I terribili 90 secondi
DI PIETRO PALLINIE' la durata della 'pax evacuation'. La procedura che serve far scendere dall'aereo tutti i passeggeri nel minor tempo possibile in caso di emergenza. I Viaggi
ALCUNI RECENTI avvenimenti hanno portato d'attualità il tema
di quella che noi chiamiamo "pax evacuation", vale a dire
quell'insieme di manovre tese a far scendere dall'aereo tutti i passeggeri
nel minor tempo possibile in caso di emergenza. E' un
eventualità remota, d'accordo, ma si comincia a studiarla addirittura
in fase di progettazione. Per mettere in servizio un aereo
di linea, si deve infatti dimostrare che è possibile far uscire tutti
i suoi occupanti in meno di novanta secondi. Su internet si possono
trovare i filmati di alcune di queste prove: pensate, 877 persone
che escono da un Airbus 380 in settantotto secondi... sembra
di assistere alle fughe di massa dei film di Ridolini. Ma non
ci si limita a questo, e la vita professionale di piloti e assistenti di
volo è scandita da continui addestramenti e controlli riguardanti
le manovre di evacuazione dei passeggeri.
Controlli e addestramenti che proseguono anche nella quotidiana routine lavorativa, perché una de…
Controlli e addestramenti che proseguono anche nella quotidiana routine lavorativa, perché una de…
ALCUNI RECENTI avvenimenti hanno portato d'attualità il tema
di quella che noi chiamiamo "pax evacuation", vale a dire
quell'insieme di manovre tese a far scendere dall'aereo tutti i passeggeri
nel minor tempo possibile in caso di emergenza. E' un
eventualità remota, d'accordo, ma si comincia a studiarla addirittura
in fase di progettazione. Per mettere in servizio un aereo
di linea, si deve infatti dimostrare che è possibile far uscire tutti
i suoi occupanti in meno di novanta secondi. Su internet si possono
trovare i filmati di alcune di queste prove: pensate, 877 persone
che escono da un Airbus 380 in settantotto secondi... sembra
di assistere alle fughe di massa dei film di Ridolini. Ma non
ci si limita a questo, e la vita professionale di piloti e assistenti di
volo è scandita da continui addestramenti e controlli riguardanti
le manovre di evacuazione dei passeggeri.
Controlli e addestramenti che proseguono anche nella quotidiana routine lavorativa, perché una delle prime cose che si fa arrivando a bordo è proprio la verifica delle “dotazioni di emergenza”. Inoltre, siccome il modo migliore di affrontare un imprevisto è... prevederlo, nei minuti che precedono il decollo e l'atterraggio, quando la “remota eventualità” potrebbe all'improvviso diventare meno remota, ciascuno in cuor suo fa un ripasso delle manovre da fare. Si chiama "self briefing", e se qualche volta vi dovesse capitare di vedere una hostess, seduta sul suo seggiolino, farsi improvvisamente seria e concentrata pochi attimi prima dell'atterraggio, sappiate che non c'è niente di cui preoccuparsi: sta solo ripassando, per l'ennesima volta, la procedura di abbandono rapido dell'aeromobile.
In questi casi, l'uscita avviene tramite dei grossi scivoli gonfiabili che gli assistenti di volo “sparano” fuori da ogni porta. Prima però si accertano che all'esterno non vi sia una situazione di pericolo, nel qual caso quella porta resterà chiusa e i passeggeri saranno dirottati verso altre uscite. “E i novanta secondi?”, direte voi. Ah già, mi ero dimenticato di dirvi che, proprio in previsione di una simile evenienza, il traguardo del "tutti fuori in un minuto e mezzo", quello dei filmati che girano su internet, deve essere raggiunto utilizzando solo la metà delle uscite esistenti... altro che comiche di Ridolini!
Controlli e addestramenti che proseguono anche nella quotidiana routine lavorativa, perché una delle prime cose che si fa arrivando a bordo è proprio la verifica delle “dotazioni di emergenza”. Inoltre, siccome il modo migliore di affrontare un imprevisto è... prevederlo, nei minuti che precedono il decollo e l'atterraggio, quando la “remota eventualità” potrebbe all'improvviso diventare meno remota, ciascuno in cuor suo fa un ripasso delle manovre da fare. Si chiama "self briefing", e se qualche volta vi dovesse capitare di vedere una hostess, seduta sul suo seggiolino, farsi improvvisamente seria e concentrata pochi attimi prima dell'atterraggio, sappiate che non c'è niente di cui preoccuparsi: sta solo ripassando, per l'ennesima volta, la procedura di abbandono rapido dell'aeromobile.
In questi casi, l'uscita avviene tramite dei grossi scivoli gonfiabili che gli assistenti di volo “sparano” fuori da ogni porta. Prima però si accertano che all'esterno non vi sia una situazione di pericolo, nel qual caso quella porta resterà chiusa e i passeggeri saranno dirottati verso altre uscite. “E i novanta secondi?”, direte voi. Ah già, mi ero dimenticato di dirvi che, proprio in previsione di una simile evenienza, il traguardo del "tutti fuori in un minuto e mezzo", quello dei filmati che girano su internet, deve essere raggiunto utilizzando solo la metà delle uscite esistenti... altro che comiche di Ridolini!