La forza dell'equipaggio
di Pietro PalliniPilotare un aereo? Come operare a cuore aperto: se non si lavora in gruppo, i rischi di sbagliare sono più alti. Ma per fortuna i piloti lo sanno bene. I Viaggi
Mi capita ogni tanto di uscire con alcuni vecchi compagni di liceo per una
di quelle classiche rimpatriate nelle quali di tutto si parla fuorché di lavoro.
A questa tacita regola, complice forse l'avanzare dell'età, c'è una sola
eccezione: i medici, tutti si sentono autorizzati a chiedere consiglio e conforto
a chi "da grande" ha fatto il medico. Ma all'ultimo incontro, con mia
grande sorpresa, è stato proprio uno di loro, un chirurgo, a chiedermi un
parere professionale. Oggetto del suo interesse erano le check-list, delle
quali ho già parlato.
Ne esistono di due tipi: quelle "normali", che hanno lo scopo, in corrispondenza di particolari fasi di volo quali la messa in moto, il decollo, l'avvicinamento e l'atterraggio, di verificare che gli apparati di bordo siano stati correttamente configurati, e quelle "anormali". Queste ultime vengono effettuate a seguito di una anomalia tecnica o di un guasto per circoscriverne e limitarne gli effetti, consentendo così una sic…
Ne esistono di due tipi: quelle "normali", che hanno lo scopo, in corrispondenza di particolari fasi di volo quali la messa in moto, il decollo, l'avvicinamento e l'atterraggio, di verificare che gli apparati di bordo siano stati correttamente configurati, e quelle "anormali". Queste ultime vengono effettuate a seguito di una anomalia tecnica o di un guasto per circoscriverne e limitarne gli effetti, consentendo così una sic…
Mi capita ogni tanto di uscire con alcuni vecchi compagni di liceo per una
di quelle classiche rimpatriate nelle quali di tutto si parla fuorché di lavoro.
A questa tacita regola, complice forse l'avanzare dell'età, c'è una sola
eccezione: i medici, tutti si sentono autorizzati a chiedere consiglio e conforto
a chi "da grande" ha fatto il medico. Ma all'ultimo incontro, con mia
grande sorpresa, è stato proprio uno di loro, un chirurgo, a chiedermi un
parere professionale. Oggetto del suo interesse erano le check-list, delle
quali ho già parlato.
Ne esistono di due tipi: quelle "normali", che hanno lo scopo, in corrispondenza di particolari fasi di volo quali la messa in moto, il decollo, l'avvicinamento e l'atterraggio, di verificare che gli apparati di bordo siano stati correttamente configurati, e quelle "anormali". Queste ultime vengono effettuate a seguito di una anomalia tecnica o di un guasto per circoscriverne e limitarne gli effetti, consentendo così una sicura prosecuzione del volo.
E il mio amico chirurgo mi ha stupito quando mi ha parlato di CRM. Il Crew Resource Management (gestione delle risorse dell'equipaggio) è una metodologia di lavoro in team nata dopo l'incidente del 1977 a Tenerife: in quell'occasione fretta, fatica, stress e cattiva comunicazione, unite a una troppo rigida concezione gerarchica dei ruoli, portarono al più grave disastro aereo di tutti i tempi. Da allora il nostro lavoro ha subito un grosso mutamento culturale: la circolazione delle informazioni, la condivisione degli errori, la discussione dei propri sbagli e l'analisi delle loro dinamiche sono diventati materia di addestramento, con l'obiettivo ultimo di migliorare il rendimento dell'intero gruppo e, a distanza di trent'anni, l'aviazione civile è diventata una delle industrie più sicure al mondo.
Vi chiederete (e me lo sono chiesto anch'io) cosa accomuni una cabina di pilotaggio a una sala operatoria: ebbene, pare che i due terzi degli incidenti che avvengono "sotto i ferri" sia dovuto a errori umani, causati dallo stesso micidiale cocktail che portò all'incidente di Tenerife, di qui la necessità di ricorrere a tecniche di lavoro "in equipaggio" ampiamente sperimentate e che hanno dimostrato di essere in grado di ridurre i rischi. E così, tra una barzelletta e un brindisi, mi sono ritrovato ad atterrare in sala operatoria.
* Pilota di voli intercontinentali
Ne esistono di due tipi: quelle "normali", che hanno lo scopo, in corrispondenza di particolari fasi di volo quali la messa in moto, il decollo, l'avvicinamento e l'atterraggio, di verificare che gli apparati di bordo siano stati correttamente configurati, e quelle "anormali". Queste ultime vengono effettuate a seguito di una anomalia tecnica o di un guasto per circoscriverne e limitarne gli effetti, consentendo così una sicura prosecuzione del volo.
E il mio amico chirurgo mi ha stupito quando mi ha parlato di CRM. Il Crew Resource Management (gestione delle risorse dell'equipaggio) è una metodologia di lavoro in team nata dopo l'incidente del 1977 a Tenerife: in quell'occasione fretta, fatica, stress e cattiva comunicazione, unite a una troppo rigida concezione gerarchica dei ruoli, portarono al più grave disastro aereo di tutti i tempi. Da allora il nostro lavoro ha subito un grosso mutamento culturale: la circolazione delle informazioni, la condivisione degli errori, la discussione dei propri sbagli e l'analisi delle loro dinamiche sono diventati materia di addestramento, con l'obiettivo ultimo di migliorare il rendimento dell'intero gruppo e, a distanza di trent'anni, l'aviazione civile è diventata una delle industrie più sicure al mondo.
Vi chiederete (e me lo sono chiesto anch'io) cosa accomuni una cabina di pilotaggio a una sala operatoria: ebbene, pare che i due terzi degli incidenti che avvengono "sotto i ferri" sia dovuto a errori umani, causati dallo stesso micidiale cocktail che portò all'incidente di Tenerife, di qui la necessità di ricorrere a tecniche di lavoro "in equipaggio" ampiamente sperimentate e che hanno dimostrato di essere in grado di ridurre i rischi. E così, tra una barzelletta e un brindisi, mi sono ritrovato ad atterrare in sala operatoria.
* Pilota di voli intercontinentali