Il mistero della scia
di Pietro PalliniParte dell'opinione pubblica si schiera contro le scie chimiche lasciati dagli aerei nei cieli. Eppure, spesso, si tratta solo di pericolosissima acqua. I Viaggi
Gira da qualche tempo in rete un appello che chiama alla mobilitazione contro la diffusione delle scie chimiche nei cieli. A dire il vero è ben più della solita catena di email: esistono diversi siti che parlano di una teoria di manipolazione e controllo del clima, e mi dicono addirittura che la cosa sia approdata in prima serata su una televisione a diffusione nazionale.
Tanto per cambiare, ero a spasso da qualche parte del mondo e mi sono perso la trasmissione, ma sono andato a visitare alcuni dei siti dedicati all'argomento, dove ho potuto reperire una bella quantità di fotografie di quelle che, a mio avviso, altro non sono che forme, a volte molto spettacolari e insolite, occorre dirlo, di “contrails”, parola nata dalla contrazione dell'inglese “condensation trails”: in italiano, scie di condensazione.
L'acqua è uno dei prodotti secondari della combustione e a valle di un motore a getto viene sempre rilasciata una certa quantità di vapore acqueo che…
Tanto per cambiare, ero a spasso da qualche parte del mondo e mi sono perso la trasmissione, ma sono andato a visitare alcuni dei siti dedicati all'argomento, dove ho potuto reperire una bella quantità di fotografie di quelle che, a mio avviso, altro non sono che forme, a volte molto spettacolari e insolite, occorre dirlo, di “contrails”, parola nata dalla contrazione dell'inglese “condensation trails”: in italiano, scie di condensazione.
L'acqua è uno dei prodotti secondari della combustione e a valle di un motore a getto viene sempre rilasciata una certa quantità di vapore acqueo che…
Gira da qualche tempo in rete un appello che chiama alla mobilitazione contro la diffusione delle scie chimiche nei cieli. A dire il vero è ben più della solita catena di email: esistono diversi siti che parlano di una teoria di manipolazione e controllo del clima, e mi dicono addirittura che la cosa sia approdata in prima serata su una televisione a diffusione nazionale.
Tanto per cambiare, ero a spasso da qualche parte del mondo e mi sono perso la trasmissione, ma sono andato a visitare alcuni dei siti dedicati all'argomento, dove ho potuto reperire una bella quantità di fotografie di quelle che, a mio avviso, altro non sono che forme, a volte molto spettacolari e insolite, occorre dirlo, di “contrails”, parola nata dalla contrazione dell'inglese “condensation trails”: in italiano, scie di condensazione.
L'acqua è uno dei prodotti secondari della combustione e a valle di un motore a getto viene sempre rilasciata una certa quantità di vapore acqueo che, in determinate condizioni di temperatura e pressione, condensa e si congela, dando origine a scie composte da microscopici aghi di ghiaccio. Si formano a temperature inferiori ai venticinque gradi sotto zero (intorno ai cinquemila metri di quota, in inverno) ma sono più dense e persistenti quando si scende sotto ai meno quaranta. Se poi l'aria è già molto umida la loro estensione aumenta e, trasportate dai venti, assumono forme strane e suggestive.
Acqua, dunque, e non strane sostanze chimiche. L'aumento del numero dei voli, la grande diffusione di aerei in grado di volare a quote dove la temperatura è molto bassa e la precisione dei moderni apparati di navigazione (che consente di tracciare più rotte aeree) hanno fatto sì che le “strisce bianche nel cielo azzurro per incantare e far sognare i bambini” di endrighiana memoria, sulle quali ho anch'io a suo tempo fantasticato, si siano moltiplicate fino a disegnare nei cieli i complicatissimi reticolati immortalati nelle foto del sito che andavo visitando.
Ma immaginate la mia sorpresa nel trovare, tra le altre, anche una splendida istantanea dell'aereo che sono solito pilotare, e il mio stupore è vieppiù aumentato quando, leggendo in didascalia la data, l'ora e il luogo dello scatto, mi sono reso conto che lo sciagurato responsabile di quella scia ero proprio io.
Tanto per cambiare, ero a spasso da qualche parte del mondo e mi sono perso la trasmissione, ma sono andato a visitare alcuni dei siti dedicati all'argomento, dove ho potuto reperire una bella quantità di fotografie di quelle che, a mio avviso, altro non sono che forme, a volte molto spettacolari e insolite, occorre dirlo, di “contrails”, parola nata dalla contrazione dell'inglese “condensation trails”: in italiano, scie di condensazione.
L'acqua è uno dei prodotti secondari della combustione e a valle di un motore a getto viene sempre rilasciata una certa quantità di vapore acqueo che, in determinate condizioni di temperatura e pressione, condensa e si congela, dando origine a scie composte da microscopici aghi di ghiaccio. Si formano a temperature inferiori ai venticinque gradi sotto zero (intorno ai cinquemila metri di quota, in inverno) ma sono più dense e persistenti quando si scende sotto ai meno quaranta. Se poi l'aria è già molto umida la loro estensione aumenta e, trasportate dai venti, assumono forme strane e suggestive.
Acqua, dunque, e non strane sostanze chimiche. L'aumento del numero dei voli, la grande diffusione di aerei in grado di volare a quote dove la temperatura è molto bassa e la precisione dei moderni apparati di navigazione (che consente di tracciare più rotte aeree) hanno fatto sì che le “strisce bianche nel cielo azzurro per incantare e far sognare i bambini” di endrighiana memoria, sulle quali ho anch'io a suo tempo fantasticato, si siano moltiplicate fino a disegnare nei cieli i complicatissimi reticolati immortalati nelle foto del sito che andavo visitando.
Ma immaginate la mia sorpresa nel trovare, tra le altre, anche una splendida istantanea dell'aereo che sono solito pilotare, e il mio stupore è vieppiù aumentato quando, leggendo in didascalia la data, l'ora e il luogo dello scatto, mi sono reso conto che lo sciagurato responsabile di quella scia ero proprio io.