Quel mostro da scherzo
Avvistamenti, curiosità e paure ma in realtà nessuna prova della sua esistenza: la gigantesca creatura creatura del lago sembra proprio solo frutto della fantasia. I Viaggi
Duole dirlo, perché in fondo lui, il “mostro”, alla fine è proprio
simpatico. Ma quello di Loch Ness, detto anche Nessie, se è
certamente ormai una creatura leggendaria, che tanto ha fatto parlare
di sé fin dal 590 dopo Cristo, è altrettanto vero che nel tempo si è
dimostrato anche un grande imbroglione.
E sì, perché non solo non esiste ancora nessuna prova inequivocabile della sua esistenza, ma si è accertato che le uniche foto che lo ritrassero in un lontano giovedì di aprile del 1934, si sono rivelate fasulle. Fu uno scherzo organizzato da un gruppo di amici che scattarono un’istantanea ad un modellino di plastica. Istantanea che fece il giro del mondo.
La storia del "mostro" tuttavia, è punteggiata da periodici avvistamenti che ebbero inizio - appunto - nel 590 dopo Cristo, quando un monaco raccontò del funerale di un abitante delle coste del lago ucciso da una "selvaggia bestia marina", che però egli riuscì a scaccia…
E sì, perché non solo non esiste ancora nessuna prova inequivocabile della sua esistenza, ma si è accertato che le uniche foto che lo ritrassero in un lontano giovedì di aprile del 1934, si sono rivelate fasulle. Fu uno scherzo organizzato da un gruppo di amici che scattarono un’istantanea ad un modellino di plastica. Istantanea che fece il giro del mondo.
La storia del "mostro" tuttavia, è punteggiata da periodici avvistamenti che ebbero inizio - appunto - nel 590 dopo Cristo, quando un monaco raccontò del funerale di un abitante delle coste del lago ucciso da una "selvaggia bestia marina", che però egli riuscì a scaccia…
Duole dirlo, perché in fondo lui, il “mostro”, alla fine è proprio
simpatico. Ma quello di Loch Ness, detto anche Nessie, se è
certamente ormai una creatura leggendaria, che tanto ha fatto parlare
di sé fin dal 590 dopo Cristo, è altrettanto vero che nel tempo si è
dimostrato anche un grande imbroglione.
E sì, perché non solo non esiste ancora nessuna prova inequivocabile della sua esistenza, ma si è accertato che le uniche foto che lo ritrassero in un lontano giovedì di aprile del 1934, si sono rivelate fasulle. Fu uno scherzo organizzato da un gruppo di amici che scattarono un’istantanea ad un modellino di plastica. Istantanea che fece il giro del mondo.
La storia del "mostro" tuttavia, è punteggiata da periodici avvistamenti che ebbero inizio - appunto - nel 590 dopo Cristo, quando un monaco raccontò del funerale di un abitante delle coste del lago ucciso da una "selvaggia bestia marina", che però egli riuscì a scacciare con le preghiere. Da allora di allarmi di cui si è avuta notizia, provocati da persone che ritenevano di averlo visto, se ne sono contati una quindicina.
Gli avvistamenti di "Nessie" cominciarono a diffondersi già nell'aprile del 1933, quando fu costruita una nuova strada sulla riva settentrionale del lago in Scozia. Una coppia del luogo vide una creatura enorme con due grosse gobbe nuotare nel lago. Altre due persone videro poi uno strano animale con una pecora in bocca attraversare la strada. Nonostante sia stato creato il Loch Ness Investigation Bureau (l'ufficio di ricerca sul “mostro” di Lochness), molti scienziati continuano a sostenere che il “mostro” di Lochness sia solo una fantasia. L'ultimo presunto avvistamento risale al 26 maggio scorso ad opera di Gordon Holmes, un tecnico di laboratorio che ha filmato una sagoma nuotare nel lago.
Di fronte a quella che ha tutta l’aria di essere più che altro una leggenda, capace di tramandarsi per secoli – come ogni leggenda che si rispetti - la comunità degli zoologi pensa che il "mostro" semplicemente non esista. E questo per due serie di ragioni: primo, nessun avvistamento o ritrovamento di tracce, resti animali al di sopra di ogni ragionevole dubbio è stato mai documentato, nonostante sulle rive del lago sia stato trovato recentemente un fossile di plesiosauro; secondo, la piramide alimentare di un lago relativamente piccolo come il Loch Ness non potrebbe sostenere la vita di una famiglia di predatori delle dimensioni del presunto mostro.
Eppure di esperimenti per accertarne stanarlo ne sono stati fatti. Sono state persino gettate esche di vario tipo nelle acque lel lago, che però non portarono ad alcun risultato. Anche qui però i sostenitori dell'esistenza del “mostro” non si sono dati per vinti, ed hanno ipotizzato che al momento del tentativo il "mostro" potrebbe non essere stato in acqua o comunque non aver gradito il cibo.... Per tentare di controbattere i dubbi relativi all'alimentazione della gigantesca creatura è stata anche avanzata l'ipotesi secondo la quale nel fondo del lago ci sarebbe un canale sconosciuto che lo collega al Mare del Nord. Teoria che spiegherebbe anche l'assenza di ossa e altri resti sul fondale del lago. Ma al momento, anche su questo punto non ci sono prove di canali che conducono al mare.
