Oltre il mito dei Beatles
Di Laura CampoNella Contea del Merseyside, Liverpool è da sempre un grande porto affacciato sul Mare d’Irlanda. Dopo la crisi degli anni ‘50 fu resa famosa negli anni ‘60 dai "Fab Four". Ora, c’è una nuova rinascita
NEGLI ANNI SESSANTA era la patria dei Beatles, nei Novanta quella dei dockers in lotta (raccontata nel film-documentario Flichering Flame di Ken Loach) oggi Liverpool è un enorme cantiere. Di idee, progetti, eventi, ma anche strade in rifacimento, palazzi in costruzione, hotel e shopping center di prossima apertura. Riqualificazione e sviluppo che la Capitale Europea della Cultura 2008 mostra con orgoglio, dopo le pesanti difficoltà di una lunga crisi economica e la paura di un declino inarrestabile, fermato appena in tempo quasi vent’anni fa. Lasciato alle spalle il grande passato mercantile- industriale, il capoluogo del Merseyside ha voluto puntare su un futuro completamente diverso.
Punti chiave: il rilancio dell'ex area del porto, diventata Patrimonio Unesco nel 2004, investimento sull’arte e la creatività con l’apertura della Tate Gallery (seconda sede per importanza dopo Londra) e il rinnovamento dei musei tradizionali; scommessa su turis…
Punti chiave: il rilancio dell'ex area del porto, diventata Patrimonio Unesco nel 2004, investimento sull’arte e la creatività con l’apertura della Tate Gallery (seconda sede per importanza dopo Londra) e il rinnovamento dei musei tradizionali; scommessa su turis…
NEGLI ANNI SESSANTA era la patria dei Beatles, nei Novanta quella dei dockers in lotta (raccontata nel film-documentario Flichering Flame di Ken Loach) oggi Liverpool è un enorme cantiere. Di idee, progetti, eventi, ma anche strade in rifacimento, palazzi in costruzione, hotel e shopping center di prossima apertura. Riqualificazione e sviluppo che la Capitale Europea della Cultura 2008 mostra con orgoglio, dopo le pesanti difficoltà di una lunga crisi economica e la paura di un declino inarrestabile, fermato appena in tempo quasi vent’anni fa. Lasciato alle spalle il grande passato mercantile- industriale, il capoluogo del Merseyside ha voluto puntare su un futuro completamente diverso.
Punti chiave: il rilancio dell'ex area del porto, diventata Patrimonio Unesco nel 2004, investimento sull’arte e la creatività con l’apertura della Tate Gallery (seconda sede per importanza dopo Londra) e il rinnovamento dei musei tradizionali; scommessa su turismo, congressi e business con la costruzione di mega strutture come l’Echo Arena e Liverpool One. E la sfida è stata vinta. Per averne conferma basta fare un giro in città e dare un’occhiata alla interminabile lista di oltre 350 eventi tra mostre, festival, concerti, reading e performance previsti fino a fine 2008 in tante diverse location, dall’Albert Dock (www.albertdock.org) al Cultural Quarter. Partiamo allora proprio dal cuore della nuova vita di Liverpool: l’ottocentesco bacino di carenaggio costruito per ospitare i grandi velieri dell’epoca e trasformato, dopo un lungo periodo di restauri, nella zona di tendenza della città, con magnifico colpo d’occhio sugli imponenti ex magazzini in mattoni affacciati sul fiume.
Lì dove una volta venivano conservati seta, cotone, zucchero, tabacco e tè, oggi ci sono musei e ristoranti, caffetterie e pub, shopping center e appartamenti. Pezzo forte dell’Albert Dock, meta preferita di cittadini e turisti è The Colonnades, un lungo, spettacolare corridoio di colonne in ghisa color rosa salmone, interrotte da grandi archi ellittici che si affacciano direttamente sulla banchina.
