Il cielo sopra Palermo
di anna abateWim Wenders è nella città siciliana per girare un film. I luoghi e le piazze che lo hanno affascinato. I Viaggi
Ha osservato il cielo sopra Palermo Wim Wenders, naso all'insù, macchina fotografica al collo, taccuino e guida turistica in mano. In quest'ultima estate palermitana il regista di Paris Texas ha percorso il centro storico, cuore della Siqilliya (antico nome arabo della Sicilia), prendendo appunti per il film che ora sta girando, titolo provvisorio: Palermo Story.
Terminate le riprese a Dusseldorf, il viaggio di Finn, fotografo di successo in crisi esistenziale e in fuga dalla sua vita, è già iniziato: «Un viaggio sorprendente, innovativo, dal ritmo veloce», così lo ha descritto Wenders. Un viaggio che lo ha portato, sulle orme di Goethe, a conoscere la «terra dove fioriscono i limoni». Cosa gli accadrà in questa sua avventura palermitana ancora non è certo, ma le prospettive di vita di Finn cambieranno a contatto con gli umori della città: «Ho girato diversi film senza una sceneggiatura interamente definita, alcuni addirittura senza una sceneggiatura come Alice nella città, Nel Cors…
Terminate le riprese a Dusseldorf, il viaggio di Finn, fotografo di successo in crisi esistenziale e in fuga dalla sua vita, è già iniziato: «Un viaggio sorprendente, innovativo, dal ritmo veloce», così lo ha descritto Wenders. Un viaggio che lo ha portato, sulle orme di Goethe, a conoscere la «terra dove fioriscono i limoni». Cosa gli accadrà in questa sua avventura palermitana ancora non è certo, ma le prospettive di vita di Finn cambieranno a contatto con gli umori della città: «Ho girato diversi film senza una sceneggiatura interamente definita, alcuni addirittura senza una sceneggiatura come Alice nella città, Nel Cors…
Ha osservato il cielo sopra Palermo Wim Wenders, naso all'insù, macchina fotografica al collo, taccuino e guida turistica in mano. In quest'ultima estate palermitana il regista di Paris Texas ha percorso il centro storico, cuore della Siqilliya (antico nome arabo della Sicilia), prendendo appunti per il film che ora sta girando, titolo provvisorio: Palermo Story.
Terminate le riprese a Dusseldorf, il viaggio di Finn, fotografo di successo in crisi esistenziale e in fuga dalla sua vita, è già iniziato: «Un viaggio sorprendente, innovativo, dal ritmo veloce», così lo ha descritto Wenders. Un viaggio che lo ha portato, sulle orme di Goethe, a conoscere la «terra dove fioriscono i limoni». Cosa gli accadrà in questa sua avventura palermitana ancora non è certo, ma le prospettive di vita di Finn cambieranno a contatto con gli umori della città: «Ho girato diversi film senza una sceneggiatura interamente definita, alcuni addirittura senza una sceneggiatura come Alice nella città, Nel Corso del tempo, Lo stato delle cose, Il cielo sopra Berlino. Anche Paris Texas è stato girato con una sceneggiatura scritta a metà.
In Palermo Story sono determinato a riaffacciarmi in questo territorio così avventuroso, territorio nel quale sento di aver realizzato i miei lavori migliori. Se si arriva in un posto nuovo con delle idee precostituite non si è liberi di immaginare. Sono venuto con il cuore aperto, voglio che Palermo mi racconti la sua storia, affinché io la racconti. Certamente il film avrà gente del luogo, ma anche un attore straniero, Campino, che sappia ascoltare non da cittadino, ma da visitatore. Sono gli stereotipi i peggiori nemici della cultura contemporanea. Ho già dimostrato quanto questo approccio rock'n roll mi sia congeniale». Oltre che vademecum di un film firmato Wenders questo potrebbe essere il vademecum di ogni buon viaggiatore; vale la pena seguire le orme del regista "viaggiatore professionista", e del suo protagonista "viaggiatore per copione" alla scoperta di questa Palermo rock. Quindi rock'n roll sia, non solo per l'interpretazione di Campino, leader del gruppo punk tedesco Die Toten Hosen. Nel film, a interpretare se stesse, ci sono due icone del rock: Patti Smith e Lou Reed, già habitué delle estati palermitane e buoni amici di Wenders. Sarà un film dove la musica farà da colonna sonora e avrà un ruolo nuovo, sorprendente: un film corale che vede l'intrecciarsi di diverse vicende attorno all'imprevista storia d'amore tra il fotografo Finn e la bella Maria, una solare Giovanna Mezzogiorno.
