L'AMA O NON L’AMA? TORNERA' a fare film in Inghilterra dopo aver girato l’ultima pellicola in Spagna? Ora che esce Sogni e delitti, il terzo film di Woody Allen ambientato nella capitale britannica, viene da chiedersi se, dopo quello per New York, sia veramente finito anche il love affair cinematografico del regista americano per Londra. "Non credo che l'amore di Woody Allen per la metropoli sul Tamigi sia esaurito", racconta Michael Harms, location manager dei tre i film girati nel Regno Unito dal regista, «sì forse lo ha fatto capire, l’ha anche detto dopo qualche delusione sulla distribuzione inglese di Match Point e Scoop, ma lui cambia spesso idea. Non lo fanno del resto tutte le persone?». Pochi ricordano che Allen frequenta Londra dai primi anni Sessanta, "Non è un amore di oggi, quello per questa città, che considera profondamente cosmopolita», prosegue Harms.
Allen venne a Londra la prima volta nel 1964 per studiare la possibilità di ambientarci What’s New Pussicat. Film che venne poi girato in Francia. Durante le riprese andava spesso a Londra da Parigi per comparire in un popolarissimo show televisivo di prima serata. Fu ancora nella capitale inglese nel 1966, per le riprese di Casino Royale. In quegli anni, dichiarò che la Swinging London era «un posto molto piacevole dove stare, anche se c’erano solo due o tre buoni ristoranti».
Michael Harms, inglese, conosce bene il regista ed è la persona ideale per guidarci alla scoperta della Londra raccontata nel film Sogni e delitti, che sarà presto su tutti gli schermi italiani, distribuito dalla Filmauro. "Abbiamo individuato in città oltre 50 locations, alcune centrali e molte un po’ più periferiche", ragiona Harm, «potremmo circoscriverle tra South Kensigton, Chelsea e Westminster. C’è poi la campagna fuori Londra che Allen ama moltissimo e, infine, il mare di Brighton». "Woody Allen si sente sempre un po’ turista a Londra", continua, "il suo occhio mantiene la curiosità di un viaggiatore in ogni film".
Anche in Sogni e delitti manca la visitazione di siti cittadini celebri e monumentali, non si vedono come in Scoop e Match Point strade eleganti e club esclusivi: «Allen ci racconta decisamente, in questo ultimo film londinese, la vita difficile di due figli della piccola borghesia ai giorni nostri, condizionata dai miti del consumismo », aggiunge Harms. Uno fa il meccanico, ha le un-ghie sempre sporche di grasso, gioca a carte, beve molto, è perseguitato dai creditori, ha fretta di ripagare i debiti di gioco e coltiva il sogno di comprare un appartamento con la moglie in un quartiere elegante. L’altro, bello, sempre ben vestito, guida auto sportive prese in prestito nell’officina del fratello e vorrebbe fare l’imprenditore di alberghi in California. In realtà, come vero lavoro di tutti i giorni, aiuta il padre in un piccolo ristorante di quartiere (il vero Daquise, che propone cucina polacca, al numero 20 di Thurloe Street a South Kensington).
Racconta Harms: "Allen è estremamente realista fin nei minimi particolari, ama i luoghi veri, non ricostruiti. In Sogni e delitti rende omaggio, in un certo senso, alla Londra delle classi lavoratrici con tutte le loro aspirazioni e contraddizioni". C’è Hitchcock, Dostoijevskij, Shakespeare, Dickens e Freud nella storia noir raccontata: i due fratelli pur di raggiungere i loro sogni di successo e ricchezza, simbolicamente rappresentati da una piccola barca a vela acquistata all’inizio del film e chiamata Cassandra (da qui il titolo inglese del film Cassandra’s Dream) sono disposti a tutto.
