COME è sempre "troppa" la Cina vista dalla piccola Europa. Una sola provincia, il Sichuan, di cui ci parla il canale satellitare Marcopolo continuando il suo lungo viaggio in Asia, è grande, popolata e ricca di diversità linguistiche, antropologiche, religiose, più di molti dei nostri stati nazionali.
Nella provincia dei "quattro fiumi", la più popolata della Cina, vivono 90 milioni di persone, divise in 53 etnie, tra cui alcune minoranze di ceppo tibetano, talvolta esposte ai contraccolpi dei conflitti latenti nel Tibet cinese, che fanno della regione uno dei più importanti centri del buddhismo cinese, con i 75 templi del santuario del Monte Emei.
Di origine tibetana sono, ad esempio, i Khampa che, contrariamente alla tradizionale riservatezza imposta dalla tradizione confuciana, trasformano le loro grandi feste per l’arrivo dell’estate in occasione d’incontro, anche sessuale, tra i giovani, con le ragazze che battono i denti per segnalare al compagno prescelto che è il momento di avvicinarsi. La tradizione religiosa è oggi in rapida ripresa, dopo la ricostruzione dei templi buddisti alla fine degli anni '80, al punto che in alcune zone, come l'antico regno di Kham nel distretto di Ganzi, un terzo della popolazione maschile entra negli ordini monastici.
La capitale della provincia, Chengdu, è anche nota con il nome di Furong, "ibisco" in cinese, da quando un imperatore, nel X secolo, ordina di piantare in tutta la città piante di ibisco. Molto interessante è poi Guangyuan con la Roccia dei Mille Buddha, dove si conservano ancora 400 statue di Buddha delle 17 mila originarie.
Unico al mondo è infine il paesaggio di Xingwencon con la sua Foresta di pietra popolata in superficie da forme rocciose lunari, cui corrisponde un sottosuolo di gallerie labirintiche: un scenario da "fantasmi cinesi" che, come buona parte del territorio, corre oggi il rischio di pagare al progresso il prezzo della propria sopravvivenza.
Marcopolo
La regione Sichuan e il popolo degli YI
Giovedi 15 novembre Ore 21
Nella provincia dei "quattro fiumi", la più popolata della Cina, vivono 90 milioni di persone, divise in 53 etnie, tra cui alcune minoranze di ceppo tibetano, talvolta esposte ai contraccolpi dei conflitti latenti nel Tibet cinese, che fanno della regione uno dei più importanti centri del buddhismo cinese, con i 75 templi del santuario del Monte Emei.
Di origine tibetana sono, ad esempio, i Khampa che, contrariamente alla tradizionale riservatezza imposta dalla tradizione confuciana, trasformano le loro grandi feste per l’arrivo dell’estate in occasione d’incontro, anche sessuale, tra i giovani, con le ragazze che battono i denti per segnalare al compagno prescelto che è il momento di avvicinarsi. La tradizione religiosa è oggi in rapida ripresa, dopo la ricostruzione dei templi buddisti alla fine degli anni '80, al punto che in alcune zone, come l'antico regno di Kham nel distretto di Ganzi, un terzo della popolazione maschile entra negli ordini monastici.
La capitale della provincia, Chengdu, è anche nota con il nome di Furong, "ibisco" in cinese, da quando un imperatore, nel X secolo, ordina di piantare in tutta la città piante di ibisco. Molto interessante è poi Guangyuan con la Roccia dei Mille Buddha, dove si conservano ancora 400 statue di Buddha delle 17 mila originarie.
Unico al mondo è infine il paesaggio di Xingwencon con la sua Foresta di pietra popolata in superficie da forme rocciose lunari, cui corrisponde un sottosuolo di gallerie labirintiche: un scenario da "fantasmi cinesi" che, come buona parte del territorio, corre oggi il rischio di pagare al progresso il prezzo della propria sopravvivenza.
Marcopolo
La regione Sichuan e il popolo degli YI
Giovedi 15 novembre Ore 21