A spasso per Roma
DI EUGENIA SCIORILLIUna passeggiata con Antonio Pappano, direttore musicale dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia - tra il Pantheon e piazza Navona,
tra stradine un po’ nascoste e piazze animate da gente alla ricerca di piccoli
musei e di angoli quasi segreti. I Viaggi
NEL PASSATO di Antonio Pappano ci sono tutti
i "riti di passaggio" di tante famiglie del sud con
pochi mezzi e molte speranze: l’emigrazione verso
un luogo di grandi promesse – in questo caso
Londra –, le difficoltà di ambientarsi in una
terra dove tutti sono estranei, anche la lingua, e
poi la soddisfazione di essersi imposti all’attenzione degli altri grazie
al proprio talento. Nel presente del Maestro Pappano ci sono
il Covent Garden di Londra, con la Royal Opera e il Royal Ballet,
appuntamenti regolari con i calendari di celebri orchestre come
la London Symphony Orchestra, la Filarmonica di Berlino, la Royal
Concertgebouw Orchestra di Amsterdam, la Chicago Symphony
Orchestra… e poi, già da tre anni ormai, c’è l’Orchestra dell’Accademia
Nazionale di Santa Cecilia, di cui è direttore musicale.
Incontro Antonio Pappano, e gli chiedo che sensazioni prova nell’essere approdato a Roma dopo il suo soggiorno negli Stat…
Incontro Antonio Pappano, e gli chiedo che sensazioni prova nell’essere approdato a Roma dopo il suo soggiorno negli Stat…
NEL PASSATO di Antonio Pappano ci sono tutti
i "riti di passaggio" di tante famiglie del sud con
pochi mezzi e molte speranze: l’emigrazione verso
un luogo di grandi promesse – in questo caso
Londra –, le difficoltà di ambientarsi in una
terra dove tutti sono estranei, anche la lingua, e
poi la soddisfazione di essersi imposti all’attenzione degli altri grazie
al proprio talento. Nel presente del Maestro Pappano ci sono
il Covent Garden di Londra, con la Royal Opera e il Royal Ballet,
appuntamenti regolari con i calendari di celebri orchestre come
la London Symphony Orchestra, la Filarmonica di Berlino, la Royal
Concertgebouw Orchestra di Amsterdam, la Chicago Symphony
Orchestra… e poi, già da tre anni ormai, c’è l’Orchestra dell’Accademia
Nazionale di Santa Cecilia, di cui è direttore musicale.
Incontro Antonio Pappano, e gli chiedo che sensazioni prova nell’essere approdato a Roma dopo il suo soggiorno negli Stati Uniti, e le sue esperienze di Londra e Bruxelles (dove ha diretto per dieci anni il Teatro d’Opera de la Monnaie). Con il suo delizioso accento anglo-italiano, risponde: "Venendo accompagnato in macchina ogni giorno al Parco della Musica per le prove d’orchestra, i primi tempi mi capitava di essere troppo concentrato sulla musica e sui problemi quotidiani per dare uno sguardo oltre il finestrino. Invece, da un po’ di tempo, ho voglia di vedere che cosa c’è intorno, e ne rimango affascinato. Scopro arte, architettura, bellezza, decoro, gusto, maestà e allo stesso tempo delicatezza… tutte cose che Roma regala, e che non sono doni diversi da quelli che può offrire una sinfonia. Ho voglia di capire come questo è stato possibile in questa città, e sono fiero di essere qui”. Pappano aggiunge di abitare attualmente nella zona di piazza Venezia, in compagnia della moglie Pamela (una bella e giovane pianista americana che ha sposato dopo un lungo periodo di amicizia), e racconta: "Ogni domenica Pam e io facciamo una passeggiata tra il Pantheon e piazza Navona, ma amiamo camminare nelle stradine un po’ nascoste più che nelle piazze animate di gente, alla ricerca di piccoli musei o di angoli quasi segreti".
