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Avventure persiane

Arriva sugli schermi italiani Persepolis. Una pellicola a fumetti tratta dal romanzo della scrittrice iraniana, esiliata a Parigi, Marjane Satrapi. Un'occasione per scoprire il fascino dell'Iran. I Viaggi
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IL GALATEO IRANIANO - il Ta’arof – impone di insistere per almeno tre volte se per caso a qualcuno dovesse capitare d’incontrare un negoziante di Teheran, o di una qualsiasi altra città che, per pura cortesia, si ostina a non far pagare la merce. Per carità: non si commetta mai l’errore di ringraziare e andarsene. Sarebbe gravissimo. Vedrete invece che, dopo il terzo deciso tentativo di voler assolutamente regolare il conto, lui sarà ben felice di cedere. Le convenzioni sociali dell’antica Persia si perpetuano anche nelle piccole regole quotidiane.

E confermano una certezza diffusa tra i viaggiatori di tutto il mondo che hanno conosciuto questo grande paese: e cioè, la vera ricchezza dell’Iran è la sua gente e la loro calorosa ospitalità. Densa di fascino e mistero per milioni di giramondo, ammaliante e ambigua nell’essere contemporaneamente antica e moderna, la terra di Ciro il Grande è stata a…
IL GALATEO IRANIANO - il Ta’arof – impone di insistere per almeno tre volte se per caso a qualcuno dovesse capitare d’incontrare un negoziante di Teheran, o di una qualsiasi altra città che, per pura cortesia, si ostina a non far pagare la merce. Per carità: non si commetta mai l’errore di ringraziare e andarsene. Sarebbe gravissimo. Vedrete invece che, dopo il terzo deciso tentativo di voler assolutamente regolare il conto, lui sarà ben felice di cedere. Le convenzioni sociali dell’antica Persia si perpetuano anche nelle piccole regole quotidiane.

E confermano una certezza diffusa tra i viaggiatori di tutto il mondo che hanno conosciuto questo grande paese: e cioè, la vera ricchezza dell’Iran è la sua gente e la loro calorosa ospitalità. Densa di fascino e mistero per milioni di giramondo, ammaliante e ambigua nell’essere contemporaneamente antica e moderna, la terra di Ciro il Grande è stata attraversata in lungo e in largo già molto tempo prima che Marco Polo lo raggiungesse 700 anni fa. Le testimonianze di un passato remotissimo, in un trionfo di meraviglie architettoniche e resti archeologici dall’incomparabile bellezza, è sempre stato il richiamo principale per un turismo originale e raffinato.

C’è però da scoprire molto di più. Soprattutto per chi invece è mosso dalla curiosità di conoscere una cultura tanto articolata e complessa, quanto lungo e pregnante è stato il via vai di civiltà che hanno attraversato quel paese e modellato, un’identità nazionale nel corso della sua storia mellenaria. Un’identità che tuttavia oggi appare coesa, nonostante le forti tensioni interne e le spinte verso una condizione laica della convivenza, affrancata dalla presenza opprimente di leggi coraniche e gruppi di potere legati alla casta degli Ayatollah.

Il 60% dei 70 milioni d’iraniani hanno meno di 25 anni. Quasi la metà dei cittadini, dunque, hanno conosciuto soltanto la Repubblica Islamica, nata nel 1979 dopo la cacciata di Reza Pahlavi e l’arrivo dell’ayatollah Khomeini. Parlare di nostalgia dello Shah, di fronte al malcontento che serpeggia tra i giovani iraniani, sarebbe quindi sbagliato. È vero: i movimenti studenteschi antagonisti al regime islamico non sono rappresentativi di tutta la gioventù. Al momento infatti solo i ragazzi delle famiglie laico-borghesi di Teheran, che hanno contatti via mail con i loro coetanei di Parigi, Roma o New York, possono raccontare di serate con musica occidentale e alcolici. Certe "scappatelle", ancora ufficialmente malviste dal regime, riguardano insomma ancora una minoranza di giovani, anche perché il reddito medio pro capite iraniano non supera i 1800 dollari l’anno. Tuttavia è anche vero che se non tutti i giovani iraniani appartengono al "daneshjoo" - l’Associazione degli studenti per la democrazia in Iran - esiste una voglia socialmente trasversale che spinge verso il cambiamento, e che percorre l’intera società iraniana. Lo si percepisce nel contatto con la popolazione, sempre più visibilmente attratta dalle nuove tendenze culturali, in tutti gli strati sociali.

Ma c’è chi l’atmosfera pesante di uno Stato guidato dalle leggi del Corano non ha avuto la forza per sopportarlo. Il 22 febbraio prossimo sugli schermi italiani uscirà il primo lungometraggio a disegni animati di una scrittrice e disegnatrice iraniana che vive a Parigi, Marjane Satrapi. Il suo film, autobiografico – "Persepolis" – è candidato all’Oscar e racconta la storia di una ragazzina impavida e intelligente che a 14 anni viene mandata dai genitori a studiare a Vienna, dove da adolenscente impara ad affrontare i problemi di quell’età. Poi torna in patria, dove tenta un percorso di vita che però non riesce a percorrere fino in fondo, perché non ce la fa più a veder vivere il suo amato paese in condizioni di semi libertà. Ed è così che riparte per Parigi, sapendo di pagare caro quell’abbandono, che farà di lei una persona dall’esistentza in perenne stato malinconico.