Prima tappa alla prestigiosa Tate Liverpool che quest’anno festeggia i primi vent’anni dall’apertura (5 maggio 1988). Dodicimila metri quadrati, open space, firmati dagli architetti James Stirling e Michael Wilford. Pareti bianche e parquet valorizzano quadri e sculture dell’Arte britannica del Novecento, ma anche installazioni, video e foto. In occasione dell’Anno della Cultura, allestimento speciale con il meglio del XX secolo, tra cui capolavori di Picasso, Degas, Rodin, Andy Warhol (DLA Piper Series: The Twentieth Century) e una retrospettiva completa dedicata all’opera completa di Gustav Klimt (Painting, Design and Modern Life in Vienna 1900). Per saperne di più sul grande passato mercantile e commerciale della città il posto giusto è, sempre in zona, il Merseyside Maritime Museum. Da non perdere le sezioni che ripercorrono l’epopea dei primi grandi transatlantici (dal Lusitania al Titanic), e le vicende della White Star Line, leggendaria Compagnia navale passeggeri fondata a Liverpool nel 1869. Compreso nel percorso di visita anche l’International Slavery Museum dedicato alla tratta degli schiavi, di cui la città fu un importante punto di smistamento. A nord dell’Albert Dock l’esplorazione del waterfront continua verso Pier Hed, il Capo del molo.
Anche qui profondi cambiamenti in vista, con il futuro sbocco del Liverpool Canal e la realizzazione di una moderna area pedonale accessibile dai prossimi mesi. Dalla banchina dove nei primi decenni del ‘900 gli emigranti davano l’addio al Vecchio Mondo, oggi ci si imbarca per un diverso e più veloce viaggio: quello a bordo dello storico Mersey Ferries sull’esturario del fiume. Il modo migliore per godersi dall'acqua il panorama dell’ex primo porto dell’Impero Britannico e lo scenografico skyline di architetture vecchie e nuove che oggi caratterizzano il paesaggio urbano. In primo piano sempre le celebri Tre Grazie, storici palazzi sedi delle Compagnie navali e simboli della città, ma sullo sfondo una selva di grattacieli in vetro e metallo, palazzi geometrici neri e grigi, facciate modernissime bianco- ghiaccio e appena più lontano i pinnacoli di granito rosso della gigantesca Liverpool Cathedral. Forti contrasti architettonici, grande rinnovamento e grandi riaperture anche nel compatto centro storico (con molti edifici Patrimonio dell’Umanità) che si visita facilmente a piedi dall’imponente Town Hall a Derby Square con il monumento alla regina Vittoria fino all’aristocratico Cultural Quarter concentrato di edifici neoclassici, giardini, sale da concerti, musei, biblioteche e gallerie d’arte. Da vedere la neopalladiana St.George's Hall riaperta al pubblico da un anno, al centro di molte manifestazioni dell’Anno della Cultura (dal Liverpool Streets Ahead Festival di musica e danza, 24-26 maggio, ai concerti e reading fino a fine dicembre). Questo raffinato edificio, in parte ex sede del tribunale, è famoso soprattutto per due sale-gioiello: Great Hall, trionfo roman- style di statue, colonne, vetrate, lampadari e un prezioso soffitto e la più raccolta Concert Room, circolare e con magnifici decori in stucco, dove si esibisce spesso la Royal Liverpool Philarmonic. Poco distante, alla prestigiosa Walker Art Gallery, (Brown street,) visita da non perdere alle importanti collezioni d’Arte dal Rinascimento a oggi, alla galleria Craft & design (ceramiche, oggetti in vetro e argento, abiti dal ‘700 in poi) e alla sala delle statue in bronzo e marmo (XVIII e XIX sec).
Prossima meta, nella zona moderna del passeggio e dello shopping, è The Bluecoat (School Lane) ex abitazione-scuola del '700 per bambini poveri trasformata in spazio artistico.
Per arrivarci fate una deviazione attraverso Williamson Square, vivace piazza pedonale e perfetto esempio del continuo contrasto tra vecchio e nuovo: al centro una moderna fontana a zampilli (Roger McGough, 2004) sullo sfondo la raffinata facciata dello storico Liverpool Playhouse. Completamente rinnovato con una spesa di 12 milioni di sterline e un nuovo design affidato a uno studio di giovani architetti olandesi, anche The Bluecoat ha appena riaperto i battenti.
