In Portogallo, stando ai detti popolari, le cose funzionano così: Coimbra studia, Braga prega, Lisbona si mette in mostra e Oporto lavora. Eppure, la seconda città del Portogallo – un milione e mezzo di abitanti, se si considera l’area metropolitana – adagiata sulla riva settentrionale del fiume Douro, poco lontano dall'Oceano Atlantico, di "tipicamente operoso" non ha quasi nulla. Anzi. Oporto si presenta come un luogo tranquillo, pieno di attrattive e ricco di storia, con evidenti impronte che risalgono all’epoca romana. Tra le cose più belle di questa città ci sono i ponti, quattro dei quali sono di stile moderno, e due ottocenteschi, ma tutti straordinariamente spettacolari.
Tuttavia, per unanime verdetto, Oporto (che poi sarebbe Porto, solo con l’articolo determinativo portoghese attaccato “o Porto”) emana il suo fascino dalla vita quotidiana, dal pulsare giornaliero della gente che qui abita. Dunque, bella quanto Lisbona, ma forse con un pizzico di attrazione seduttiva in più, dovuta proprio alla sua spontanea briosità. La festa cittadina per eccellenza è, appunto, il 24 giugno, giorno di San Giovanni Battista, quando - oltre alla regata storica - la gente si riversa per le strade colpendosi sulla testa con porri o martelli di plastica leggera, come quelli di carnevale. Tutto questo, mentre palloni di carta illuminati dalle candele si alzano in cielo, quando si fa buio.
È forse inutile ricordare che Oporto, oltre ad avere una innumerevole quantità di ristoranti e trattorie dove, chi ama il baccalà, può sbizzarrirsi ad assaggiare ricette tra le più varie, è forse soprattutto la capitale dell’omonimo vino, uno dei prodotti portoghesi più apprezzati a livello internazionale. I riferimenti storici alla città risalgono al V secolo e all'epoca romana. Nel periodo precedente alla fondazione del Portogallo, era chiamata Portus Cale (Porto di Cale). Il territorio circostante venne quindi detto Condado Portucalense. Questa nazione divenne in seguito il regno indipendente chiamato Portogallo, che si espanse fino ai suoi attuali confini meridionali e in seguito riconquistò il territorio perso ai mori invasori, durante il regno del Re Dom Afonso Henriques, o Conquistador, all'inizio del primo millennio. Oporto fu anche teatro del matrimonio tra Giovanni I e Filippa di Lancaster, che simboleggia la duratura alleanza militare tra Portogallo e Inghilterra. Secondo una leggenda molto diffusa, dopo la sconfitta subita da Re Roderico ad opera degli arabi, l'arcivescovo di Oporto e sei dei suoi vescovi sarebbero fuggiti in un'isola detta Ilha, o delle sette città, identificata poi con Antilia.
La città è connessa internamente da un estesa rete di autobus e da una metropolitana mista, che opera sia nel sottosuolo che in superficie. La capacità del sistema stradale è aumentata dalla Via de Cintura Interna, un'autostrada interna connessa a diverse autostrade nazionali e ad uscite per la città, che complementa la Circunvalação a 4 corsie, che fiancheggia la parte nord della città e collega la parte est alla costa atlantica.
Sono diverse le bellezze architettoniche che adornano la città, dal corso principale nel centro città Avenida dos Aliados Viale degli Alleati, in ricordo della partecipazione portoghese alla prima guerra mondiale, ai magnifici giardini del Palacio de Cristal, e dalle chiese romaniche, alla miriade di piastrelle dipinte che adornano l'interno della stazione di São Bento e l'esterno della chiesa di Santo Ildefonso.