Intanto, l'ipotesi che riscuote più successo fra i sostenitori dell'esistenza del "mostro" è che si tratti di uno o più plesiosauri (vissuti circa 6 milioni di anni fa) sopravvissuti in qualche modo all'estinzione. Bisogna precisare che, in ogni caso, la creatura non si potrebbe comunque definire propriamente un dinosauro, poiché i rettili marini dell'era mesozoica erano solo "parenti" dei dinosauri, vissuti unicamente sulla terraferma. Alcuni sostenitori dell'esistenza del “mostro” affermano che vi sono testimonianze in cui Nessie sarebbe stato visto entrare in acqua con prede cacciate sulla terraferma e che questo starebbe ad indicare che non si ciba (o almeno non in via esclusiva) di pesce, mentre riguardo agli spazi essa in tal modo non avrebbe a disposizione solo il piccolo Loch Ness, ma anche la terraferma, dove avrebbe potuto rifugiarsi. Le pinne però indicherebbero che Nessie è un animale marino, e quindi avrebbe avuto bisogno di ritornare almeno periodicamente in acqua.
Gli scettici fanno tuttavia notare che un animale della stazza di un dinosauro assai difficilmente potrebbe passare inosservato sulla terraferma e che nessuna testimonianza finora è risultata effettivamente credibile.
E sì, perché non solo non esiste ancora nessuna prova inequivocabile della sua esistenza, ma si è accertato che le uniche foto che lo ritrassero in un lontano giovedì di aprile del 1934, si sono rivelate fasulle. Fu uno scherzo organizzato da un gruppo di amici che scattarono un’istantanea ad un modellino di plastica. Istantanea che fece il giro del mondo.
La storia del "mostro" tuttavia, è punteggiata da periodici avvistamenti che ebbero inizio - appunto - nel 590 dopo Cristo, quando un monaco raccontò del funerale di un abitante delle coste del lago ucciso da una "selvaggia bestia marina", che però egli riuscì a scacciare con le preghiere. Da allora di allarmi di cui si è avuta notizia, provocati da persone che ritenevano di averlo visto, se ne sono contati una quindicina.
Gli avvistamenti di "Nessie" cominciarono a diffondersi già nell'aprile del 1933, quando fu costruita una nuova strada sulla riva settentrionale del lago in Scozia. Una coppia del luogo vide una creatura enorme con due grosse gobbe nuotare nel lago. Altre due persone videro poi uno strano animale con una pecora in bocca attraversare la strada. Nonostante sia stato creato il Loch Ness Investigation Bureau (l'ufficio di ricerca sul “mostro” di Lochness), molti scienziati continuano a sostenere che il “mostro” di Lochness sia solo una fantasia. L'ultimo presunto avvistamento risale al 26 maggio scorso ad opera di Gordon Holmes, un tecnico di laboratorio che ha filmato una sagoma nuotare nel lago.
Di fronte a quella che ha tutta l’aria di essere più che altro una leggenda, capace di tramandarsi per secoli – come ogni leggenda che si rispetti - la comunità degli zoologi pensa che il "mostro" semplicemente non esista. E questo per due serie di ragioni: primo, nessun avvistamento o ritrovamento di tracce, resti animali al di sopra di ogni ragionevole dubbio è stato mai documentato, nonostante sulle rive del lago sia stato trovato recentemente un fossile di plesiosauro; secondo, la piramide alimentare di un lago relativamente piccolo come il Loch Ness non potrebbe sostenere la vita di una famiglia di predatori delle dimensioni del presunto mostro.
Eppure di esperimenti per accertarne stanarlo ne sono stati fatti. Sono state persino gettate esche di vario tipo nelle acque lel lago, che però non portarono ad alcun risultato. Anche qui però i sostenitori dell'esistenza del “mostro” non si sono dati per vinti, ed hanno ipotizzato che al momento del tentativo il "mostro" potrebbe non essere stato in acqua o comunque non aver gradito il cibo.... Per tentare di controbattere i dubbi relativi all'alimentazione della gigantesca creatura è stata anche avanzata l'ipotesi secondo la quale nel fondo del lago ci sarebbe un canale sconosciuto che lo collega al Mare del Nord. Teoria che spiegherebbe anche l'assenza di ossa e altri resti sul fondale del lago. Ma al momento, anche su questo punto non ci sono prove di canali che conducono al mare.
Intanto, l'ipotesi che riscuote più successo fra i sostenitori dell'esistenza del "mostro" è che si tratti di uno o più plesiosauri (vissuti circa 6 milioni di anni fa) sopravvissuti in qualche modo all'estinzione. Bisogna precisare che, in ogni caso, la creatura non si potrebbe comunque definire propriamente un dinosauro, poiché i rettili marini dell'era mesozoica erano solo "parenti" dei dinosauri, vissuti unicamente sulla terraferma. Alcuni sostenitori dell'esistenza del “mostro” affermano che vi sono testimonianze in cui Nessie sarebbe stato visto entrare in acqua con prede cacciate sulla terraferma e che questo starebbe ad indicare che non si ciba (o almeno non in via esclusiva) di pesce, mentre riguardo agli spazi essa in tal modo non avrebbe a disposizione solo il piccolo Loch Ness, ma anche la terraferma, dove avrebbe potuto rifugiarsi. Le pinne però indicherebbero che Nessie è un animale marino, e quindi avrebbe avuto bisogno di ritornare almeno periodicamente in acqua.
Gli scettici fanno tuttavia notare che un animale della stazza di un dinosauro assai difficilmente potrebbe passare inosservato sulla terraferma e che nessuna testimonianza finora è risultata effettivamente credibile.