Giusto in tempo per la performance di Yoko Hono ospite d’eccezione qualche settimana fa e per i tanti prossimi eventi per l’Anno della Cultura (tra cui il Bluecoat Literature Festival a ottobre). Chi vuole, può anche appendere un bigliettino bianco all’albero dei desideri, al centro del piccolo giardino sul retro e sperare che ciò che ha scritto si avveri al più presto.
Se ve la cavate con l’inglese e vi interessa tutto quello che è avanguardia in materia di film, video, nuove forme d’arte e comunicazione fate un salto al modernissimo FACT (88 Wood Street), tutto vetro e metallo, contenitore-laboratorio con cinema e sale di registrazione, gallerie per mostre e performance, libreria e caffetteria.
Tra gli eventi più interessanti della stagione il programma Human Future una serie di stimolanti e provocatori appuntamenti sul "concetto di futuro" (in ambito scientifico, sociale e tecnologico) e moltissimi eventi collegati all’Anno della Cultura
Punti chiave: il rilancio dell'ex area del porto, diventata Patrimonio Unesco nel 2004, investimento sull’arte e la creatività con l’apertura della Tate Gallery (seconda sede per importanza dopo Londra) e il rinnovamento dei musei tradizionali; scommessa su turismo, congressi e business con la costruzione di mega strutture come l’Echo Arena e Liverpool One. E la sfida è stata vinta. Per averne conferma basta fare un giro in città e dare un’occhiata alla interminabile lista di oltre 350 eventi tra mostre, festival, concerti, reading e performance previsti fino a fine 2008 in tante diverse location, dall’Albert Dock (www.albertdock.org) al Cultural Quarter. Partiamo allora proprio dal cuore della nuova vita di Liverpool: l’ottocentesco bacino di carenaggio costruito per ospitare i grandi velieri dell’epoca e trasformato, dopo un lungo periodo di restauri, nella zona di tendenza della città, con magnifico colpo d’occhio sugli imponenti ex magazzini in mattoni affacciati sul fiume.
Lì dove una volta venivano conservati seta, cotone, zucchero, tabacco e tè, oggi ci sono musei e ristoranti, caffetterie e pub, shopping center e appartamenti. Pezzo forte dell’Albert Dock, meta preferita di cittadini e turisti è The Colonnades, un lungo, spettacolare corridoio di colonne in ghisa color rosa salmone, interrotte da grandi archi ellittici che si affacciano direttamente sulla banchina.
Prima tappa alla prestigiosa Tate Liverpool che quest’anno festeggia i primi vent’anni dall’apertura (5 maggio 1988). Dodicimila metri quadrati, open space, firmati dagli architetti James Stirling e Michael Wilford. Pareti bianche e parquet valorizzano quadri e sculture dell’Arte britannica del Novecento, ma anche installazioni, video e foto. In occasione dell’Anno della Cultura, allestimento speciale con il meglio del XX secolo, tra cui capolavori di Picasso, Degas, Rodin, Andy Warhol (DLA Piper Series: The Twentieth Century) e una retrospettiva completa dedicata all’opera completa di Gustav Klimt (Painting, Design and Modern Life in Vienna 1900). Per saperne di più sul grande passato mercantile e commerciale della città il posto giusto è, sempre in zona, il Merseyside Maritime Museum. Da non perdere le sezioni che ripercorrono l’epopea dei primi grandi transatlantici (dal Lusitania al Titanic), e le vicende della White Star Line, leggendaria Compagnia navale passeggeri fondata a Liverpool nel 1869. Compreso nel percorso di visita anche l’International Slavery Museum dedicato alla tratta degli schiavi, di cui la città fu un importante punto di smistamento. A nord dell’Albert Dock l’esplorazione del waterfront continua verso Pier Hed, il Capo del molo.