Le sue prime tappe del soggiorno romano avevano coinvolto, invece, la zona che circonda piazza del Popolo, "con quel bellissimo giardino romantico che offre l’hotel de Russie", ricorda il maestro. Un itinerario sulle orme più recenti del Maestro Pappano può cominciare da piazza Capranica, un incantevole capolavoro urbanistico che sfiora quasi il Pantheon e dove non manca una delizia sconosciuta ai turisti frettolosi: la farmacia della piazza, ospitata in stanze che hanno sfidato il tempo, come testimoniano il soffitto a cassettoni, le vetrine incassate nel legno di noce e una fontanella in marmo con la cannella a forma di serpente, che risale addirittura al Settecento. Un’altra delizia del Rione Campomarzio è Via di Sant’Eustachio, la cui impronta più suggestiva è la cascata di edera che copre le mura di un palazzo, mentre all’altro lato fanno bella mostra di sé i gerani fioriti dei balconi.
Ancora qualche passo, e si arriva al Caffè di Sant’Eustachio, uno storico locale inaugurato ottanta anni fa, meta preferita di Antonio Pappano quando desidera gustare una cioccolata calda. Se si alza lo sguardo, si può ammirare un capolavoro del Borromini: la chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza, con il suo originale campanile a spirale – la cui forma candida si staglia come una magia nelle giornate di sole – e la sua straordinaria cupola a chiocciola. Poco distante, in via della Pace, si affaccia il suggestivo Chiostro del Bramante, che da anni ospita periodicamente alcune delle più interessanti mostre che si possano visitare a Roma: quella attualmente in corso, fino al 24 febbraio, è dedicata ai Macchiaioli, con opere di Lega, Fattori e altri grandi artisti (per informazioni: tel. 06-68809036 – il sito).
Dividendosi tra due grandi metropoli come Londra e Roma, anche ad Antonio Pappano, come a tanti artisti sollecitati da impegni e fatiche, è venuto naturale scegliersi un rifugio immerso nella natura. La sua scelta è stata il Lago Trasimeno, e più precisamente Passignano, una località umbra lontana da ogni mondanità ma che offre una miscela incantata di alberi, lago e roccia, e che si può raggiungere da Roma in poco più di due ore. Anche per questo suo “buen retiro”, il maestro non è avaro in ricordi e commenti: “Mentre con mia moglie ero alla ricerca di un appartamento nel centro di Roma, una coppia di amici belgi che vivono a Londra hanno trovato una splendida villa a Passignano sul Trasimeno.
Noi ci siamo incuriositi, e neppure un mese dopo un’agenzia immobiliare ci ha proposto una piccola casa proprio lì vicino. Mia moglie è andata a vederla da sola, in avanscoperta, ma quando mi ha telefonato per darmi un giudizio, dal suo tono di voce ho capito che valeva la pena acquistarla. Poi ho visto la fotografia della veranda, ed è bastata quella foto per accettare la proposta”. E conclude: “Ogni volta che vado in quella casa, che domina il lago e offre una vista strepitosa, avverto una sensazione di tranquillità, di riposo interiore. C’è un’atmosfera particolare, quasi scozzese… E’ la mia isola di pace"
Incontro Antonio Pappano, e gli chiedo che sensazioni prova nell’essere approdato a Roma dopo il suo soggiorno negli Stati Uniti, e le sue esperienze di Londra e Bruxelles (dove ha diretto per dieci anni il Teatro d’Opera de la Monnaie). Con il suo delizioso accento anglo-italiano, risponde: "Venendo accompagnato in macchina ogni giorno al Parco della Musica per le prove d’orchestra, i primi tempi mi capitava di essere troppo concentrato sulla musica e sui problemi quotidiani per dare uno sguardo oltre il finestrino. Invece, da un po’ di tempo, ho voglia di vedere che cosa c’è intorno, e ne rimango affascinato. Scopro arte, architettura, bellezza, decoro, gusto, maestà e allo stesso tempo delicatezza… tutte cose che Roma regala, e che non sono doni diversi da quelli che può offrire una sinfonia. Ho voglia di capire come questo è stato possibile in questa città, e sono fiero di essere qui”. Pappano aggiunge di abitare attualmente nella zona di piazza Venezia, in compagnia della moglie Pamela (una bella e giovane pianista americana che ha sposato dopo un lungo periodo di amicizia), e racconta: "Ogni domenica Pam e io facciamo una passeggiata tra il Pantheon e piazza Navona, ma amiamo camminare nelle stradine un po’ nascoste più che nelle piazze animate di gente, alla ricerca di piccoli musei o di angoli quasi segreti".