Non mancherà "il cattivo", Dennis Hopper, e fa pensare il doppio senso di The Palermo Shooting (altro titolo provvisorio che vuol dire sia girare un film sia ammazzatina, per usare il termine siciliano), come curiosità sollevano le specifiche nelle richieste di attori locali: una donna incinta, un pescatore, qualcuno in grado di prestare un primo soccorso ad un annegato. Vera protagonista sarà la città e non perché un pool formato da Provincia Regionale di Palermo - AAPIT (POR Sicilia), Città di Palermo, abbia contribuito con circa un milione di euro alla produzione, ma proprio per la natura questa città prepotente e gelosa. Una città-donna Palermo, certa del suo fascino antico, restia a svelare le proprie seduzioni. Sarà un dono per gli spettatori di questo film la rivelazione di luoghi fuori dalle rotte come la Kalsa, il Teatro Garibaldi, immagini simbolo della sommersa ricchezza culturale della città.
Una volta fatta l'Italia bisognava fare gli italiani, diceva Cavour, e in mancanza di tv si ricorse ai teatri. Un teatro all'italiana, il Garibaldi, inaugurato dall'Eroe dei due Mondi nel 1862. Il Generale non pensava, salutando dal palco d'onore, che poco più di cent'anni dopo, quella platea sarebbe stata ricolma di macerie. Una ventina di anni fa, inseguendo un sogno, approdarono in questo teatro ormai a cielo aperto, Franco Scaldati e Matteo Bavera che ne è tuttora il direttore artistico. Nel 1995 arrivò Carlo Cecchi e vide la luce qui la sua splendida trilogia shakespeariana e sempre scoperchiato, il Garibaldi divenne, come il Piccolo di Milano e l'Argentina di Roma, Teatro d'Europa, un miracolo palermitano. Dopo Cecchi è arrivato Antonio Latella, qualche lavoro è stato fatto ed è arrivato il denaro per una sistemazione reale. A giugno 2008, a cantiere ancora aperto, ma alla fine del restauro, si aprirà con Paso Doble, coreografie di Josef Nadj in collaborazione con l'artista Miquel Barcelò. Nel frattempo andrà in scena “Lo spettacolo del cantiere" e a lavori completati, nell'ottobre del 2008, l'inaugurazione ufficiale con Meyerhold, spettacolo di Peter Brook che a Parigi dirige Le Bouffes du Nord. Wim Wenders, catturato dalla magia del Teatro Garibaldi, vi girerà diverse scene riprendendo anche brani di Sutta Scupa, spettacolo in siciliano di Giuseppe Massa, ultima produzione del Garibaldi, che racconta di due ragazzi in attesa di un colloquio di lavoro. I due attori avranno anche dei ruoli nel film interagendo con il fotografo alla ricerca di una nuova vita. Wenders si è innamorato anche di via Castrofilippo, dov’è il teatro e dove girerà altre scene. La via delimita il quartiere arabo della Kalsa, cittadella che racchiudeva il palazzo dell'Emiro, i bagni turchi, la moschea-cattedrale. Ai tempi del normanno Re Ruggero il suo geografo di corte e medico, il sapiente al-Idrisi così descriveva Balarm/Palermo «La bella e immensa città, il massimo e splendido soggiorno, la più vasta ed estesa metropoli del mondo. Balarm ha edifici di tanta bellezza che i viaggiatori si mettono in cammino attratti dalla fama delle meraviglie che offre».