Anche qui profondi cambiamenti in vista, con il futuro sbocco del Liverpool Canal e la realizzazione di una moderna area pedonale accessibile dai prossimi mesi. Dalla banchina dove nei primi decenni del ‘900 gli emigranti davano l’addio al Vecchio Mondo, oggi ci si imbarca per un diverso e più veloce viaggio: quello a bordo dello storico Mersey Ferries sull’esturario del fiume. Il modo migliore per godersi dall'acqua il panorama dell’ex primo porto dell’Impero Britannico e lo scenografico skyline di architetture vecchie e nuove che oggi caratterizzano il paesaggio urbano. In primo piano sempre le celebri Tre Grazie, storici palazzi sedi delle Compagnie navali e simboli della città, ma sullo sfondo una selva di grattacieli in vetro e metallo, palazzi geometrici neri e grigi, facciate modernissime bianco- ghiaccio e appena più lontano i pinnacoli di granito rosso della gigantesca Liverpool Cathedral. Forti contrasti architettonici, grande rinnovamento e grandi riaperture anche nel compatto centro storico (con molti edifici Patrimonio dell’Umanità) che si visita facilmente a piedi dall’imponente Town Hall a Derby Square con il monumento alla regina Vittoria fino all’aristocratico Cultural Quarter concentrato di edifici neoclassici, giardini, sale da concerti, musei, biblioteche e gallerie d’arte. Da vedere la neopalladiana St.George's Hall riaperta al pubblico da un anno, al centro di molte manifestazioni dell’Anno della Cultura (dal Liverpool Streets Ahead Festival di musica e danza, 24-26 maggio, ai concerti e reading fino a fine dicembre). Questo raffinato edificio, in parte ex sede del tribunale, è famoso soprattutto per due sale-gioiello: Great Hall, trionfo roman- style di statue, colonne, vetrate, lampadari e un prezioso soffitto e la più raccolta Concert Room, circolare e con magnifici decori in stucco, dove si esibisce spesso la Royal Liverpool Philarmonic. Poco distante, alla prestigiosa Walker Art Gallery, (Brown street,) visita da non perdere alle importanti collezioni d’Arte dal Rinascimento a oggi, alla galleria Craft & design (ceramiche, oggetti in vetro e argento, abiti dal ‘700 in poi) e alla sala delle statue in bronzo e marmo (XVIII e XIX sec).
Prossima meta, nella zona moderna del passeggio e dello shopping, è The Bluecoat (School Lane) ex abitazione-scuola del '700 per bambini poveri trasformata in spazio artistico.
Per arrivarci fate una deviazione attraverso Williamson Square, vivace piazza pedonale e perfetto esempio del continuo contrasto tra vecchio e nuovo: al centro una moderna fontana a zampilli (Roger McGough, 2004) sullo sfondo la raffinata facciata dello storico Liverpool Playhouse. Completamente rinnovato con una spesa di 12 milioni di sterline e un nuovo design affidato a uno studio di giovani architetti olandesi, anche The Bluecoat ha appena riaperto i battenti.
Giusto in tempo per la performance di Yoko Hono ospite d’eccezione qualche settimana fa e per i tanti prossimi eventi per l’Anno della Cultura (tra cui il Bluecoat Literature Festival a ottobre). Chi vuole, può anche appendere un bigliettino bianco all’albero dei desideri, al centro del piccolo giardino sul retro e sperare che ciò che ha scritto si avveri al più presto.
Se ve la cavate con l’inglese e vi interessa tutto quello che è avanguardia in materia di film, video, nuove forme d’arte e comunicazione fate un salto al modernissimo FACT (88 Wood Street), tutto vetro e metallo, contenitore-laboratorio con cinema e sale di registrazione, gallerie per mostre e performance, libreria e caffetteria.
Tra gli eventi più interessanti della stagione il programma Human Future una serie di stimolanti e provocatori appuntamenti sul "concetto di futuro" (in ambito scientifico, sociale e tecnologico) e moltissimi eventi collegati all’Anno della Cultura