Il venerdì, all’aeroporto Charles De Gaulle, è il giorno dei voli per Teheran. Marjane ha corso spesso a guardare il decollo degli aerei, struggendosi dalla nostalgia per il suo paese lontano, con il naso schiacciato contro le vetrate. La prima scena di Persepolis - scritto con Vincent Paronnaud – trae ispirazione proprio da quei frequenti momenti tristi, fra i tanti che hanno accompagnato la sua vita in esilio. Un’esistenza raccontata con sobrietà, pudore e senza la minima autocommiserazione. Lo sguardo di Marjane serve così per assistere al rapido disperdersi delle speranze di un popolo, all’indomani della presa del potere dei fondamentalisti islamici, con l’imposizione del velo alle donne e la galera per migliaia di oppositori.

Visitare l’Iran non è facile, ma neanche impossibile. Ci vuole il visto, che viene rilasciato dal Consolato Generale di Milano (Piazza Diaz, 6 20123; 02/860646; mail: consolato@persia.it. Il periodo migliore per andarci è la primavera e l’autunno. La guida Lonely Planet suggerisce quattro itinerari di diversa durata.

SULLE ORME DEL PASSATO. Dura due settimane, sufficienti per cogliere il passato glorioso di questo paese. Si parte da Teheran e si torna nella stessa capitale, dopo aver attraversato una quindicina di città. Il circuito è di 2850 km e permette di vedere quasi tutti i luoghi più importanti. Si percorre in aereo, bus e taxi, tra testimonianze pre-islamiche e città moderne, oltre a qualche remota località rurale e diversi bazar.

EST SUD-EST. Da secoli i viaggiatori di tutto il mondo percorrono questo tracciato che dall’Europa arriva fino al subcontinente indiano. Maku è il luogo di partenza, cittadella fortificata incastrata tra gole rocciose. Ci vuole un mese, perché si parte dal confine con la Turchia e si arriva, attraverso l’altipiano iraniano, al confine con il Pakistan. Sono 4420 km che lasciano un ricordo indelebile della enorme diversità dei paesaggi, lunho immense gole montuose, verdi colline e lunghi tratti di deserto.

GOLE, FORESTE E RISAIE.È questo il modo per rendersi conto come sia possibile sfatare la convinzione che l’Iran è solo deserto. In 10 giorni intensi, dedicati soprattutto a chi ha già visitato le parti più turistiche del paese ed ama viaggiare in zone poco battute, si esplorano montagne lussureggianti della parte nord occidentale. L’itinerario è lungo 865 km, più 175 di escursioni. Una buona parte del viaggio – che parte da Tabriz e arriva a Masuleh – si fa in taxi attraverso scenari incantevoli, tra Jolfa e Kaleyabar.

IL DESERTO. Una vera e propria “Odissea” che dura una decina di giorni, con partenza da Isfahan, il gioiello dell’antica Persia, considerata una delle città più belle del mondo islamico, con i suoi raffinati mosaici di piastrelle azzurre, il grande bazar e le splendide sale da tè. C’è solo da ritrovare sé stessi lungo questo tragitto di 1330 km attraverso aride distese arse dal sole. Solo silenzio e solitudine, dunque, fino alla meta che scintilla all’orizzonte: Kerman, a 1754 metri d’altezza. Secondo la Lonely Planet è una cittadina che vale il viaggio, così come i villaggi circostanti, soprattutto per la ricchezza delle diverse culture che lì convivono. A Kerman coesistono persiani europeizzati, seguaci di filosofie indiane e fedeli dell’antichissima religione zoroastriana, che fu letteralmente cancellata con la dominazione araba in Iran, che durò oltre 400 anni e che cambiò il volto del paese.

LA BIOGRAFIA
MARJANE Satrapi è nata il 22 novembre 1969 a Rasht, sulle rive del mar Caspio. Ha passato la sua infanzia a Teheran dove ha conosciuto la rivoluzione islamica e la guerra contro l'Iraq. Ha appena 14 anni quando viene mandata a Vienna in un liceo francese. Tornata in Iran studia Belle arti, ma i suoi progetti sugli eroi e soprattutto sulle eroine della mitologia iraniana, non convincono il regime e deve lasciare di nuovo il suo paese. Dopo aver studiato Arte a Strasburgo si trasferisce a Parigi, dove tutt'ora vive e lavora.

Dal 1997 scrive e illustra libri per i bambini. Nel 2000 esce il suo primo volume, "Persepolis", in cui racconta la storia del suo paese e di come, ragazzina di nove anni, ha vissuto la rivoluzione degli ayatollah degli anni ottanta. I suoi racconti a fumetti svelano un mondo in parte sconosciuto con un disegno originale e suggestivo