[[ge:rep-locali:repubblica:117035320]]Dopo esitazioni, ripensamenti e notti insonni, accettano di uccidere per molti soldi un rivale dello zio materno che si è arricchito in America in maniera poco onesta. Lo zio è il simbolo del successo nella nostra società: alloggia in un albergo di lusso, il One Aldwych (al numero 1 di Aldwich non lontano da Covent Garden) e porta i parenti, che non potrebbero mai permetterselo, a mangiare nel raffinato ristorante del Claridge’s Hotel (in Brook Street a Mayfair). Anche qui, come in Crimini e misfatti e Match Point, alla fine, l’omicidio rimane impunito. La verità viene inghiottita dal mare sul quale veleggia come un fantasma la barca a vela Cassandra, come se il male, il vero male, fosse un destino inevitabile dell'umanità.
Maria Djurkovic, scenografa sia di Sogni e delitti che di Scoop racconta anche lei la passione del regista e attore americano per Londra: "Woody Allen ama la città, non solo per le atmosfere, per la vita culturale e tante altre cose che tutti ammiriamo, ma anche per un particolare fondamentale, indispensabile a chi fa cinema: lui ha trovato qui la sua luce perfetta". Maria Djurkovic ricorda che «Allen gira molto spesso i suoi film in estate e il cielo blu, forte, di Manhattan riflette troppa luce sui volti degli attori. Londra ha invece la giusta luce. La presenza di nuvole, anche d’estate, crea il riflesso giusto.
[[ge:rep-locali:repubblica:117035321]]In una battuta potrei dire che ama il cielo grigio e non quello azzurro». Ha qualcosa a che fare con la malinconia la preferenza di quel cielo incolore? «Non so», risponde la scenografa, "forse è più semplicemente un problema pratico, tecnico, e non c’entra molto con la tristezza". Tornerà Woody Allen a girare un altro film a Londra o ha scelto definitivamente la Spagna?
Né il location manager Michael Harm né la scenografa Maria Djurkovic rispondono: "Nessuno lo sa, al momento".
Ma forse tornerà, se è vero quello che diceva Henry James, scrittore americano che visse a lungo, alla fine dell’800 e nei primi del '900 a Londra e che rappresenta la cultura "Midatlantica" degli artisti americani che vivevano e lavoravano tra città come Boston, New York e la metropoli inglese: "La naturale disposizione della mente americana per gli aspetti più incantevoli della vita inglese (...) affonda così profondamente le sue radici nel terreno vergine della nostra cultura originaria che, in mancanza di un capovolgimento profondo della nostra esperienza, sarebbe difficile dire precisamente quando e dove e come essa inizi. Ciò rende l’apprezzamento dell’Inghilterra da parte di un americano un’emozione più fatale e sacra del suo apprezzameto, per esempio dell’Italia e della Spagna".
Allen venne a Londra la prima volta nel 1964 per studiare la possibilità di ambientarci What’s New Pussicat. Film che venne poi girato in Francia. Durante le riprese andava spesso a Londra da Parigi per comparire in un popolarissimo show televisivo di prima serata. Fu ancora nella capitale inglese nel 1966, per le riprese di Casino Royale. In quegli anni, dichiarò che la Swinging London era «un posto molto piacevole dove stare, anche se c’erano solo due o tre buoni ristoranti».
Michael Harms, inglese, conosce bene il regista ed è la persona ideale per guidarci alla scoperta della Londra raccontata nel film Sogni e delitti, che sarà presto su tutti gli schermi italiani, distribuito dalla Filmauro. "Abbiamo individuato in città oltre 50 locations, alcune centrali e molte un po’ più periferiche", ragiona Harm, «potremmo circoscriverle tra South Kensigton, Chelsea e Westminster. C’è poi la campagna fuori Londra che Allen ama moltissimo e, infine, il mare di Brighton». "Woody Allen si sente sempre un po’ turista a Londra", continua, "il suo occhio mantiene la curiosità di un viaggiatore in ogni film".
