A volte un luogo lontano, che non conosci, può parlarti di più del posto dove sei nato. Può diventare familiare e affascinate fino al punto di desiderare di dedicargli un film. Forse è per questo che un attore veneto, cresciuto a Milano, invece di scegliere il luogo dove è nato, come spesso fanno i registi per il loro primo film, ha deciso di partire dal sud, per raccontare una storia legata alla provincia di Caserta. "Tutto nasce dalla mia amicizia e collaborazione con la Piccola Orchestra Avion Travel", spiega Fabrizio Bentivoglio, "Me li fece scoprire un amico comune, casertano anche lui. Quando ho ascoltato Bellosguardo, il loro primo disco, ho avuto una sorta di innamoramento, prima per la loro musica e poi, conoscendoli, per la loro umanità".
Da lì la decisione di seguirli, di entrare a far parte del gruppo come di una famiglia, "mi sono fatto adottare", ci confessa, iniziando con loro una lunga collaborazione: dischi, spettacoli, tournée in giro per l'Italia e un cortometraggio. E sono proprio gli Avion Travel, originari di Caserta, a trasmettergli la passione per questa bellissima terra. "Ho conosciuto quei luoghi attraverso i loro racconti", chiarisce l'attore, "in particolar modo Fausto Mesolella, chitarrista magistrale e eccelso raccontatore, mi parlava spesso di una Caserta mitica, piena di storie e di personaggi affascinanti, come spesso si descrive il proprio luogo di nascita quando lo si è lasciato da giovani. Racconti legati all'inizio della loro carriera, pieni di suggestioni, fortemente legati a quella cultura e a quelle zone". Racconti che hanno reso Caserta un luogo dell'anima per Bentivoglio, al punto che il primo incontro con questa città è stato per lui come un ritrovare dei posti legati a dei ricordi personali, "Sono andato a ricercare quei luoghi che mi avevano raccontato con un tale affetto da far affezionare anche me.
L'antico Buffolano, il bar storico di Caserta, oggi Bar Margherita o, all'inizio di Via Roma, la storica agenzia di viaggi Avion Travel dove si davano appuntamento da ragazzi e a cui il gruppo deve il nome. È stato emozionante come ritrovare dei posti legati alla mia infanzia". Per questo la Caserta che si vede nel suo film non è quella della Reggia, certo più cinematografica e tanto amata dai cineasti americani, ma quella più vera di una città di provincia, o dei piccoli comuni del Casertano, come Roccamonfina o Sessa Aurunca. C'era il desiderio di raccontare una provincia di Caserta diversa da quella che spesso finisce sulle prime pagine dei giornali per storie di cronaca, come è Bentivoglio stesso a sottolineare, "Volevo mostrare che anche in posti dove sembra più facile perdersi possono crescere dei sognatori ed è possibile provare a seguire un sogno di musica. In questi ultimi venti anni Caserta ha partorito talenti in tutti i campi, dal teatro alla letteratura, e sembra che in molti non se ne siano accorti. Verrebbe da chiedersi se c'è qualcosa di speciale nell'acqua".
Il protagonista del film è Fausto Ciaramella (porta il nome del chitarrista degli Avion, Fausto Mesolella e il cognome del batterista, Mimì Ciaramella), un giovane diciottenne della provincia di Caserta che suona la chitarra e vive di musica. "È una sorta di Candido di Voltaire, un puro, un idealista, non ha un giudizio verso le persone che incontra", così lo descrive lo stesso regista, "Parla poco e pensa molto, ha la testa piena di musica, piena di note dalla mattina alla sera". Con lui Bentivoglio ha cercato di raccontare l'ingenuità e la passione di chi come lui era ragazzo negli anni Settanta: "Speravamo che questo Faustino diventasse un po' tutti noi. C'è finito dentro anche un po' di me, forse mi sono rivisto in lui da giovane, ma soprattutto ho pensato: "Se avessi un figlio mi piacerebbe fosse così".
Per questo poi incontrarlo davvero è stato per Bentivoglio una sorpresa e un'emozione incredibile, "Un conto è immaginarsi un personaggio, disegnarlo, averlo anche molto chiaro in testa, sapere che esiste da qualche parte, che lo devi solo trovare. Un conto è trovarlo veramente". Ed è a Vitulazio, paesino della provincia di Caserta dalla forte tradizione bandistica, dove tutti i ragazzi suonano almeno uno strumento musicale, che il regista ha trovato il suo protagonista. "L'ho scelto appena l'ho visto. Stava nascosto dietro agli altri, era il più piccolo di tutti, non parlava, guardava solo. Quella dolcezza, quel candore naturali, l'ho capito subito che era lui, come quando da ragazzi ad una festa ci si accorgeva che c'era la ragazza che ti piaceva". Ecco un altro innamoramento.