Le meraviglie di Palermo non si limitano alla parte araba e ai teatri, anche se il regista non ha mancato l'appuntamento con il concerto di Patti Smith che ha inaugurato il Festival di Verdura. Esiste una Palermo Liberty e durante la sua permanenza in città, Wenders come Wagner, è sceso con la moglie, la fotografa Donata Wenders, al Grand Hotel et des Palmes chiamato dai palermitani Le Palme. Albergo progettato nel 1907 da Ernesto Basile, le cui atmosfere sono descritte da Stefano Malatesta nel raccontino Il recluso dell'Hotel. Se Wenders ha preferito per sé Le Palme, girerà alcune scene di Palermo Story in una delle camere dell'appena restaurato Grand Hotel Igiea che si affaccia sulla baia di Palermo, sempre in stile Liberty, sempre progettato da Basile.
Sono talmente tante le Palermo che per penetrare nel ventre cittadino, Wenders non ha trascurato le vie della gastronomia. È andato a mangiare al Ferro di Cavallo di via Venezia, trattoria vicino al Teatro Biondo dove, dal 1944, si fa cucina tradizionale e dove si ritrova la gente di teatro. Seguendo l'esempio di Garibaldi si è seduto ai tavoli di marmo, che ancora poggiano sulla ghisa delle Fonderie Florio, alla Focacceria S.Francesco, nella piazza omonima, che dal 1902 si fregia dell'aggettivo di Antica, visto che dal 1834 sforna pane ca meusa e gustedde. È perfino arrivato a scovare Salvo, localino con tavoli e sedie sul marciapiede di via Torremuzza parallela al Foro Italico dove si trova la gelateria Ilardo che utilizza le ricette arabo-normanne. Come location il regista ha scelto la trattoria Shanghai. No, Wim Wenders non costringe il suo protagonista a mangiare cinese. Il locale si chiama così perché gode di una vista superba sul lato est della Vucciria: la gastronomia è palermitana. Tante saranno le scene girate tra i banchi del mercato, altra location privilegiata sarà piazza Caracciolo, cuore della macelleria-boucherie (vucciria), dove a fine ‘700 un ufficiale annonario badava al rispetto del calmiere sui generi alimentari. Poi a prendere il sopravvento sulla carne fu la verdura e il mercato si chiamò Bucceria della Foglia. Oggi in quel dedalo di vie si trova di tutto, anche ex voto, lungo via Argenteria nella minuscola piazza del Garaffello, il genius loci chiamato Palermo lu Grandi. Ancora si girerà accanto allo splendido Palazzo dei Normanni, alla Porta Nuova con i suoi talamoni che raffigurano i mori sconfitti da Carlo V e la copertura piramidale ricoperta da maioliche colorate. In questa città al centro del Mediterraneo non potevano mancare riprese al porto, uno dei luoghi dell'universo di Wenders: per lui, i porti, rappresentano la partenza, il luogo d'inizio, il punto di vista preferenziale da cui scrutare l'orizzonte e forse se stessi.
Terminate le riprese a Dusseldorf, il viaggio di Finn, fotografo di successo in crisi esistenziale e in fuga dalla sua vita, è già iniziato: «Un viaggio sorprendente, innovativo, dal ritmo veloce», così lo ha descritto Wenders. Un viaggio che lo ha portato, sulle orme di Goethe, a conoscere la «terra dove fioriscono i limoni». Cosa gli accadrà in questa sua avventura palermitana ancora non è certo, ma le prospettive di vita di Finn cambieranno a contatto con gli umori della città: «Ho girato diversi film senza una sceneggiatura interamente definita, alcuni addirittura senza una sceneggiatura come Alice nella città, Nel Corso del tempo, Lo stato delle cose, Il cielo sopra Berlino. Anche Paris Texas è stato girato con una sceneggiatura scritta a metà.