Anche in Sogni e delitti manca la visitazione di siti cittadini celebri e monumentali, non si vedono come in Scoop e Match Point strade eleganti e club esclusivi: «Allen ci racconta decisamente, in questo ultimo film londinese, la vita difficile di due figli della piccola borghesia ai giorni nostri, condizionata dai miti del consumismo », aggiunge Harms. Uno fa il meccanico, ha le un-ghie sempre sporche di grasso, gioca a carte, beve molto, è perseguitato dai creditori, ha fretta di ripagare i debiti di gioco e coltiva il sogno di comprare un appartamento con la moglie in un quartiere elegante. L’altro, bello, sempre ben vestito, guida auto sportive prese in prestito nell’officina del fratello e vorrebbe fare l’imprenditore di alberghi in California. In realtà, come vero lavoro di tutti i giorni, aiuta il padre in un piccolo ristorante di quartiere (il vero Daquise, che propone cucina polacca, al numero 20 di Thurloe Street a South Kensington).
Racconta Harms: "Allen è estremamente realista fin nei minimi particolari, ama i luoghi veri, non ricostruiti. In Sogni e delitti rende omaggio, in un certo senso, alla Londra delle classi lavoratrici con tutte le loro aspirazioni e contraddizioni". C’è Hitchcock, Dostoijevskij, Shakespeare, Dickens e Freud nella storia noir raccontata: i due fratelli pur di raggiungere i loro sogni di successo e ricchezza, simbolicamente rappresentati da una piccola barca a vela acquistata all’inizio del film e chiamata Cassandra (da qui il titolo inglese del film Cassandra’s Dream) sono disposti a tutto.
[[ge:rep-locali:repubblica:117035320]]Dopo esitazioni, ripensamenti e notti insonni, accettano di uccidere per molti soldi un rivale dello zio materno che si è arricchito in America in maniera poco onesta. Lo zio è il simbolo del successo nella nostra società: alloggia in un albergo di lusso, il One Aldwych (al numero 1 di Aldwich non lontano da Covent Garden) e porta i parenti, che non potrebbero mai permetterselo, a mangiare nel raffinato ristorante del Claridge’s Hotel (in Brook Street a Mayfair). Anche qui, come in Crimini e misfatti e Match Point, alla fine, l’omicidio rimane impunito. La verità viene inghiottita dal mare sul quale veleggia come un fantasma la barca a vela Cassandra, come se il male, il vero male, fosse un destino inevitabile dell'umanità.
Maria Djurkovic, scenografa sia di Sogni e delitti che di Scoop racconta anche lei la passione del regista e attore americano per Londra: "Woody Allen ama la città, non solo per le atmosfere, per la vita culturale e tante altre cose che tutti ammiriamo, ma anche per un particolare fondamentale, indispensabile a chi fa cinema: lui ha trovato qui la sua luce perfetta". Maria Djurkovic ricorda che «Allen gira molto spesso i suoi film in estate e il cielo blu, forte, di Manhattan riflette troppa luce sui volti degli attori. Londra ha invece la giusta luce. La presenza di nuvole, anche d’estate, crea il riflesso giusto.
[[ge:rep-locali:repubblica:117035321]]In una battuta potrei dire che ama il cielo grigio e non quello azzurro». Ha qualcosa a che fare con la malinconia la preferenza di quel cielo incolore? «Non so», risponde la scenografa, "forse è più semplicemente un problema pratico, tecnico, e non c’entra molto con la tristezza". Tornerà Woody Allen a girare un altro film a Londra o ha scelto definitivamente la Spagna?
Né il location manager Michael Harm né la scenografa Maria Djurkovic rispondono: "Nessuno lo sa, al momento".
Ma forse tornerà, se è vero quello che diceva Henry James, scrittore americano che visse a lungo, alla fine dell’800 e nei primi del '900 a Londra e che rappresenta la cultura "Midatlantica" degli artisti americani che vivevano e lavoravano tra città come Boston, New York e la metropoli inglese: "La naturale disposizione della mente americana per gli aspetti più incantevoli della vita inglese (...) affonda così profondamente le sue radici nel terreno vergine della nostra cultura originaria che, in mancanza di un capovolgimento profondo della nostra esperienza, sarebbe difficile dire precisamente quando e dove e come essa inizi. Ciò rende l’apprezzamento dell’Inghilterra da parte di un americano un’emozione più fatale e sacra del suo apprezzameto, per esempio dell’Italia e della Spagna".