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Pesaro-Bologna

Con Rossini passione lirica

Nei luoghi dove il musicista pesarese nacque, studiò e cominciò la sua carriera artistica che lo portò fino a Parigi. A Pesaro e Bologna le altre testimonianze

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Una terra morbida, solare, circondata dalle colline e protesa verso le sponde dell'Adriatico. E poi una città posta quasi a guardia della Pianura padana e delle prime cime dell'Appennino, colta, opulenta, epicurea. Accomunati per fare da doppio fulcro alla vita gaudente e agitata di Gioacchino Rossini sono il territorio della provincia di Pesaro e le strade animate di Bologna. Nato a Pesaro il 29 febbraio 1792 (anno bisestile), uno dei più geniali protagonisti del teatro musicale europeo passa quasi tutta l'infanzia in quell'angolo di territorio marchigiano; come sia stata fondamentale quella parte della sua esistenza lo rivela il fatto che nel testamento Rossini assegnerà tutto il suo patrimonio alla città di Pesaro (da lui eletta erede universale).

Importanti le testimonianze e le tracce rossiniane che ancor oggi attirano i visitatori nella sua città natale: prima fra tutte la Casa-museo, al civico 34 della via a lui intitolata; è un significativo esempio di edilizia urbana realizzato nel corso di vari secoli, dal '400 al '700. Oggi quelle mura accolgono un'abbondante varietà di stampe e cimeli, secondo un percorso biografico e legato alle sue opere (info: & 0721-387357). Da visitare anche il "Tempietto Rossiniano", situato nello storico Palazzo Olivieri che ospita anche la Fondazione Rossini - in Piazza Olivieri 5 - e decorato da affreschi del diciottesimo secolo. Anche qui si possono scoprire e ammirare autografi, manoscritti, immagini e cimeli del musicista. Ma la testimonianza più viva e attuale è il Rossini Opera Festival, che ogni estate attira appassionati da tutto il mondo.

Il 1800 è un'altra data decisiva nella vita di Rossini: si trasferisce, infatti, nel capoluogo emiliano insieme ai genitori, che lo affidano a un pedagogo, Giuseppe Prinetti, il quale lo avvia agli studi e gli impartisce lezioni di musica. Sei anni più tardi un Gioacchino adolescente entra nel Liceo Musicale di Bologna e poco dopo viene aggregato come "cantore", e senza esame (grazie al talento precoce), all'Accademia Filarmonica, tuttora una delle più prestigiose istituzioni culturali bolognesi. "A Bologna anche in mezzo alle attrattive e agli applausi delle più grandi metropoli d'Europa furono sempre rivolti i miei pensieri, il mio affetto, il mio cuore. In Bologna ho trovato ospitalità, amicizia.

Bologna è la mia seconda patria ed io mi glorio di essere, se non per nascita, per adozione, suo figlio". Queste righe scritte dallo stesso Gioacchino Rossini mostrano, come meglio non si potrebbe, il forte legame affettivo tra uno dei più grandi compositori italiani e una delle più armoniose realtà urbane del Mediterraneo. Anche qui, numerose le impronte rossiniane: a cominciare dall'elegante Palazzo Carrati in via Guerrazzi, sede dell'Accademia Filarmonica, dove un Rossini giovanissimo incontra la già adulta e famosa soprano Isabella Colbran, che avrebbe sposato nel 1822. C'è poi una lapide in Via Santo Stefano che ricorda il Teatro del Corso, distrutto dall'ultima guerra, il cui merito storico è quello di avere accolto un Rossini non ancora ventenne come maestro di cembalo. E all'angolo tra Piazza S.Michele e Strada Maggiore, un edificio lo ha ospitato negli anni del successo artistico, e lo ha spinto ad animare un ambitissimo salotto mondano e letterario, grazie alla presenza delle più importanti personalità della vita culturale cittadina. In occasione del primo centenario della morte, nel 1968, una lapide che lo ricorda è stata dettata dal grande narratore Riccardo Bacchelli. Da non dimenticare, l'Archiginnasio, splendido palazzo che si affaccia su Piazza Galvani, scelto nel 1842 per l'esecuzione del suo Stabat Mater.

Dopo Bologna, altre città lo vedono protagonista di trionfi musicali: Napoli, Venezia, Milano, Roma, con opere splendide e immortali che sono offerte al pubblico nei teatri più prestigiosi, dal San Carlo alla Fenice, dal Teatro alla Scala al Teatro Valle. Poi, all'improvviso, come per impeto, Rossini abbandona gli spartiti e non compone più. Molti suoi biografi mettono in risalto una certa fragilità nervosa combinata a un gusto per la vita raramente eguagliato da altri musicisti: come se gli eccessi della depressione e una tendenza all'ozio e alle tentazioni della buona tavola, si fossero mescolati per il resto dei suoi giorni. Persino Parigi è tappa del suo percorso di vita: nella capitale francese Gioacchino Rossini trascorre diversi anni e a più riprese, come più volte torna nella sua amata Bologna, che lascia per l'ultima volta nel 1850 per trasferirsi a Firenze dove vive fino alla primavera del 1855, quando decide di abitare a Parigi. È nella sua villa di Passy, esclusiva zona residenziale della capitale francese, che Rossini muore il 13 novembre 1868, al culmine di una fama eccezionale negli ambienti dell'alta società parigina, e viene tumulato nel cimitero di Père Lachaise.

Quasi vent'anni più tardi, nel 1887, la sua salma torna in Italia per un ultimo e definito tragitto: da allora le sue spoglie sono onorate nella Basilica di S.Croce a Firenze, mentre il 13 giugno 1902 il suo monumento sepolcrale viene inaugurato con la magnifica preghiera Dal tuo stellato soglio da lui musicata nel Mosè in Egitto; sul podio, un già famoso Mascagni.