In ogni città del mondo, grande o piccola, bella o brutta, antica o moderna, gli abitanti vanno fieri di qualcosa. I cittadini di Rotterdam sono orgogliosi, oltre che della squadra di calcio locale, della loro architettura moderna e assicurano che qui, proprio qui, è stato costruito il primo grattacielo europeo, nel 1898. L'amministrazione cittadina, ogni due anni, dedica alla metropoli una serie di grandi iniziative dopo che nel 2001 Rotterdam venne nominata Capitale europea della Cultura: nel 2003 è stata Città dell'Acqua e nel 2005 dello Sport.
Nel 2007 è la volta dell'Architettura. Si sono appena concluse le manifestazioni Site & Stories dedicata a 40 siti architettonici contemporanei (tra questi l'Erasmus Bridge, lo storico Grande magazzino De Bijenkorf e le celebri Cube Houses), Skyscraper Weekend dedicato ai grattacieli della città, e la Terza Biennale internazionale dell'Architettura. Da qui alla fine del 2007 altre iniziative seguiranno (tutte nel sito www.rotterdam2007.nl); tra queste l'Architecture Film Festival (fino al 14 ottobre) con documentari sui migliori edifici contemporanei del mondo, gli itinerari guidati nell'area del Delfshaven (fino al 31 dicembre), e la mostra dedicata a P.J.H. Cuypers (fino al 6 gennaio 2008), architetto vissuto a cavallo tra '800 e '900, autore della Stazione centrale di Amsterdam e del Rijksmuseum.
Chiuderanno il 30 ottobre le visite ai nuovi edifici in costruzione della città, itinerario chiamato Building Site Excavation Festival. Fino al 6 gennaio 2008 al Nai (Netherlands Architecture Institute), un complesso dedicato all'architettura che si staglia isolato su uno specchio d'acqua, inaugurato nel 1993 e opera di Jo Coenen, saranno esposti disegni, progetti, foto e una notevole quantità di materiale inedito dell'ideatore controverso che fece dell'architettura la sua grande passione. E se la città pesantemente bombardata dalla Luftwaffe nel 1940 ha saputo costruirsi un futuro creativo e prospero dopo le distruzioni, lo si deve proprio all'opera di grandi architetti che subito, a partire dagli anni '50, hanno sviluppato insieme all'amministrazione pubblica una attiva politica, che oggi consente di ammirare uno skyline fatto di edifici arditi e che fanno scuola nel mondo.
Le distruzioni della guerra sono state un'occasione per ripensare la città e lì dove un tempo c'erano i mercantili in partenza per le Indie e le Americhe, svetta adesso un quartiere nuovo, il Kop Van Zuid, chiamato la Manhattan sul Maas, il fiume della città, dove nomi di respiro internazionale come Norman Foster o Renzo Piano hanno progettato edifici che sfidano la forza di gravità. È dell'architetto italiano il grattacielo inclinato Kpn Telecom, con tanto di puntello e parete segnata da mille luci verdi che svetta davanti all'Erasmus Bridge, altro capolavoro di Van Berkel & Bos costruito tra il 1990-1996 per collegare il nucleo storico della città con l'area di espansione a sud. Ottocentodue metri di lunghezza, 139 di altezza e 6800 tonnellate di peso: ma qualcuno lo chiama "il cigno" per la forma leggera e slanciata.
[[ge:rep-locali:repubblica:117034592]] In questa zona dei vecchi docks si incontra il prestigioso Hotel New York, la torre Montevideo riconoscibile dalla grande M che la sovrasta progettata da F.M.J. Houben (Mecanoo Architects) tra il 1999 e il 2005, e il nuovissimo Museo della Fotografia, il Fotomuseum, inaugurato nell'aprile del 2007, ottenuto dal restauro di un edificio degli anni '50 al quale è stato aggiunto un piano di forma ellittica. Al piano terra il ristorante Las Palmas, dedicato al pesce.
Nel museo, fino al 25 novembre, sono esposte le foto di Joachim Schmid e Joel Meyerowitz e, dalla metà di dicembre fino a maggio 2008, i capolavori della Fotografia neorealista italiana. Per assaporare l'idea del porto vale la pena fare un salto al Rotterdam Café dove al posto del vecchio Terminal delle Crociere ci si può sedere sulle sedie firmate Jacobsen anche solo per gustare un caffè con lo sguardo verso l'acqua di questa città che è il più grande porto d'Europa. Se a Kop Van Zuid a operare sono state grandi firme internazionali, a trasformare il resto della città in un museo all'aperto di architettura, sono stati professionisti olandesi. È il caso delle Cube Houses di P. Blom (1978-1984) vicino alla moderna Stazione Blaak: l'aspetto è a metà strada fra un Ufo e la capricciosa invenzione di un bambino. O dell'Euromast, torre sottile bianca dalla quale, attraverso un ascensore, si gode una vista panoramica sulla città.
Molti a Rotterdam sono gli studi di architettura di livello internazionale, come l'O.M.A di Rem Koolhaas (che cura la riconversione dei Mercati Generali di Roma) che nella sua città ha firmato insieme a F.Hoshino il Kunsthal, Padiglione per l'Arte Contemporanea. Passeggiando nella Lijnbaan, isola pedonale, si arriva alla Schouwburgplein, piazza dove luci rosse montate su gru si alzano e si abbassano con effetti sorprendenti.
