Viaggi

Saragozza

Sotto il segno dell'acqua

A Saragozza sarà il tema dell'esposizione e del restyling urbano. E anche gli chef inventano ricette eco-friendly. Dweb

2 minuti di lettura
H2O Non è solo la formula chimica dell'acqua. È il simbolo della vita. Che l'uomo tradisce, sprecando risorse idriche e inquinando indiscriminatamente mari, fiumi e laghi. Un disastro ormai globale", dice Ana Longás Aguerri, responsabile del Gabinete de Prensa Expo Zaragoza 2008.  "Per questo abbiamo deciso che fosse la protagonista dell'Expo (che si terrà dal 14 giugno al 14 settembre del 2008), il cui tema è appunto Agua y desarrollo sostenible.Ci si siamo ispirati anche ai principi della filosofia indiana dei jainisti che rifiuta ogni forma di violenza e rispetta l'unità cosmica dell'acqua, nei cui microrganismi si conservano i principi della vita".

E a Zaragoza, distante 300 km sia da Madrid sia da Barcellona, defilata dai grandi flussi turistici che interessano la Spagna, tutto è sotto il segno dell'acqua. Bizzarrie e creazioni innovative punteggiano l'area dell'Expo. L'edificio simbolo è una torre a forma di gigantesca goccia d'acqua. Alta circa 80 m, tutta in cristallo e acciaio, domina ormai il nuovo skyline della città. Altra meraviglia è il Pabellón Puente, il ponte pedonale sull'Ebro a forma di gladiolo progettato dall'iraniana Zaha Hadid. Sarà il secondo al mondo, dopo il Ponte Vecchio di Firenze, ad avere botteghe e case sulle sue arcate. Il progetto ha risanato un'area periferica in degrado, situata su di un'ansa dell'Ebro invasa da capannoni dismessi ed erbacce. "Evitando gli errori e gli sprechi dell'Expo di Siviglia del 1992, abbiamo puntato su strutture che saranno poi utilizzate come abitazioni, hotel, centri congressi, impianti sportivi e spazi per il tempo libero. Edifici che si inseriscono armonicamente nel tessuto urbano della città. Secondo quanto hanno ideato gli architetti Mariano Pemán e Luís Franco, autori del progetto", continua Ana Longás Aguerri. "I 15 milioni di visitatori previsti saranno anche loro ecocompatibili e non una massa indifferenziata di turisti sottoposti solo alle leggi del business. Nell'ambito di quello che chiamiamo l'ecomarketing abbiamo pianificato una serie di iniziative. Niente auto private. Si utilizzeranno per collegare l'area espositiva con il centro città solo bus pubblici, il cui carburante è un mix di ecodiesel e idrogeno. Mentre all'interno dell'Expo ci si sposterà unicamente a piedi o con mezzi elettrici. L'energia necessaria sarà prodotta da pannelli fotovoltaici e solari. Non occorrerà l'aria condizionata in quanto gli edifici sono orientati in asse con il fiume e i monti così da sfruttare la direzione del vento, da noi chiamato cierzo, che soffia appunto dai Pirenei, rinfrescando anche le giornate più torride. I gadget sono stati realizzati con materiali riciclati e riciclabili, non inquinanti, come le borse di plastica fatta con la fecola di patate e le biro con alghe marine".

Il centro storico, uno dei più grandi di Spagna e d'Europa, è stato restaurato. Forse troppo. Palazzi, monumenti e chiese luccicano sotto il sole e paiono nuovi. È stata spazzata via la patina che i secoli avevano deposto sulle volute barocche di cupole e facciate, sulle torri mudéjar, lo stile inventato dagli Arabi conquistatori, sui palazzi rinascimentali e sugli edifici modernisti che ricordano quelli di Barcellona. La Seo, Cattedral de San Salvador, del XII sec., Patrimonio dell'Umanità, vera enciclopedia della storia dell'arte cristiana, si specchia nei marmi policromi dell'omonima piazza che continua nell'attigua Plaza del Pilar, dove sorge la Basílica de Nuestra Señora del Pilar, simbolo di Zaragoza.