La strada delle balene
Raffaele LorussoL'esplorazione può cominciare dalla Ville de Québec, che le cartine riportano come Québec City (il dualismo fra la popolazione anglofona e quella franc…
L'esplorazione può cominciare dalla Ville de Québec, che le cartine riportano come Québec City (il dualismo fra la popolazione anglofona e quella francofona è sempre molto accentuato), la città fortificata più vecchia del Nord America, ma anche la più europea. Il centro storico è infatti un susseguirsi di stradine, piazze, negozietti e chiese che riproducono un pezzo di Vecchio Continente nel Nuovo Mondo. La città è articolata su due livelli. Niente è mai fuori posto e le sorprese sono sempre dietro l'angolo. Perfino i semafori qui regalano forti emozioni. Per quanto gli abitanti del Québec siano soliti dire che in questo angolo di mondo esistono due stagioni, l'inverno e il mese di luglio, la scoperta di città, bellezze naturali e fauna può avvenire per tutta l'estate, da giugno a settembre, quando la temperatura è gradevole.
Per raggiungere la "strada delle balene" occorre però spostarsi a nord, nelle regioni di Manicougan e Duplessis, costeggiando per circa novecento chilometri l'estuario e il golfo del San Lorenzo. Prima di mettersi in viaggio, sarebbe però un peccato perdersi la cascata di Montmorency, a pochi chilometri dalla Ville de Québec, una possente massa di acqua che si getta nel fiume San Lorenzo da circa ottanta metri, in uno scenario in cui il dominio della natura è assoluto. Lo spettacolo si ripete durante il percorso verso nord. A farla da padrone è il verde dei boschi, accarezzato dolcemente da lunghe lingue di asfalto che sembrano suggerire al viaggiatore di muoversi in punta di piedi per non turbare l'ecosistema. La destinazione finale è obbligata: i villaggi della baia di Sainte Catherine e Tadoussac.
Adagiati sulle rive del fiume Saguenay, l'affluente più importante del San Lorenzo, che scende dal lago Saint Jean, sono il punto di partenza delle imbarcazioni che conducono all'osservazione delle balene, ma non solo. Fermarsi qualche ora a contemplarne la disarmante bellezza e l'assoluta armonia delle costruzioni basse e in legno con il verde della natura e l'azzurro dell'acqua e del cielo è una tentazione cui sarà difficile resistere. Allora, meglio cedervi subito, lasciandosi accarezzare dalla brezza dolce e a tratti frizzante, che accompagna il viaggiatore fino al porticciolo dove battelli e gommoni partono e attraccano continuamente. Le balene si danno appuntamento al largo, dove l'incontro fra l'acqua dolce del fiume e l'acqua salata dell'Atlantico favorisce la proliferazione di un'abbondante fauna ittica: il loro cibo preferito.
La scelta dell'imbarcazione è assolutamente soggettiva. L'escursione in battello è sicuramente più comoda, ma forse meno emozionante di quella in gommone. In entrambi i casi è opportuno munirsi di giacca a vento perché al largo l'aria può diventare a tratti pungente. Questione di correnti.
Osservare le balene che emergono dall'acqua è uno spettacolo unico, anche perché dura pochissimi secondi. Per questo occorre aguzzare la vista (non sarebbe male munirsi di binocolo): è essenziale cogliere l'attimo. Se poi ci si imbatte in un branco, l'impressione è di assistere ad una gara di nuoto sincronizzato: balene che guizzano, espellono l'acqua, sbattono la coda in un crescendo che - non ci fosse la colonna sonora della natura circostante - meriterebbe un sottofondo rossiniano. E ancora: le dimensioni. Sono varie, ma se si è fortunati ci si può imbattere anche in una balenottera azzurra, l'animale più grande della Terra, la cui lunghezza può raggiungere i trenta metri.
Abbondano anche le megattere, autentiche funambole del mare, vista l'attitudine a compiere balzi fuori dell'acqua, e le balenottere comuni. Il Parco marino Saguenay-Saint Laurent è però un incantevole regno della fauna marina. Accanto ai giganti dell'acqua è infatti frequente imbattersi in orche, capodogli e foche. Queste ultime abbondano soprattutto al largo dell'arcipelago dell'Isle de la Madeleine, dove giungono dalla Groenlandia alla fine dell'inverno per dare alla luce i cuccioli.
Prodigi della natura. Che da queste parti non finisce mai di regalare sorprese ed emozioni. Il Québec è anche la terra degli orsi. Ammirarli nel loro habitat naturale, dopo essere rimasti rapiti dallo spettacolo delle balene, è un ottimo modo per continuare a vivere un'esperienza indimenticabile. La prosecuzione ideale del viaggio non può non prevedere una breve sosta all'Ile aux Coudres, l'isola delle nocciole, un susseguirsi di spiagge e paesaggi incontaminati, una tappa necessaria, prima di rimettersi in cammino verso nord.
Oltre allo scenario suggestivo del lago Saint Jean, da non perdere è il Parco naturale di Saint Felicien, nel cuore di una estesa foresta boreale. Un tempo abitata dai boscaioli, di cui sono ancora visibili le casette in legno, la zona è il regno assoluto degli animali. La visita allo zoo, a bordo di un trenino protetto da una gabbia che mette i visitatori al riparo da possibili assalti di bestie feroci, permetterà di ammirare da vicino nel loro habitat naturale orsi bruni dall'aria apparentemente mansueta e annoiata, cervi e alci, bisonti e caribou, castori e marmotte. Il convoglio percorre silenzioso i sentieri sterrati della foresta per circa un'ora: quanto basta per assistere ad un altro spettacolo assolutamente unico.
Un'avventura che poi può continuare nell'annesso Parco, dove fra fiumi, cascate e alberi altissimi, è possibile osservare orsi bianchi, foche e aquile. Un'altra dimostrazione della forza della natura che domina questo formidabile angolo di mondo.