Dopo quello per gli Avion Travel, per la loro musica, per le loro storie, per Caserta. Sembra che la vita di questo attore adorato dai registi italiani, tanto amato dal pubblico e considerato dalle donne uno degli attori più sexy del cinema italiano, vada avanti a colpi di fulmine. È per questo che se si prova a chiedere a Bentivoglio se questo nuovo amore per la regia avrà un seguito, se ha già pronta un'altra storia da raccontare, bisognerebbe aspettarsi la sua risposta: "Ci vorrà del tempo, aspetterò di innamorarmi ancora".
Da lì la decisione di seguirli, di entrare a far parte del gruppo come di una famiglia, "mi sono fatto adottare", ci confessa, iniziando con loro una lunga collaborazione: dischi, spettacoli, tournée in giro per l'Italia e un cortometraggio. E sono proprio gli Avion Travel, originari di Caserta, a trasmettergli la passione per questa bellissima terra. "Ho conosciuto quei luoghi attraverso i loro racconti", chiarisce l'attore, "in particolar modo Fausto Mesolella, chitarrista magistrale e eccelso raccontatore, mi parlava spesso di una Caserta mitica, piena di storie e di personaggi affascinanti, come spesso si descrive il proprio luogo di nascita quando lo si è lasciato da giovani. Racconti legati all'inizio della loro carriera, pieni di suggestioni, fortemente legati a quella cultura e a quelle zone". Racconti che hanno reso Caserta un luogo dell'anima per Bentivoglio, al punto che il primo incontro con questa città è stato per lui come un ritrovare dei posti legati a dei ricordi personali, "Sono andato a ricercare quei luoghi che mi avevano raccontato con un tale affetto da far affezionare anche me.
L'antico Buffolano, il bar storico di Caserta, oggi Bar Margherita o, all'inizio di Via Roma, la storica agenzia di viaggi Avion Travel dove si davano appuntamento da ragazzi e a cui il gruppo deve il nome. È stato emozionante come ritrovare dei posti legati alla mia infanzia". Per questo la Caserta che si vede nel suo film non è quella della Reggia, certo più cinematografica e tanto amata dai cineasti americani, ma quella più vera di una città di provincia, o dei piccoli comuni del Casertano, come Roccamonfina o Sessa Aurunca. C'era il desiderio di raccontare una provincia di Caserta diversa da quella che spesso finisce sulle prime pagine dei giornali per storie di cronaca, come è Bentivoglio stesso a sottolineare, "Volevo mostrare che anche in posti dove sembra più facile perdersi possono crescere dei sognatori ed è possibile provare a seguire un sogno di musica. In questi ultimi venti anni Caserta ha partorito talenti in tutti i campi, dal teatro alla letteratura, e sembra che in molti non se ne siano accorti. Verrebbe da chiedersi se c'è qualcosa di speciale nell'acqua".
Il protagonista del film è Fausto Ciaramella (porta il nome del chitarrista degli Avion, Fausto Mesolella e il cognome del batterista, Mimì Ciaramella), un giovane diciottenne della provincia di Caserta che suona la chitarra e vive di musica. "È una sorta di Candido di Voltaire, un puro, un idealista, non ha un giudizio verso le persone che incontra", così lo descrive lo stesso regista, "Parla poco e pensa molto, ha la testa piena di musica, piena di note dalla mattina alla sera". Con lui Bentivoglio ha cercato di raccontare l'ingenuità e la passione di chi come lui era ragazzo negli anni Settanta: "Speravamo che questo Faustino diventasse un po' tutti noi. C'è finito dentro anche un po' di me, forse mi sono rivisto in lui da giovane, ma soprattutto ho pensato: "Se avessi un figlio mi piacerebbe fosse così".
Per questo poi incontrarlo davvero è stato per Bentivoglio una sorpresa e un'emozione incredibile, "Un conto è immaginarsi un personaggio, disegnarlo, averlo anche molto chiaro in testa, sapere che esiste da qualche parte, che lo devi solo trovare. Un conto è trovarlo veramente". Ed è a Vitulazio, paesino della provincia di Caserta dalla forte tradizione bandistica, dove tutti i ragazzi suonano almeno uno strumento musicale, che il regista ha trovato il suo protagonista. "L'ho scelto appena l'ho visto. Stava nascosto dietro agli altri, era il più piccolo di tutti, non parlava, guardava solo. Quella dolcezza, quel candore naturali, l'ho capito subito che era lui, come quando da ragazzi ad una festa ci si accorgeva che c'era la ragazza che ti piaceva". Ecco un altro innamoramento.
Dopo quello per gli Avion Travel, per la loro musica, per le loro storie, per Caserta. Sembra che la vita di questo attore adorato dai registi italiani, tanto amato dal pubblico e considerato dalle donne uno degli attori più sexy del cinema italiano, vada avanti a colpi di fulmine. È per questo che se si prova a chiedere a Bentivoglio se questo nuovo amore per la regia avrà un seguito, se ha già pronta un'altra storia da raccontare, bisognerebbe aspettarsi la sua risposta: "Ci vorrà del tempo, aspetterò di innamorarmi ancora".