Mamma, prendo l'aereo. Il sessanta per cento degli under 14, secondo l'Istat, l'anno scorso ha fatto una vacanza estiva senza genitori. Ma il turismo per ragazzi (con o senza la famiglia) è un'opportunità - se si vuole, un business - ancora dagli ampi margini di crescita, specie qualitativa. Gli operatori italiani del settore si stanno lentamente svegliando e può servire anche un'iniziativa come Children's tour (www.childrenstour.it) il salone delle vacanze per i più piccoli, giunto alla quinta edizione, a Modena questo weekend. L'Italia è parecchio indietro rispetto a molti Paesi europei, specie del Nord, nell'offerta dedicata alle famiglie: pochissime strutture di livello adeguate alle esigenze, scarse o inesistenti politiche attrattive (soprattutto sul piano economico).
Se si eccettuano alcune zone di forte tradizione turistica familiare, come la Romagna, e i villaggi, i genitori sanno bene che in molti, troppi, alberghi i bambini sono tutt' al più tollerati. "In questi anni" conferma Giovanna Mattiolo di Tourist trend (www.tourist-trend.it) società di marketing, "è emersa fortemente la scarsa preparazione degli operatori. Eppure è un mercato dalle vastissime potenzialità, perché le famiglie sono dieci milioni e il 61 per cento ha figli sotto i 14 anni: è un business, mica beneficienza. Senza dimenticare che i bambini sono i turisti di domani. Salvo alcune aree più attente, in Alto Adige, Toscana, Romagna e Liguria, gli operatori non hanno preparazione, strutture e formazione adeguata. Non basta che in hotel ci sia una stanzetta due metri per tre con due giocattoli vecchi per allestire un'accoglienza. Servono strumenti, infrastrutture, servizi, animazione e, a livello locale, parchi, attrazioni, eventi mirati a quel target. Manca un sistema di rete".
Ben venga dunque una kermesse fieristica, l'unica italiana aperta al pubblico e agli addetti ai lavori, dove conoscere quello che offre il panorama e quello che chiede il pubblico. E dove premiare chi pensa anche ai mini-turisti. Tra le idee che si possono trovare, per esempio, il Parco di Pinocchio a Collodi (Pistoia) che esiste da tantissimi anni ma che propone la Collodi Butterfly House (www.pinocchio.it/butterflyhouse) una serra con migliaia di farfalle. Al Parco Natura Viva di Bussolengo (Verona) i bimbi possono invece familiarizzare con gli animali della fattoria. Ad Omega (Verbania), città natale di Gianni Rodari, il Parco della Fantasia stimola poi la creatività dei suoi ospiti facendo fare loro esperienze di grafica, scrittura creativa, teatro di figura e gioco.
Tra gli espositori, anche alcuni musei europei che hanno speciali sezioni dedicate ai bambini (il Centre Pompidou di Parigi, la Tate Modern di Londra, il Tropenmuseum di Amsterdam). È presente anche la Città della Scienza di Napoli. Da sottolineare un fenomeno che ha preso sempre più piede negli ultimi anni: quello dei camp sportivi. Coni, Uisp, Csi, scuole calcio e Wwf organizzano soggiorni attivi molto frequentati dove i ragazzi possono praticare qualsiasi tipo di attività sportiva.
A Children's Tour ci sarà anche uno spazio dedicato all'alimentazione a misura di bambino che in troppi posti si limita a essere concepita come una porzione ridotta o, al massimo, come cotoletta e patate fritte. Una buona idea, a questo proposito, l'ha avuta a Bologna chi ha aperto il primo ristorante per bambini della città, chiamato Babette (www.dababette.it)dove i piccoli, invece di restare inchiodati a tavola, possono giocare, seguiti dalle animatrici, in un'area a loro dedicata mentre gli adulti cenano in pace.
Un'altra voce da sempre importante del turismo minorenne è quella delle gite scolastiche. Secondo il Centro studi turistici di Firenze che ha allestito un apposito osservatorio, ogni anno si muovono 4,5 milioni di studenti fra viaggi d'istruzione, visite didattiche e scambi culturali, per un fatturato intorno ai 720 milioni di euro. I dati del Touring club italiano, in verità, sono meno entusiastici e, pur indicando un coinvolgimento di due terzi degli studenti, ridimensionano poi notevolmente le stime. In effetti la gita, un tempo appuntamento fisso, oggi riguarderebbe solo la metà delle classi: l'abitudine è stata minata dai costi ma anche dall'indisciplina dei più grandi, che sconfina nel vandalismo, tanto che molti professori non se la sentono più di affrontare questa avventura.