Tra i musei, da segnalare Casa-Museo Fundaçao Eng. Antonio de Almeida, una collezione di arredamenti, arazzi, dipinti e porcellane, oltre ad una raccolta numismatica con monete greche, romane, bizantine, francesi e portoghesi. Casa-Museo Guerra Junqueiro (Camera Municipal) una collezione d'arte della raccolta del poeta Guerra Junqueiro: sculture, arredamenti, ceramiche, oreficeria. Casa-Museo Marta Ortigao Sampaio (Camera Municipal), collezione di pittura e arredamenti. Centro Portugues de Fotografia, Fundaçao Dr. Antonio Cupertino de Miranda, Museo do Popel Moeda, con una collezione di banconote e di miniature.
Tuttavia, per unanime verdetto, Oporto (che poi sarebbe Porto, solo con l’articolo determinativo portoghese attaccato “o Porto”) emana il suo fascino dalla vita quotidiana, dal pulsare giornaliero della gente che qui abita. Dunque, bella quanto Lisbona, ma forse con un pizzico di attrazione seduttiva in più, dovuta proprio alla sua spontanea briosità. La festa cittadina per eccellenza è, appunto, il 24 giugno, giorno di San Giovanni Battista, quando - oltre alla regata storica - la gente si riversa per le strade colpendosi sulla testa con porri o martelli di plastica leggera, come quelli di carnevale. Tutto questo, mentre palloni di carta illuminati dalle candele si alzano in cielo, quando si fa buio.
È forse inutile ricordare che Oporto, oltre ad avere una innumerevole quantità di ristoranti e trattorie dove, chi ama il baccalà, può sbizzarrirsi ad assaggiare ricette tra le più varie, è forse soprattutto la capitale dell’omonimo vino, uno dei prodotti portoghesi più apprezzati a livello internazionale. I riferimenti storici alla città risalgono al V secolo e all'epoca romana. Nel periodo precedente alla fondazione del Portogallo, era chiamata Portus Cale (Porto di Cale). Il territorio circostante venne quindi detto Condado Portucalense. Questa nazione divenne in seguito il regno indipendente chiamato Portogallo, che si espanse fino ai suoi attuali confini meridionali e in seguito riconquistò il territorio perso ai mori invasori, durante il regno del Re Dom Afonso Henriques, o Conquistador, all'inizio del primo millennio. Oporto fu anche teatro del matrimonio tra Giovanni I e Filippa di Lancaster, che simboleggia la duratura alleanza militare tra Portogallo e Inghilterra. Secondo una leggenda molto diffusa, dopo la sconfitta subita da Re Roderico ad opera degli arabi, l'arcivescovo di Oporto e sei dei suoi vescovi sarebbero fuggiti in un'isola detta Ilha, o delle sette città, identificata poi con Antilia.
La città è connessa internamente da un estesa rete di autobus e da una metropolitana mista, che opera sia nel sottosuolo che in superficie. La capacità del sistema stradale è aumentata dalla Via de Cintura Interna, un'autostrada interna connessa a diverse autostrade nazionali e ad uscite per la città, che complementa la Circunvalação a 4 corsie, che fiancheggia la parte nord della città e collega la parte est alla costa atlantica.
Sono diverse le bellezze architettoniche che adornano la città, dal corso principale nel centro città Avenida dos Aliados Viale degli Alleati, in ricordo della partecipazione portoghese alla prima guerra mondiale, ai magnifici giardini del Palacio de Cristal, e dalle chiese romaniche, alla miriade di piastrelle dipinte che adornano l'interno della stazione di São Bento e l'esterno della chiesa di Santo Ildefonso.
Tra i musei, da segnalare Casa-Museo Fundaçao Eng. Antonio de Almeida, una collezione di arredamenti, arazzi, dipinti e porcellane, oltre ad una raccolta numismatica con monete greche, romane, bizantine, francesi e portoghesi. Casa-Museo Guerra Junqueiro (Camera Municipal) una collezione d'arte della raccolta del poeta Guerra Junqueiro: sculture, arredamenti, ceramiche, oreficeria. Casa-Museo Marta Ortigao Sampaio (Camera Municipal), collezione di pittura e arredamenti. Centro Portugues de Fotografia, Fundaçao Dr. Antonio Cupertino de Miranda, Museo do Popel Moeda, con una collezione di banconote e di miniature.