In Palermo Story sono determinato a riaffacciarmi in questo territorio così avventuroso, territorio nel quale sento di aver realizzato i miei lavori migliori. Se si arriva in un posto nuovo con delle idee precostituite non si è liberi di immaginare. Sono venuto con il cuore aperto, voglio che Palermo mi racconti la sua storia, affinché io la racconti. Certamente il film avrà gente del luogo, ma anche un attore straniero, Campino, che sappia ascoltare non da cittadino, ma da visitatore. Sono gli stereotipi i peggiori nemici della cultura contemporanea. Ho già dimostrato quanto questo approccio rock'n roll mi sia congeniale». Oltre che vademecum di un film firmato Wenders questo potrebbe essere il vademecum di ogni buon viaggiatore; vale la pena seguire le orme del regista "viaggiatore professionista", e del suo protagonista "viaggiatore per copione" alla scoperta di questa Palermo rock. Quindi rock'n roll sia, non solo per l'interpretazione di Campino, leader del gruppo punk tedesco Die Toten Hosen. Nel film, a interpretare se stesse, ci sono due icone del rock: Patti Smith e Lou Reed, già habitué delle estati palermitane e buoni amici di Wenders. Sarà un film dove la musica farà da colonna sonora e avrà un ruolo nuovo, sorprendente: un film corale che vede l'intrecciarsi di diverse vicende attorno all'imprevista storia d'amore tra il fotografo Finn e la bella Maria, una solare Giovanna Mezzogiorno.
Non mancherà "il cattivo", Dennis Hopper, e fa pensare il doppio senso di The Palermo Shooting (altro titolo provvisorio che vuol dire sia girare un film sia ammazzatina, per usare il termine siciliano), come curiosità sollevano le specifiche nelle richieste di attori locali: una donna incinta, un pescatore, qualcuno in grado di prestare un primo soccorso ad un annegato. Vera protagonista sarà la città e non perché un pool formato da Provincia Regionale di Palermo - AAPIT (POR Sicilia), Città di Palermo, abbia contribuito con circa un milione di euro alla produzione, ma proprio per la natura questa città prepotente e gelosa. Una città-donna Palermo, certa del suo fascino antico, restia a svelare le proprie seduzioni. Sarà un dono per gli spettatori di questo film la rivelazione di luoghi fuori dalle rotte come la Kalsa, il Teatro Garibaldi, immagini simbolo della sommersa ricchezza culturale della città.
Una volta fatta l'Italia bisognava fare gli italiani, diceva Cavour, e in mancanza di tv si ricorse ai teatri. Un teatro all'italiana, il Garibaldi, inaugurato dall'Eroe dei due Mondi nel 1862. Il Generale non pensava, salutando dal palco d'onore, che poco più di cent'anni dopo, quella platea sarebbe stata ricolma di macerie. Una ventina di anni fa, inseguendo un sogno, approdarono in questo teatro ormai a cielo aperto, Franco Scaldati e Matteo Bavera che ne è tuttora il direttore artistico. Nel 1995 arrivò Carlo Cecchi e vide la luce qui la sua splendida trilogia shakespeariana e sempre scoperchiato, il Garibaldi divenne, come il Piccolo di Milano e l'Argentina di Roma, Teatro d'Europa, un miracolo palermitano. Dopo Cecchi è arrivato Antonio Latella, qualche lavoro è stato fatto ed è arrivato il denaro per una sistemazione reale. A giugno 2008, a cantiere ancora aperto, ma alla fine del restauro, si aprirà con Paso Doble, coreografie di Josef Nadj in collaborazione con l'artista Miquel Barcelò. Nel frattempo andrà in scena “Lo spettacolo del cantiere" e a lavori completati, nell'ottobre del 2008, l'inaugurazione ufficiale con Meyerhold, spettacolo di Peter Brook che a Parigi dirige Le Bouffes du Nord. Wim Wenders, catturato dalla magia del Teatro Garibaldi, vi girerà diverse scene riprendendo anche brani di Sutta Scupa, spettacolo in siciliano di Giuseppe Massa, ultima produzione del Garibaldi, che racconta di due ragazzi in attesa di un colloquio di lavoro. I due attori avranno anche dei ruoli nel film interagendo con il fotografo alla ricerca di una nuova vita. Wenders si è innamorato anche di via Castrofilippo, dov’è il teatro e dove girerà altre scene. La via delimita il quartiere arabo della Kalsa, cittadella che racchiudeva il palazzo dell'Emiro, i bagni turchi, la moschea-cattedrale. Ai tempi del normanno Re Ruggero il suo geografo di corte e medico, il sapiente al-Idrisi così descriveva Balarm/Palermo «La bella e immensa città, il massimo e splendido soggiorno, la più vasta ed estesa metropoli del mondo. Balarm ha edifici di tanta bellezza che i viaggiatori si mettono in cammino attratti dalla fama delle meraviglie che offre».
