NON SEMPRE, quando si parla di agriturismo, ci si ricorda che il fenomeno - perché di fenomeno allargato a tutta l’Europa ormai si tratta (Farm Houses, Bauernhof, Agritourisme, Casas Rurales ecc.) - esalta la campagna come luogo di turismo economicamente vitale (e non più da abbandonare) e contemporaneamente rinnova l’antica tradizione dell’accoglienza contadina. Ospitalità legata a cicli della terra e della vita rurale che coprono tutto l’arco dell’anno, come la vendemmia, la raccolta delle olive e della frutta, la panificazione, la lavorazione dei formaggi, la cura degli animali.
Con l’agriturismo questi lavori contadini si sono trasformati, per i visitatori, in ricerca di benessere, apprendimento di antiche sapienze, corsi di cucina, esplorazione della natura, sport. Naturalmente, per tutte le tasche e per tutti i gusti. L’Agriturismo nel Lazio è divenuto negli ultimi anni un vero e proprio prodotto turistico di punta: nel 2006 ha avuto un incremeto di presenze del 25 per cento rispetto all’anno precedente e, nella classifica nazionale, è passato dal dodicesimo posto del 2005 al sesto del 2006 come numero di turisti (dati di una ricerca dell'Università di Macerata-ISNART).
[[ge:rep-locali:repubblica:117034923]] La Giunta Regionale del Lazio ha recentemente compilato una classificazione delle aziende e approvato, alla fine dello scorso luglio, un regolamento regionale (Piano Agrituristico Regionale triennale 2007-2009) attuativo della legge sugli agriturismi, che interessa in primo luogo le aziende (per le quali, tra l’altro, sono state stanziate risorse per finanziamenti di un milione di euro) ma anche i visitatori. Le aziende agrituristiche della regione sono ora circa 370 e la nuova legge agevola notevolmente l’iter burocratico per aprire una nuova struttura: servirà una semplice dichiarazione di inizio attività e, dopo trenta giorni (durante i quali verranno fatti gli opportuni controlli) scatterà il "silenzio-assenso".
La novità è importante, perché, fino ad ora occorrevano circa tre anni per avviare un’attività. La legge favorisce perciò la nascita di nuovi agriturismi, che potrebbero presto arrivare a 1000 (per fare un raffronto, in Toscana sono attualmente 3.300 e in Alto Adige 2.664), di cui un centinaio, si prevede, sul territorio di Roma (ora ne ospita solo una trentina), i quali, se collegati strategicamente, rappresenterebbero una interessante alternativa agli alberghi del centro. La classificazione regionale prende in esame i vari tipi di agriturismo al fine di razionalizzare il settore, qualificare l’offerta territoriale e favorire aree rurali con problemi di sviluppo.
Si punta a valorizzare sia gli agriturismi tradizionali, sia quelli con accentuata caratterizzazione enogastronomica, naturalistica, culturale, ecologica e biologica (quelli cioè che producono, utilizzano e vendono prodotti biologici).
Infine, e questa novità riguarda da vicino i turisti, è stata introdotta una norma la quale prevede che, l’ottantacinque per cento dei prodotti serviti all’nterno dell’agriturismo, debba essere rigorosamente di produzione propria o del territorio circostante. È un’indicazione molto apprezzabile, che tende a caratterizzare gli itinerari basati su produzioni tipiche agroalimentari ed enogastronomiche come quelle nelle Città del Pane e dei Formaggi o lungo le Strade dell’Olio e del Vino
ASSAGRI
ROMA IN CAMPAGNA
REGIONE LAZIO
Con l’agriturismo questi lavori contadini si sono trasformati, per i visitatori, in ricerca di benessere, apprendimento di antiche sapienze, corsi di cucina, esplorazione della natura, sport. Naturalmente, per tutte le tasche e per tutti i gusti. L’Agriturismo nel Lazio è divenuto negli ultimi anni un vero e proprio prodotto turistico di punta: nel 2006 ha avuto un incremeto di presenze del 25 per cento rispetto all’anno precedente e, nella classifica nazionale, è passato dal dodicesimo posto del 2005 al sesto del 2006 come numero di turisti (dati di una ricerca dell'Università di Macerata-ISNART).
[[ge:rep-locali:repubblica:117034923]] La Giunta Regionale del Lazio ha recentemente compilato una classificazione delle aziende e approvato, alla fine dello scorso luglio, un regolamento regionale (Piano Agrituristico Regionale triennale 2007-2009) attuativo della legge sugli agriturismi, che interessa in primo luogo le aziende (per le quali, tra l’altro, sono state stanziate risorse per finanziamenti di un milione di euro) ma anche i visitatori. Le aziende agrituristiche della regione sono ora circa 370 e la nuova legge agevola notevolmente l’iter burocratico per aprire una nuova struttura: servirà una semplice dichiarazione di inizio attività e, dopo trenta giorni (durante i quali verranno fatti gli opportuni controlli) scatterà il "silenzio-assenso".
La novità è importante, perché, fino ad ora occorrevano circa tre anni per avviare un’attività. La legge favorisce perciò la nascita di nuovi agriturismi, che potrebbero presto arrivare a 1000 (per fare un raffronto, in Toscana sono attualmente 3.300 e in Alto Adige 2.664), di cui un centinaio, si prevede, sul territorio di Roma (ora ne ospita solo una trentina), i quali, se collegati strategicamente, rappresenterebbero una interessante alternativa agli alberghi del centro. La classificazione regionale prende in esame i vari tipi di agriturismo al fine di razionalizzare il settore, qualificare l’offerta territoriale e favorire aree rurali con problemi di sviluppo.
Si punta a valorizzare sia gli agriturismi tradizionali, sia quelli con accentuata caratterizzazione enogastronomica, naturalistica, culturale, ecologica e biologica (quelli cioè che producono, utilizzano e vendono prodotti biologici).
Infine, e questa novità riguarda da vicino i turisti, è stata introdotta una norma la quale prevede che, l’ottantacinque per cento dei prodotti serviti all’nterno dell’agriturismo, debba essere rigorosamente di produzione propria o del territorio circostante. È un’indicazione molto apprezzabile, che tende a caratterizzare gli itinerari basati su produzioni tipiche agroalimentari ed enogastronomiche come quelle nelle Città del Pane e dei Formaggi o lungo le Strade dell’Olio e del Vino
ASSAGRI
ROMA IN CAMPAGNA
REGIONE LAZIO