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Luoghi - Caltagirone (Sicilia)

Museo a cielo aperto

La ceramica, le numerose botteghe artigianali. Ma non solo.
Le due strade principali sono da guardare con il naso all'insù.
Su Corso Vittorio si affacciano bellissimi palazzi barocchi

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Famosa la ceramica di Caltagirone. Famosa al punto che i suoi pezzi sono sempre stati prediletti nelle dimore nobili e nei palazzi del potere. Ancora oggi un gigantesco vaso della "regia scuola di Caltagirone" raffigurante lo skyline del paese troneggia davanti al ristorante dei Senatori di Palazzo Madama facendo la guardia agli appetiti della Camera alta. Il rapporto con la politica che conta Caltagirone lo ha da sempre avendo dato i natali al fondatore del partito popolare Luigi Sturzo e a Mario Scelba, il più ministro degli interni dell'Italia del dopoguerra. Il modo migliore per entrare in sintonia con questa città è dunque entrare a visitare almeno una delle tantissime botteghe di artigiani presenti nella parte vecchia. Percorrendo le due arterie principali del paese, Via Roma e Corso Vittorio Emanuele, non esitate ad entrare in uno di questi antichi negozietti. Un viaggio a ritroso nel tempo dove l'artigiano, "cannataro" sbucherà dal laboratorio interno alla bottega per esporvi regalmente i suoi manufatti, di tutti i tipi e per tutte le tasche, alcuni dei quali ancora incompleti, altri molto antichi altri molto costosi. All'interno di questi atelier, molti dei quali caotici e disordinati c'è ancora il profumo antico di amore per il proprio lavoro, la propria terra, la lavorazione degli elementi naturali acqua, fuoco e aria. Ma non solo botteghe, anche veri e propri negozi, con grandissime vetrine che espongono tavoli maiolicati, servizi preziosi per la tavola, cornici.

Oltre all'artigianato delle ceramiche Caltagirone è un piccolo museo a cielo aperto. Le due strade principali infatti sono da guardare con il naso all'insù. Su corso Vittorio si affacciano dei bellissimi palazzi barocchi, tra cui Palazzo Gravina e la Basilica normanna di San Giacomo, patrono del paese. All'interno bellissime opere d'arte. All'inizio di Via Roma, che dal centro storico porta alla città nuova, si trova "Tondo Vecchio", una scenografica costruzione concava che celebrò l'apertura della strada (l'antica via dedicata alla regina Maria Carolina) nel 1766. La via è caratterizzata dalla presenza di diverse chiese, dalla balconata in ceramica policroma di Palazzo Ventimiglia, e dal Palazzo del Monte di Pietà, l'antica prigione borbonica da visitare anche internamente. Il cuore della città è la piazza Umberto I, dove vi è il Duomo di San Giuliano ricostruito nel settecento dopo il terribile terremoto del 1693 che provocò gravissimi danni ai monumenti della zona. Qui vicino vi è la Corte Capitaniale, uno dei pochi edifici sopravvissuti al sisma, costruito su un unico piano con una stupenda colonna ornata su cui vi è l'antico stemma comunale. Dal 29 marzo in questo palazzo avrà luogo "Pasqua in Vetrina" una mostra di acquasantiere delle botteghe ceramistiche calatine, e dal 31 marzo "Pasqua in Sicilia", una mostra fotografica sulla regione. Sulla piazza del Municipio si affacciano il Palazzo del Municipio e il Palazzo Senatorio, attuale Teatro Comunale e sede della Galleria Don Sturzo. A pochi metri dalla piazza l'elemento di maggiore attrazione turistica del paese: la maestosa scala di Santa Maria del Monte: 142 scalini maiolicati, ognuno con un motivo differente (arabo, spagnolo, rinascimentale), che nel XVII secolo univano la parte bassa della città, dove vi erano gli edifici civili, a quella superiore comprendente le chiese.Uno spettacolo unico è quello che viene allestito dagli artigiani calatini durante la festa di San Giacomo, il 24 e 25 luglio da 150 anni: circa 4000 lanterne artigianali ad olio di oliva ("coppi") che illuminano tutti i gradini dando vita a magnifici disegni luminosi bianchi, rossi e verdi.

Il sindaco di Caltagirone Francesco Pignataro aggiunge:"Il valore di queste manifestazioni al di là del carattere religioso, è dato dalla coesione sociale che provocano. La tradizioni pasquali come quella di San Giacomo per esempio si tramandano di generazione in generazione costituendo un grande senso di appartenenza. E' difficile descrivere la sensazione che si prova nei tre minuti in cui vengono all'improvviso accese le lanterne sulla scala di Santa Maria, il passaggio dal buio ai colori della scala. Ogni anno abbiamo parecchi turisti ma la cosa che mi ha sempre commosso è la partecipazione attiva di tutta la città, che sente in maniera molto forte la religione. In un mondo come il nostro, in cui la globalizzazione rende i legami tra le persone sempre più deboli e superficiali, delle manifestazioni come le nostre sono un grande momento di aggregazione".

Sopra alla scalinata di Santa Maria la chiesa omonima da ricordare per il campanile. In questa zona della città durante la settimana santa si venera Gesù Crocifisso e il giovedì santo nelle tantissime chiese vengono allestiti i sepolcri. L'appuntamento per la sacra rappresentazione della "Via Crucis" vivente nel centro storico è per il 1 aprile, mentre il 6 la Processione del Cristo morto (venerdi santo) è un momento molto suggestivo, in cui la partecipazione popolare è molto forte e la banda del paese suona nei carrugi (le vie strette).

L'8 aprile, per la Resurrezione, la festa più importante di tutta la settimana santa: "'a Giunta", una processione in cui la statua di San Pietro, alta 3 metri, viene portata per le vie cittadine per cercare la statua della Madonna e dare l'annuncio di Gesù Risorto nell'affollata piazza del Municipio. Scendendo per Via Roma si arriva poi alla Villa Comunale, uno dei giardini pubblici tra i più eleganti d'Italia, costruito nell'Ottocento da Giovanni Battista Filippo Basile, ricco di piante esotiche e rare, in cui vasi e statue di terracotta ornano i viali così come il palchetto della musica in maiolica e vetri.

All'interno del Giardino Pubblico, dove una volta vi era la parte alta del Teatrino, c'è il Museo della Ceramica, uno dei più importanti di Italia. "Durante le feste pasquali la nostra specialità gastronomica è il panareddu, un dolce di pasta all'uovo e zucchero molto decorato, grande 30 centimetri di altezza, con le uova soda in mezzo e due colombe di zucchero sopra. Un tempo questo dolce veniva fatto in casa dalle più anziane della famiglia, ora invece viene perlopiù comprato nelle pasticcerie, anche dai turisti" - conclude il sindaco con una nota di nostalgia.