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Il fascino discreto dei laghi

Un breve viaggio attraversp gli specchi d'acqua laziali visti con le leggende, i miti e i misteri che li circondano. da Bolsena a Vico, da Albano a Ninfa. I Viaggi
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Tra laghi, laghetti e bacini artificiali, arrivano quasi a 50 gli specchi d'acqua laziali. Quello che sorprende, però, non è tanto il loro numero, quanto le leggende, i misteri e i miracoli che evocano. Arte, archeologia, chiese, palazzi e castelli affacciati sui laghi arricchiscono il ricordo delle vicende storiche, degli eventi miracolosi e di quelli mitici. Il nostro viaggio non riesce a toccare ogni specchio d'acqua regionale: ne vediamo solo alcuni, significativi per la loro storia. Partiamo dalla provincia di Viterbo per un primato: è qui il più grande lago vulcanico d'Europa, quello di Bolsena (toccato dalla via Cassia), quinto, per grandezza, tra i laghi italiani. Due, i miracoli avvenuti a Bolsena, il più importante centro storico sul lago. Sotto l'imperatore Diocleziano, S. Cristina, figlia del prefetto Urbano, fu gettata nell'acqua con una pietra al collo per punirla della sua conversione.

La pietra non la trascinò sul fondo, bensì, come un salvagente, la fece galleggiare…
Tra laghi, laghetti e bacini artificiali, arrivano quasi a 50 gli specchi d'acqua laziali. Quello che sorprende, però, non è tanto il loro numero, quanto le leggende, i misteri e i miracoli che evocano. Arte, archeologia, chiese, palazzi e castelli affacciati sui laghi arricchiscono il ricordo delle vicende storiche, degli eventi miracolosi e di quelli mitici. Il nostro viaggio non riesce a toccare ogni specchio d'acqua regionale: ne vediamo solo alcuni, significativi per la loro storia. Partiamo dalla provincia di Viterbo per un primato: è qui il più grande lago vulcanico d'Europa, quello di Bolsena (toccato dalla via Cassia), quinto, per grandezza, tra i laghi italiani. Due, i miracoli avvenuti a Bolsena, il più importante centro storico sul lago. Sotto l'imperatore Diocleziano, S. Cristina, figlia del prefetto Urbano, fu gettata nell'acqua con una pietra al collo per punirla della sua conversione.

La pietra non la trascinò sul fondo, bensì, come un salvagente, la fece galleggiare. Il masso, che porta le impronte della ragazzina ed è conservato nella Collegiata di S.Cristina (nell'omonima piazza), diventato mensa d'altare, fu testimone nel 1263 di un altro miracolo. Un prete che celebrava messa, vide uscire dall'ostia del sangue che macchiò le pietre del pavimento. Tre di quelle pietre sono conservate nella Cappella Nuova del Miracolo (nella Collegiata), costruita nel '600 su disegno di Tommaso Mattei. La pietra con la macchia più grande viene portata in processione tra i colori dell'infiorata per le vie cittadine il giorno del Corpus Domini (quest'anno il 25 maggio). Al centro del lago, le isole Bisentina (con il Palazzo Farnese di Sangallo il Giovane e la Chiesa di S.Giacomo e Cristofaro con la cupola del Vignola), e Martana (con i resti del castello e la Chiesa di S.Stefano), dove la leggenda vuole sia stata tenuta prigioniera e uccisa 535 d.C. la regina dei Goti Amalasunta. Altri centri storici sul lago, Marta, Capodimonte, Montefiascone. Non lontano, il laghetto vulcanico di Mezzano (Comune di Valentano) sulle cui rive sorgeva Statonia, distrutta dai Vandali; si raggiunge dalla Cassia con la provinciale per Grotte di Castro.

Qui, il mistero di un villaggio antichissimo sul fondale: sono stati ripescati vasi votivi e armi dell'Età del Bronzo. Ancora una leggenda: nel castello di Mezzano, i cui resti sono sul versante ovest del lago, fu rinchiusa e uccisa Pia de' Tolomei, nobildonna senese citata nella Divina Commedia. Scendendo verso Roma lungo la via Cassia, con una deviazione lungo la strada Cimina per Ronciglione, si incontra il lago vulcanico di Vico, nell'omonima Riserva Naturale (www.riservavico.it). Interessante l'ambiente: ospita folaghe, anatre selvatiche, il germano reale. Il lago vanta una leggenda. Ercole conficcò nel terreno un'enorme clava sfidando gli abitanti del luogo a rimuoverla. Nessuno riuscì a farlo e quando l'eroe mitologico lo fece, sgorgò dalla terra un fiume che riempì l'invaso formando il lago di Vico.

Tra i centri storici dell'area, Sutri, di origine etrusca, tappa della Via Francigena (con l'anfiteatro scavato nella roccia e la splendida chiesetta rupestre), Ronciglione e Caprarola, con il Palazzo Farnese progettato da Sangallo e Vignola. Sempre sulla Cassia, scendendo verso Roma, il minuscolo lago vulcanico di Monterosi, dove leggenda e storia si intrecciano. Sulle rive dell'allora Lacus Janulae sfiorato dalla Via Francigena, si incontrarono nel 1155 Papa Adriano IV e Federico Barbarossa: si racconta che l'imperatore del Sacro Romano Impero si rifiutò di sorreggere la staffa del pontefice che scendeva da cavallo, creando imbarazzo e indignazione. Nella provincia di Roma, nel Parco Regionale dei Castelli Romani, due laghi vulcanici, raggiungibili, ora come ai tempi dei Romani, dalla Via Appia e amatissimi dagli scrittori del Grand Tour: quello di Nemi e quello di Albano-Castel Gandolfo. Tra le leggende che circondano quest'ultimo, la più affascinante rimanda all'anno 398 a.C. quando Roma assediava senza successo la potente città etrusca di Veio. Il livello dell'acqua del Lacus Albanus saliva nonostante la siccità e minacciava le campagne. Nessuno sapeva capire l'inspiegabile fenomeno. Finché un vecchio etrusco svelò il mistero con una profezia: "Veio cadrà solo quando l'acqua del lago arriverà al mare". L'etrusco, raccontò allora l'esistenza di un antico canale ostruito, sconosciuto ai Romani che, riaperto, avrebbe portato via l'acqua fino al mare. Il canale esisteva ed esite ancora. Il piccolo Lago di Nemi, circondato dalla selva (nemus) dedicata alla dea Diana, è dominato dall'alto dallo splendido centro storico omonimo, paese delle fragole e dei fiori. Dal fondo del lago sono state estratte alla fine degli anni Venti le due mitiche navi di Caligola esposte nel Museo delle Navi (via Diana 13 & 06-9398040).

Scendendo a sud, tra i Comuni di Sermoneta e Cisterna di Latina, il laghetto dell'Oasi avifaunistica di Ninfa, sulle cui acque si affaccia il misterioso borgo medioevale di Ninfa, con i resti delle mura, dei palazzi, delle chiese, dei campanili. Qui fu consacrato papa Alessandro III. Il giardino di Ninfa e i ruderi, che si raggiungono dalla Via Appia con deviazione verso Doganella di Ninfa al km 60,5, si visitano su prenotazione (Fondazione Caetani & 0773-633935).