos cittadino. Punkabbestia, fricchettoni, giovani, anziani, solitari, coppie e comitive, ci si può trovare di tutto tranne le persone pudiche. Qui infatti la nudità è d’obbligo, un solo pezzo di costume viene guardato con sospetto, figuriamoci i jeans. Gli instancabili camminatori possono procedere per un arido sentiero ed esplorare le altre calette. Fino a Carboneras se ne contano circa 72. Qualcuno vorrebbe farci arrivare una strada e collegare questo piccolo paradiso alla civiltà. Speriamo che non succeda mai.