Le sue prime tappe del soggiorno romano avevano coinvolto, invece, la zona che circonda piazza del Popolo, "con quel bellissimo giardino romantico che offre l’hotel de Russie", ricorda il maestro. Un itinerario sulle orme più recenti del Maestro Pappano può cominciare da piazza Capranica, un incantevole capolavoro urbanistico che sfiora quasi il Pantheon e dove non manca una delizia sconosciuta ai turisti frettolosi: la farmacia della piazza, ospitata in stanze che hanno sfidato il tempo, come testimoniano il soffitto a cassettoni, le vetrine incassate nel legno di noce e una fontanella in marmo con la cannella a forma di serpente, che risale addirittura al Settecento. Un’altra delizia del Rione Campomarzio è Via di Sant’Eustachio, la cui impronta più suggestiva è la cascata di edera che copre le mura di un palazzo, mentre all’altro lato fanno bella mostra di sé i gerani fioriti dei balconi.
Ancora qualche passo, e si arriva al Caffè di Sant’Eustachio, uno storico locale inaugurato ottanta anni fa, meta preferita di Antonio Pappano quando desidera gustare una cioccolata calda. Se si alza lo sguardo, si può ammirare un capolavoro del Borromini: la chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza, con il suo originale campanile a spirale – la cui forma candida si staglia come una magia nelle giornate di sole – e la sua straordinaria cupola a chiocciola. Poco distante, in via della Pace, si affaccia il suggestivo Chiostro del Bramante, che da anni ospita periodicamente alcune delle più interessanti mostre che si possano visitare a Roma: quella attualmente in corso, fino al 24 febbraio, è dedicata ai Macchiaioli, con opere di Lega, Fattori e altri grandi artisti (per informazioni: tel. 06-68809036 – il sito).
Dividendosi tra due grandi metropoli come Londra e Roma, anche ad Antonio Pappano, come a tanti artisti sollecitati da impegni e fatiche, è venuto naturale scegliersi un rifugio immerso nella natura. La sua scelta è stata il Lago Trasimeno, e più precisamente Passignano, una località umbra lontana da ogni mondanità ma che offre una miscela incantata di alberi, lago e roccia, e che si può raggiungere da Roma in poco più di due ore. Anche per questo suo “buen retiro”, il maestro non è avaro in ricordi e commenti: “Mentre con mia moglie ero alla ricerca di un appartamento nel centro di Roma, una coppia di amici belgi che vivono a Londra hanno trovato una splendida villa a Passignano sul Trasimeno.
Noi ci siamo incuriositi, e neppure un mese dopo un’agenzia immobiliare ci ha proposto una piccola casa proprio lì vicino. Mia moglie è andata a vederla da sola, in avanscoperta, ma quando mi ha telefonato per darmi un giudizio, dal suo tono di voce ho capito che valeva la pena acquistarla. Poi ho visto la fotografia della veranda, ed è bastata quella foto per accettare la proposta”. E conclude: “Ogni volta che vado in quella casa, che domina il lago e offre una vista strepitosa, avverto una sensazione di tranquillità, di riposo interiore. C’è un’atmosfera particolare, quasi scozzese… E’ la mia isola di pace"