__img3__ A pochi passi, uno storico banco per le patate fritte (Bram Ladage) è stato ristrutturato da nomi come K.W.Christiaanse e M.J.Van Der Stelt. Più avanti, la Witte de Withstraat, fino a qualche anno fa strada degradata, è diventata tra gallerie d'arte, caffetterie, negozi di design, mini hotel di lusso e ritrovi di tendenza, la strada più alla moda.
Nel 2007 è la volta dell'Architettura. Si sono appena concluse le manifestazioni Site & Stories dedicata a 40 siti architettonici contemporanei (tra questi l'Erasmus Bridge, lo storico Grande magazzino De Bijenkorf e le celebri Cube Houses), Skyscraper Weekend dedicato ai grattacieli della città, e la Terza Biennale internazionale dell'Architettura. Da qui alla fine del 2007 altre iniziative seguiranno (tutte nel sito www.rotterdam2007.nl); tra queste l'Architecture Film Festival (fino al 14 ottobre) con documentari sui migliori edifici contemporanei del mondo, gli itinerari guidati nell'area del Delfshaven (fino al 31 dicembre), e la mostra dedicata a P.J.H. Cuypers (fino al 6 gennaio 2008), architetto vissuto a cavallo tra '800 e '900, autore della Stazione centrale di Amsterdam e del Rijksmuseum.
Chiuderanno il 30 ottobre le visite ai nuovi edifici in costruzione della città, itinerario chiamato Building Site Excavation Festival. Fino al 6 gennaio 2008 al Nai (Netherlands Architecture Institute), un complesso dedicato all'architettura che si staglia isolato su uno specchio d'acqua, inaugurato nel 1993 e opera di Jo Coenen, saranno esposti disegni, progetti, foto e una notevole quantità di materiale inedito dell'ideatore controverso che fece dell'architettura la sua grande passione. E se la città pesantemente bombardata dalla Luftwaffe nel 1940 ha saputo costruirsi un futuro creativo e prospero dopo le distruzioni, lo si deve proprio all'opera di grandi architetti che subito, a partire dagli anni '50, hanno sviluppato insieme all'amministrazione pubblica una attiva politica, che oggi consente di ammirare uno skyline fatto di edifici arditi e che fanno scuola nel mondo.
Le distruzioni della guerra sono state un'occasione per ripensare la città e lì dove un tempo c'erano i mercantili in partenza per le Indie e le Americhe, svetta adesso un quartiere nuovo, il Kop Van Zuid, chiamato la Manhattan sul Maas, il fiume della città, dove nomi di respiro internazionale come Norman Foster o Renzo Piano hanno progettato edifici che sfidano la forza di gravità. È dell'architetto italiano il grattacielo inclinato Kpn Telecom, con tanto di puntello e parete segnata da mille luci verdi che svetta davanti all'Erasmus Bridge, altro capolavoro di Van Berkel & Bos costruito tra il 1990-1996 per collegare il nucleo storico della città con l'area di espansione a sud. Ottocentodue metri di lunghezza, 139 di altezza e 6800 tonnellate di peso: ma qualcuno lo chiama "il cigno" per la forma leggera e slanciata.
[[ge:rep-locali:repubblica:117034592]] In questa zona dei vecchi docks si incontra il prestigioso Hotel New York, la torre Montevideo riconoscibile dalla grande M che la sovrasta progettata da F.M.J. Houben (Mecanoo Architects) tra il 1999 e il 2005, e il nuovissimo Museo della Fotografia, il Fotomuseum, inaugurato nell'aprile del 2007, ottenuto dal restauro di un edificio degli anni '50 al quale è stato aggiunto un piano di forma ellittica. Al piano terra il ristorante Las Palmas, dedicato al pesce.
Nel museo, fino al 25 novembre, sono esposte le foto di Joachim Schmid e Joel Meyerowitz e, dalla metà di dicembre fino a maggio 2008, i capolavori della Fotografia neorealista italiana. Per assaporare l'idea del porto vale la pena fare un salto al Rotterdam Café dove al posto del vecchio Terminal delle Crociere ci si può sedere sulle sedie firmate Jacobsen anche solo per gustare un caffè con lo sguardo verso l'acqua di questa città che è il più grande porto d'Europa. Se a Kop Van Zuid a operare sono state grandi firme internazionali, a trasformare il resto della città in un museo all'aperto di architettura, sono stati professionisti olandesi. È il caso delle Cube Houses di P. Blom (1978-1984) vicino alla moderna Stazione Blaak: l'aspetto è a metà strada fra un Ufo e la capricciosa invenzione di un bambino. O dell'Euromast, torre sottile bianca dalla quale, attraverso un ascensore, si gode una vista panoramica sulla città.
Molti a Rotterdam sono gli studi di architettura di livello internazionale, come l'O.M.A di Rem Koolhaas (che cura la riconversione dei Mercati Generali di Roma) che nella sua città ha firmato insieme a F.Hoshino il Kunsthal, Padiglione per l'Arte Contemporanea. Passeggiando nella Lijnbaan, isola pedonale, si arriva alla Schouwburgplein, piazza dove luci rosse montate su gru si alzano e si abbassano con effetti sorprendenti.
__img3__ A pochi passi, uno storico banco per le patate fritte (Bram Ladage) è stato ristrutturato da nomi come K.W.Christiaanse e M.J.Van Der Stelt. Più avanti, la Witte de Withstraat, fino a qualche anno fa strada degradata, è diventata tra gallerie d'arte, caffetterie, negozi di design, mini hotel di lusso e ritrovi di tendenza, la strada più alla moda.