Gli spazi sotterranei e chiusi della metropolita milanese per rappresentare e raccontare l'immensità della montagna. La millenaria storia del vivere e del godere la montagna rivive all’interno di una stazione della metro di Milano. Sono le vette della Valtellina e della Valchiavenna, le loro storie, i loro personaggi, protagonisti assoluti della mostra "Le Alpi Davanti" in corso dal 5 al 17 giugno. La scelta non poteva che ricadere sulla stazione Sondrio della linea gialla della metropolitana milanese, visto che di quelle vallate e di quei monti Sondrio è il capoluogo.
L'allestimento si compone di oltre 60 immagini - tra fotografie, documenti e testi - a grande formato riprodotte sopra un leggio continuo. L’esposizione si svolge negli spazi abitualmente deputati al transito dei passeggeri. L'impianto a supporto dei contenuti della mostra è fatto di parole, titolazioni e frasi lapidarie in grado di evocare il senso profondo della singolare vicenda umana che lega un territorio produttivo, qual è la Valtellina, con le incredibili vette che da sempre lo racchiudono e lo caratterizzano.
E' una storia di pionieri, di straordinarietà e quotidianità, di vita grama e di esplorazioni ad alta quota, di scorci paesaggistici dal grande forza. Storie di mondi che cambiano, di sviluppo del turismo e di crisi dell'economia tradizionale e delle ricadute che ciò ha comportato sul territorio.
A essere raccontata è la storia della vita in montagna, a partire dai primi insediamenti umani documentati dalle celebri incisioni rupestri di Grosio. Scorrendo la storia si giunge alla nascita, nella seconda metà dell'Ottocento, del turismo moderno. A scalare i monti di queste vallate furono spesso intrepidi tedeschi e inglesi, accompagnati da guide locali. Tra loro Lesley Steven, padre di Virginia Wolf, che compì l'ascesa al Monte Disgrazia. La cronaca di quella ascensione comparve nel primo numero dell'Alpin Journal inglese, creando una vera e propria moda. Era il 1863 e nasceva il moderno alpinismo che ha avuto in queste vallate uno dei suoi fulcri.
In mostra non poteva mancare l'eco della Grande Guerra che ha avuto su queste montagne uno dei suoi teatri. Lo sconquasso del conflitto influì anche sui lavori caratteristici di queste vallate, ricordate da suggestive immagini d'epoca, come la coltivazione del grano saraceno necessario per i pizzoccheri o il lavoro di arrotino che, durante i lunghi inverni, portava i montanari della Valmalenco a offrire il loro servizio sino nella lontana Roma.
Negli anni del turismo di massa, questi monti si distinguono diventando il luogo di elezione per sport estremi come il sassismo, fenomeno nato per l'Italia proprio in Val Masino, formulazione originale del free clibering, o lo sci alpinistico su pelli di foca.
Nella sezione finale, la visione aerea delle vallate intorno ai 4.050 metri del Pizzo Bernina si confronta con altri luoghi tipici delle nostre Alpi, dalle Tre Cime di Lavaredo, al Gruppo del Brenta, ai contrafforti tra Italia e Svizzera.
APPUNTAMENTO: mostra "Le Alpi Davanti"
DOVE: Milano, Stazione MM3/Sondrio
QUANDO: dal 5 al 17 giugno
INFO: Il sito
L'allestimento si compone di oltre 60 immagini - tra fotografie, documenti e testi - a grande formato riprodotte sopra un leggio continuo. L’esposizione si svolge negli spazi abitualmente deputati al transito dei passeggeri. L'impianto a supporto dei contenuti della mostra è fatto di parole, titolazioni e frasi lapidarie in grado di evocare il senso profondo della singolare vicenda umana che lega un territorio produttivo, qual è la Valtellina, con le incredibili vette che da sempre lo racchiudono e lo caratterizzano.
E' una storia di pionieri, di straordinarietà e quotidianità, di vita grama e di esplorazioni ad alta quota, di scorci paesaggistici dal grande forza. Storie di mondi che cambiano, di sviluppo del turismo e di crisi dell'economia tradizionale e delle ricadute che ciò ha comportato sul territorio.
A essere raccontata è la storia della vita in montagna, a partire dai primi insediamenti umani documentati dalle celebri incisioni rupestri di Grosio. Scorrendo la storia si giunge alla nascita, nella seconda metà dell'Ottocento, del turismo moderno. A scalare i monti di queste vallate furono spesso intrepidi tedeschi e inglesi, accompagnati da guide locali. Tra loro Lesley Steven, padre di Virginia Wolf, che compì l'ascesa al Monte Disgrazia. La cronaca di quella ascensione comparve nel primo numero dell'Alpin Journal inglese, creando una vera e propria moda. Era il 1863 e nasceva il moderno alpinismo che ha avuto in queste vallate uno dei suoi fulcri.
In mostra non poteva mancare l'eco della Grande Guerra che ha avuto su queste montagne uno dei suoi teatri. Lo sconquasso del conflitto influì anche sui lavori caratteristici di queste vallate, ricordate da suggestive immagini d'epoca, come la coltivazione del grano saraceno necessario per i pizzoccheri o il lavoro di arrotino che, durante i lunghi inverni, portava i montanari della Valmalenco a offrire il loro servizio sino nella lontana Roma.
Negli anni del turismo di massa, questi monti si distinguono diventando il luogo di elezione per sport estremi come il sassismo, fenomeno nato per l'Italia proprio in Val Masino, formulazione originale del free clibering, o lo sci alpinistico su pelli di foca.
Nella sezione finale, la visione aerea delle vallate intorno ai 4.050 metri del Pizzo Bernina si confronta con altri luoghi tipici delle nostre Alpi, dalle Tre Cime di Lavaredo, al Gruppo del Brenta, ai contrafforti tra Italia e Svizzera.
APPUNTAMENTO: mostra "Le Alpi Davanti"
DOVE: Milano, Stazione MM3/Sondrio
QUANDO: dal 5 al 17 giugno
INFO: Il sito