Comunque sia, le scuole puntano sempre di più su località alternative (Ravenna, Mantova, Torino e Perugia in testa), mentre all'estero si fa rotta su Barcellona, Praga, Parigi e Vienna. Più recentemente, sono state scoperte Stoccarda, Monaco, Salisburgo e Madrid. Gli operatori, però, anche su questo fronte rimangono pigri nel rinnovare le proposte. E allora, ben vengano le idee dalla fiera...
Se si eccettuano alcune zone di forte tradizione turistica familiare, come la Romagna, e i villaggi, i genitori sanno bene che in molti, troppi, alberghi i bambini sono tutt' al più tollerati. "In questi anni" conferma Giovanna Mattiolo di Tourist trend (www.tourist-trend.it) società di marketing, "è emersa fortemente la scarsa preparazione degli operatori. Eppure è un mercato dalle vastissime potenzialità, perché le famiglie sono dieci milioni e il 61 per cento ha figli sotto i 14 anni: è un business, mica beneficienza. Senza dimenticare che i bambini sono i turisti di domani. Salvo alcune aree più attente, in Alto Adige, Toscana, Romagna e Liguria, gli operatori non hanno preparazione, strutture e formazione adeguata. Non basta che in hotel ci sia una stanzetta due metri per tre con due giocattoli vecchi per allestire un'accoglienza. Servono strumenti, infrastrutture, servizi, animazione e, a livello locale, parchi, attrazioni, eventi mirati a quel target. Manca un sistema di rete".
Ben venga dunque una kermesse fieristica, l'unica italiana aperta al pubblico e agli addetti ai lavori, dove conoscere quello che offre il panorama e quello che chiede il pubblico. E dove premiare chi pensa anche ai mini-turisti. Tra le idee che si possono trovare, per esempio, il Parco di Pinocchio a Collodi (Pistoia) che esiste da tantissimi anni ma che propone la Collodi Butterfly House (www.pinocchio.it/butterflyhouse) una serra con migliaia di farfalle. Al Parco Natura Viva di Bussolengo (Verona) i bimbi possono invece familiarizzare con gli animali della fattoria. Ad Omega (Verbania), città natale di Gianni Rodari, il Parco della Fantasia stimola poi la creatività dei suoi ospiti facendo fare loro esperienze di grafica, scrittura creativa, teatro di figura e gioco.
Tra gli espositori, anche alcuni musei europei che hanno speciali sezioni dedicate ai bambini (il Centre Pompidou di Parigi, la Tate Modern di Londra, il Tropenmuseum di Amsterdam). È presente anche la Città della Scienza di Napoli. Da sottolineare un fenomeno che ha preso sempre più piede negli ultimi anni: quello dei camp sportivi. Coni, Uisp, Csi, scuole calcio e Wwf organizzano soggiorni attivi molto frequentati dove i ragazzi possono praticare qualsiasi tipo di attività sportiva.
A Children's Tour ci sarà anche uno spazio dedicato all'alimentazione a misura di bambino che in troppi posti si limita a essere concepita come una porzione ridotta o, al massimo, come cotoletta e patate fritte. Una buona idea, a questo proposito, l'ha avuta a Bologna chi ha aperto il primo ristorante per bambini della città, chiamato Babette (www.dababette.it)dove i piccoli, invece di restare inchiodati a tavola, possono giocare, seguiti dalle animatrici, in un'area a loro dedicata mentre gli adulti cenano in pace.
Un'altra voce da sempre importante del turismo minorenne è quella delle gite scolastiche. Secondo il Centro studi turistici di Firenze che ha allestito un apposito osservatorio, ogni anno si muovono 4,5 milioni di studenti fra viaggi d'istruzione, visite didattiche e scambi culturali, per un fatturato intorno ai 720 milioni di euro. I dati del Touring club italiano, in verità, sono meno entusiastici e, pur indicando un coinvolgimento di due terzi degli studenti, ridimensionano poi notevolmente le stime. In effetti la gita, un tempo appuntamento fisso, oggi riguarderebbe solo la metà delle classi: l'abitudine è stata minata dai costi ma anche dall'indisciplina dei più grandi, che sconfina nel vandalismo, tanto che molti professori non se la sentono più di affrontare questa avventura.
Comunque sia, le scuole puntano sempre di più su località alternative (Ravenna, Mantova, Torino e Perugia in testa), mentre all'estero si fa rotta su Barcellona, Praga, Parigi e Vienna. Più recentemente, sono state scoperte Stoccarda, Monaco, Salisburgo e Madrid. Gli operatori, però, anche su questo fronte rimangono pigri nel rinnovare le proposte. E allora, ben vengano le idee dalla fiera...