Viaggi

Campania

Guardando l'altra Napoli

Un territorio ricco di natura, arte e cultura. Da Mercogliano a Cimitile, Nola, Castellammare di Stabia, nel cuore dei Monti Lattari. I Viaggi

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UNA SOTTILE linea attraversa paesaggi, monti, colline, pianure e coste, un filo argenteo unisce e connette questa terra dominata da una natura dolce e placida, eppure a volte pericolosa e prepotente. La sua storia animata, spesso tragica, ed i suoi grandi contrasti si riflettono nella gente qualunque, nei grandi personaggi, nei volti antichi e nei suoni che raccontano di mori, di spagnoli, di francesi e di greci, di terremoti, vulcani e frane. Qui, dove venne realizzata la prima ferrovia nella storia italiana, la mitica Napoli-Portici, la sfida è vincere la corsa verso il futuro, un futuro che parla di trasporti ecologici, economici e di qualità. La storia passata ci racconta di treni a vapore colmi di vini preziosi che dalle colline campane raggiungevano il resto della penisola per allietare le tavole d’Italia, la storia futura si sta ancora costruendo, con la volontà di connettere attraverso un moderno sistema ferroviario tutta la Campania, con il sogno di stazioni all’avanguardia che nasceranno dagli ambiziosi progetti dei migliori architetti contemporanei. Ma il futuro è già realtà se si pensa al Metrò del Mare o al Biglietto Unico, lo stesso utilizzabile per la Metro di Napoli e per le linee regionali tra cui Circumvesuviana, Circumflegrea e Cumana.

[[ge:rep-locali:repubblica:117035652]]Allora partiamo, destinazioni diverse, lontane tra loro ma tutte accessibili e raggiungibili con il trasporto pubblico regionale. Mezzi diversi, ferrovia, autobus, funicolari, funivie, stesso lo scopo, farci muovere, farci arrivare attraverso panorami inaspettati e luoghi densi di leggendaria storia. L’alta velocità ci permette di raggiungere Napoli da Roma in 1 ora e 30 minuti, poi dalla Stazione Centrale saliamo su un treno destinazione Avellino, da qui comincia un viaggio che ricalca una strada antica, ricca di tradizione e fede. Giungiamo a Mercogliano, piccolo centro dell’Irpinia dove la funicolare in pochi minuti (sette per la precisione) si arrampica serena fino a 1500 metri sul livello del mare, un tratto in salita che sfida la gravità e ci consegna al Montevergine abbracciato da una nebbia fitta.

E’ l’inizio di febbraio, e se non fosse per la foschia potremmo godere di un panorama davvero invidiabile, quando è bel tempo, ci dicono, si vede perfino l’isola di Capri, lì verso la costa, mai tanto lontana eppure vicina. L’impervia salita fino al Santuario di Montevergine, fondato da S. Guglielmo nel XII secolo, un tempo veniva affrontata da muli, carretti e dalle gambe armate di fede e passione, la conquista dell’era moderna, la funicolare nata nel 1956, ha permesso ad un numero maggiore di fedeli, tra cui molti invalidi, di raggiungere il sacro monte e l’icona della Madonna. La tavola lignea risalente al XIII secolo, che oggi si può ammirare nella chiesa nuova, è stata cara ad alcuni grandi protagonisti del passato e amata da una moltitudine di uomini e donne appartenenti ai ceti più diversi, tutti uniti nell’adorazione di quella che è ritenuta la prima icona mariana. Dalla vetta del Montevergine lasciamo scomparire nella fitta nebbia il profilo del santuario, i suoi spazi ampi, silenziosi e sereni, è il momento di tornare a muoverci. La funicolare ci riconsegna a Mercogliano e da qui in autobus o in treno si raggiunge Cimitile, dove ci attendono le Basiliche Paleocristiane, un eccezionale gioiello archeologico. Questo è un sito unico e di grande impatto visivo che comprende diversi edifici religiosi chiamati appunto basiliche ed altri edifici minori, tutti eretti tra il II/III ed il XVIII secolo per un totale di 9000 metri quadrati di superficie.

[[ge:rep-locali:repubblica:117035653]]La peculiarità di questo luogo sono gli accostamenti e le sovrapposizioni di così tanti stili architettonici diversi. La ricchezza e l’importanza di queste strutture sono innegabili, se si considera che hanno resistito a frane, terremoti, inondazioni, oltre che all’incuria ed alla stupidità dell’uomo, alle invasioni ed alle guerre. Gli affreschi che hanno attraversato i secoli stupiscono per i colori caldi e vibranti, ci ammaliano l’oro dei mosaici bizantini e l’incredibile attualità dei graffiti di devozione del II secolo. Dalle meraviglie archeologiche di Cimitile passiamo a Nola per una visita alle botteghe dei carri da festa dove abili artisti della carta pesta lavorano da generazioni ai carri del carnevale, a quelli allegorici della Festa dei Gigli ed a scenografie teatrali, portando avanti una tradizione centenaria. Aspettano la Città della Cartapesta, prevista fra qualche anno, una grande struttura che ospiterà i laboratori degli artigiani oltre ad un piccolo museo e alle aree didattiche dove i visitatori potranno apprendere e toccare con mano i segreti di questa antica arte. Ci lasciamo alle spalle i colorati carri per dirigerci verso la costa e poi ancora più su, fino a sfidare il cielo, le strade strette, le curve dal panorama mozzafiato.

[[ge:rep-locali:repubblica:117035650]]Da Castellammare di Stabia, raggiunta con la circumvesuviana, si può prendere la funivia, da aprile a ottobre, oppure un autobus che arriva nel cuore della riserva naturale dei Monti Lattari, fino al Monte Faito. In questa oasi pullulante di vita e coperta da una fitta faggeta centenaria domina il silenzio fresco della natura, quello che ci colpisce è l’incredibile panorama che ci circonda; i nostri occhi spaziano dal Vesuvio a Capri, da Castellammare a Salerno, tutta la costa ci appare come in un sogno tra nuvole leggere e lampi di luce riflessi sull’acqua. Si lanciano con il parapendio da qui per atterrare su una delle spiagge del golfo, e l’esperienza deve essere davvero incredibile, non meno emozionante una scalata con le guide alpine, oppure una passeggiata a cavallo o qualche ora di serena contemplazione da una terrazza d’atmosfera sulla terra campana.