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Greg&Lillo

Fossili preistorici a Civitavecchia

Il ritrovamento di resti di “Homo Maschulus” ha innescato una riflessione sulle abitudini sessuali poligame dei nostri antenati. La monogamia è forse un'aberrazione della nostra vera natura? I Viaggi

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Appena ricevuta la notizia del ritrovamento del ritrovamento del metacarpo fossile di “Homo Maschulus” in un pratone vicino Civitavecchia ci siamo precipitati per partecipare all’evento. Il rinvenimento non è in se niente di clamoroso visto che non è di certo il primo fossile preistorico reperito in Italia. La cosa singolare sta nel fatto che i fossili di Homo Maschulus sono veramente rari. Questo ominide visse nel paleolitico contemporaneamente all’uomo di Neanderthal ma in zone molto distanti tra loro. La differenza sostanziale tra l’homo Maschulus e l’uomo di Neanderthal era nelle abitudini sociali. Ne abbiamo parlato a cena con la professoressa Ines Sperta, paleontologa di fama consolidata.

La luminare ci ha spiegato che mentre l’uomo di Neanderthal cominciava ad avvicinarsi alla monogamia, l’homo Maschulus rimaneva ancorato alle vecchie usanze degli antenati più scimmieschi, ovvero famiglie composte da un maschio dominante e numerose femmine sempre disposte all’accoppiamento. I nostri cugini, le scimmie, ancora vivono in questo modo e questo ci ha stimolato una riflessione. Ma non è forse che dietro a tanti insuccessi nelle coppie e nei matrimoni non c’è altro che un’aberrazione della nostra vera natura?. Lo stile di vita delle scimmie potrebbe sembrare tragicamente maschilista ma in realtà è solo il trionfo della natura. un maschio che si accoppia con tante femmine non fa che spargere i suoi geni e fortificare la sua razza.

Questo retaggio lo traduciamo oggi con la voglia di tradire e con l’insofferenza sessuale che caratterizza le coppie che dividono il letto da tanto tempo. Non è un caso che spesso, nella coppia, il primo a dimostrare cedimenti di carattere sessuale è il maschio, e non è un caso che un uomo oltre i quaranta comincia a dare di matto per le ventenni. Il vero motivo è che lui vede inconsciamente nella giovane femmina una madre nel pieno delle forze a cui donare il proprio seme e che puo’ generare un figlio sano e vigoroso.
I donnaioli più accaniti discendono probabilmente proprio dall’homo maschulus ma non sanno che la loro passione per le altre donne e l’indebolimento del rapporto con la propria moglie altri non è che un patrimonio genetico tramandato nei secoli. Per tutto il viaggio di ritorno abbiamo costruito questa tesi e ci siamo così gasati che ci siamo ripromessi di pubblicare un libro su questa teoria.

La sera stessa ho portato a cena mia moglie e le ho raccontato la teoria sviluppata con Greg. Ho parlato tutta la sera convinto dell’attendibilità delle mie ipotesi…solo quando mi ha detto “se te becco con un’altra te corco” ho cambiato argomento e abbandonato il progetto.