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Laigueglia giardino tropicale

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Le origini di Laigueglia risalgono all'epoca romana, quando veniva ancora chiamata Aquilia. Non ci sono molte notizie di quell’epoca, tuttavia una testimonianza sicura delle sue antiche origini sono le tracce della via consolare iniziata da Emilio Scauro e terminata da Augusto il quale, lasciato il mare all'inizio del paese, si inerpicava fino alla Colla Micheri per scendere poi nella vallata di Andora. Più concrete invece sono le notizie a partire dal 1100 al 1300, da quando Laigueglia era entrata a far parte della repubblica Genovese.

In quel tempo la popolazione, dedita alla pesca, dovette affrontare una massiccia pressione migratoria di Catalani, arrivati per pescare il corallo a Capo Mele e poi per stabilirsi in paese con le famiglie, dando origine ad alcuni dei più vecchi ceppi tuttora esistenti. Per ricordare quel periodo, sullo sperone di Capo Mele fu costruita (non si sa esattamente ancora il periodo preciso, ma forse durante l'immigrazione…
Le origini di Laigueglia risalgono all'epoca romana, quando veniva ancora chiamata Aquilia. Non ci sono molte notizie di quell’epoca, tuttavia una testimonianza sicura delle sue antiche origini sono le tracce della via consolare iniziata da Emilio Scauro e terminata da Augusto il quale, lasciato il mare all'inizio del paese, si inerpicava fino alla Colla Micheri per scendere poi nella vallata di Andora. Più concrete invece sono le notizie a partire dal 1100 al 1300, da quando Laigueglia era entrata a far parte della repubblica Genovese.

In quel tempo la popolazione, dedita alla pesca, dovette affrontare una massiccia pressione migratoria di Catalani, arrivati per pescare il corallo a Capo Mele e poi per stabilirsi in paese con le famiglie, dando origine ad alcuni dei più vecchi ceppi tuttora esistenti. Per ricordare quel periodo, sullo sperone di Capo Mele fu costruita (non si sa esattamente ancora il periodo preciso, ma forse durante l'immigrazione catalana) la piccola Cappella della Madonna delle Penne.

La città raggiunse il suo maggior fulgore nel '400-'500 quando diventò un centro marinaro e commerciale molto importante, nonostante la presenza dei Saraceni sulle coste liguri i quali, approfittando dell'assenza dei marinai, tutti fuori in mare per lungo tempo, assalivano i paesi bruciando le case, portando via gli abitanti ed i loro beni. A riprova di quel periodo di razzie e invasioni resta oggi la struttura del vecchio centro storico, con i suoi caruggi, progettati per appunto in funzione di difesa della città, oltre che la grande Chiesa di San Matteo, costruita sull'area dell’Oratorio omonimo del IV secolo d.C. Con l'avvento delle grandi navi a vapore, i commerci dei cittadini di Laigueglia subirono una crisi senza ritorno. L'unica fonte di sostegno per la popolazione cominciò ad essere solo la pesca, l'imbarco sulle navi mercantili e quel po' di raccolto regalato da una terra arida. Solo nell'ultimo dopoguerra, col turismo che coinvolge fasce sempre più vaste di persone, la città torna a nuova vita e diventa quella cittadina in cui il vecchio e il nuovo si fondono con armonia, fino a creare un paese moderno, con un centro storico caratteristico denso di atmosfere e sapori antichi. Gli attacchi dei Saraceni sono ricordati ogni estate da una manifestazione in costume chiamata, appunto,"Sbarco dei Saraceni". Si realizza una simulazioni di antichi scontri tra gli autoctoni e gli invasori turchi, e il tutto si accompagna a grandiosi spettacoli pirotecnici sul mare. Laigueglia mantiene intatte tradizioni religiose assai antiche, come la solenne festa di San Giovanni, durante la quale si svolge un suggestivo falò sul molo.

Attorno all'integro centro storico, sorge una nuova moderna cittadina con un centinaio di alberghi di ogni categoria, camping. cinema, caffè- concerto, dancing, discoteche, bar, ristoranti, pizzerie, negozi di ogni genere e tutti quei servizi indispensabili.

GASTRONOMIA
Gli abitanti di Laigueglia hanno trasformato la loro terra, costruendo tipiche terrazze, pine di fiori e vegetazione rigogliosa, spesso anche tropicale, dove crescono palme, agavi e fichi d'india, e dove abbondano le pinete, gli oliveti ed i vigneti. Questo scenario naturale ha dato alla cucina del piccolo borgo marinaro le sue particolari caratteristiche. Una gcucina celebre per la sua semplicità e frugalità parsimoniosa di carni, scarsa di grassi d’origine animale e invece orientata allo sfruttamento delle risorse orticole. Un esempo tipico sono le acciughe ripiene, piatto di pesce fritto con ripieno di erbette; oppure la torta verde, cioè una sfoglia con ripieno di carciofi, erbette, uova e formaggio, i fiori di zucca e il totano ripieno. La gastronomia laiguegliese è soprattutto a base di pesce: dal comune stoccafisso con patate e olive in umido, al baccalà bollito con patate, la zuppa di pesce, la minestra di pesce e molluschi, fino ai più caratteristici friscioi di gianchetti.

Tra i primi piatti, non vanno dimenticate le trenette o lasagne al pesto e gli spaghetti con sugo di muscoli. Tra i dolci spiccano i panzarotti fritti,le frittelle dolci a base di sfoglia con ripieno di marmellata: i marunsin, biscotti duri a base di mandorle; le paste di amandua, le papuette e le treie: dolci a base di mandorle ricoperte di glassa con la caratteristica forma di paperette e triglie, la cui ricetta originale è conservata solo da poche famiglie originarie del luogo