Le meraviglie di Palermo non si limitano alla parte araba e ai teatri, anche se il regista non ha mancato l'appuntamento con il concerto di Patti Smith che ha inaugurato il Festival di Verdura. Esiste una Palermo Liberty e durante la sua permanenza in città, Wenders come Wagner, è sceso con la moglie, la fotografa Donata Wenders, al Grand Hotel et des Palmes chiamato dai palermitani Le Palme. Albergo progettato nel 1907 da Ernesto Basile, le cui atmosfere sono descritte da Stefano Malatesta nel raccontino Il recluso dell'Hotel. Se Wenders ha preferito per sé Le Palme, girerà alcune scene di Palermo Story in una delle camere dell'appena restaurato Grand Hotel Igiea che si affaccia sulla baia di Palermo, sempre in stile Liberty, sempre progettato da Basile.
Sono talmente tante le Palermo che per penetrare nel ventre cittadino, Wenders non ha trascurato le vie della gastronomia. È andato a mangiare al Ferro di Cavallo di via Venezia, trattoria vicino al Teatro Biondo dove, dal 1944, si fa cucina tradizionale e dove si ritrova la gente di teatro. Seguendo l'esempio di Garibaldi si è seduto ai tavoli di marmo, che ancora poggiano sulla ghisa delle Fonderie Florio, alla Focacceria S.Francesco, nella piazza omonima, che dal 1902 si fregia dell'aggettivo di Antica, visto che dal 1834 sforna pane ca meusa e gustedde. È perfino arrivato a scovare Salvo, localino con tavoli e sedie sul marciapiede di via Torremuzza parallela al Foro Italico dove si trova la gelateria Ilardo che utilizza le ricette arabo-normanne. Come location il regista ha scelto la trattoria Shanghai. No, Wim Wenders non costringe il suo protagonista a mangiare cinese. Il locale si chiama così perché gode di una vista superba sul lato est della Vucciria: la gastronomia è palermitana. Tante saranno le scene girate tra i banchi del mercato, altra location privilegiata sarà piazza Caracciolo, cuore della macelleria-boucherie (vucciria), dove a fine ‘700 un ufficiale annonario badava al rispetto del calmiere sui generi alimentari. Poi a prendere il sopravvento sulla carne fu la verdura e il mercato si chiamò Bucceria della Foglia. Oggi in quel dedalo di vie si trova di tutto, anche ex voto, lungo via Argenteria nella minuscola piazza del Garaffello, il genius loci chiamato Palermo lu Grandi. Ancora si girerà accanto allo splendido Palazzo dei Normanni, alla Porta Nuova con i suoi talamoni che raffigurano i mori sconfitti da Carlo V e la copertura piramidale ricoperta da maioliche colorate. In questa città al centro del Mediterraneo non potevano mancare riprese al porto, uno dei luoghi dell'universo di Wenders: per lui, i porti, rappresentano la partenza, il luogo d'inizio, il punto di vista preferenziale da cui scrutare l'orizzonte e forse se stessi.