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Giovanna Mezzogiorno: 'è un altro mondo'

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NEL FILM "L'amore ai tempi del colera", dal famosissimo libro di Gabriel Garcia Marquez, Giovanna Mezzogiorno è Fermina Daza nel colossal Florentino Ariza la amerà per tutta la vita a tal punto che “qualsiasi avvenimento, buono o cattivo, era in relazione con lei. Una minima parte del film è stata girata negli studios Twickenham di Londra, ma quasi tutte le riprese sono state effettuate a Cartagena, nei luoghi del romanzo. "Posso parlare poco della Colombia, molto di Cartagena e della costa caraibica. Purtroppo non sono riuscita a vedere neanche Bogotà, peccato, mi sarebbe piaciuto".

In effetti per ragioni di sicurezza alla troupe e al cast era sconsigliato allontanarsi e uscire dalla città. Ma, continua Giovanna: “Cartagena è una città assolutamente sicura, io non ho avuto problemi a girarla da sola, andavo ovunque e quando non lavoravo mi godevo in pieno il clima caraibico. La mia prima impressione di Cartagena è stata quella di essere veramente catapultata in un altro mondo, e ti rendi conto, quando attraversi un oceano, di come cambiano le vite, il clima, le abitudini, la mentalità. L’avevo già provato, quando sono stata due mesi a Buenos Aires, in Argentina”.

“Le prime settimane di lavorazione alloggiavamo in un famosissimo albergo, il più bello della Colombia, il Santa Clara (nel romanzo di Marquez è un convento di Suore): all’ingresso ha un enorme giardino-patio pieno zeppo di piante tropicali e uccelli stranissimi. La sala da pranzo dell’albergo dava proprio su questo giardino, e i suoni degli uccellini sono veramente molto particolari. Non li avevo mai sentiti così". A Cartagena è particolarmente interessante l’architettura della città: "Successivamente ciascuno di noi della troupe ha affittato una casa, e erano molto belle, più grandi e spaziose rispetto alle nostre, i palazzi sono imponenti, e al centro hanno tutte dei giardini pieni pieni di piante e alberi da frutta. Alcuni di noi avevano anche la piscina. Questo non solo nella parte più antica e preziosa della città, ma anche a La Manga, il quartiere- isolotto dove abbiamo girato le scene della vita coniugale di Fermina e il Dottor Urbino".

Davanti alla città, calda e umida (95% di umidità), l’Oceano Atlantico, la costa dei caraibi, le isole del Rosario, le spiagge di sabbia di farina: “Spesso, quando non lavoravo andavo al mare. Le spiagge sono divertenti, il mare molto piacevole. La cosa che più mi ha divertito è stata affittare delle barche e andare a visitare le isolette vicino, e magari tornare e cenare sui ristoranti sulla spiaggia. Mi sono resa conto di quanto il clima possa influenzare le nostre abitudini. Con quel caldo e quella umidità avvertivo molto di più la stanchezza, soprattutto quando mi dovevo alzare la mattina presto, anche alle 4, per andare sul set".

Nonostante l’ottima accoglienza colombiana, Giovanna è attaccata alla tradizione e alla vecchia Europa: "Quei festoni, gli addobbi di natale a Cartagena, in una stagione che non ero abituata ad abbinare al Natale (faceva molto caldo) mi faceva sentire lontana, nonostante la bellezza del posto, mi mancava la mia città (Parigi), per tante cose, ma più di tutto per i cinema e teatri. Quando, dopo tre mesi di Cartagena sono arrivata a Londra, mi ha fatto un effetto stranissimo, è stata molto dura, mi sembrava di non avere punti di riferimento, ma anche di felicità. Mi piaceva quel freddo e quel tipo di atmosfera lì"