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Gressoney tra storia e fuoripista

E' la patria del fuoripista grazie al Monte Rosa a due passi, ma anche di numerosissimi sport sia invernali che estivi. Ma la città vanta anche un bagaglio di storia e tradizione unico nell'arco alpino
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Gressoney è la patria riconosciuta del fuoripista. Con il Monte Rosa lì, che domina la scena, circondato dai suoi impianti sciistici tra i più moderni e vasti al mondo, meta d’inverno di centinaia di migliaia di persone, che scorrazzano lungo i suoi 200 chilometri di piste. Sono moltissime le attività sportive che ne costituiscono il richiamo, sia nel periodo invernale, che in quello estivo: ascensioni sulle vette del Monte Rosa, golf, tennis, equitazione, rafting, kayak, parapendio, mountain bike, nuoto, arrampicata, squash, fitness, pattinaggio, sci fuoripista e di fondo. e poi di sera i bar, i locali tipici che si popolano di giovani e si animano di spettacoli, musica e balli.

La popolazione Walser, che risiede nella Valle di Gressoney dal 1200, vanta un bagaglio di storia e di tradizioni unico in tutto l'arco alpino. La lingua, gli usi e i costumi vivono ancora oggi, anche grazie ad associazioni, musei e manifestazioni che permettono di riviver…
Gressoney è la patria riconosciuta del fuoripista. Con il Monte Rosa lì, che domina la scena, circondato dai suoi impianti sciistici tra i più moderni e vasti al mondo, meta d’inverno di centinaia di migliaia di persone, che scorrazzano lungo i suoi 200 chilometri di piste. Sono moltissime le attività sportive che ne costituiscono il richiamo, sia nel periodo invernale, che in quello estivo: ascensioni sulle vette del Monte Rosa, golf, tennis, equitazione, rafting, kayak, parapendio, mountain bike, nuoto, arrampicata, squash, fitness, pattinaggio, sci fuoripista e di fondo. e poi di sera i bar, i locali tipici che si popolano di giovani e si animano di spettacoli, musica e balli.

La popolazione Walser, che risiede nella Valle di Gressoney dal 1200, vanta un bagaglio di storia e di tradizioni unico in tutto l'arco alpino. La lingua, gli usi e i costumi vivono ancora oggi, anche grazie ad associazioni, musei e manifestazioni che permettono di rivivere l’antica cultura, anche nella quotidianità di oggi.

Tra i monumenti d’interesse storico, c’è il Castello Savoia-Gressoney Saint Jean. Va prevalentemente attribuito alla presenza di Margherita di Savoia – moglie di Umberto I e regina d’Italia – lo sviluppo turistico di Gressoney, tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900. Il primo soggiorno della sovrana risale al 1889, ma già alla metà del secolo suo padre, cacciatore incallito, veniva per le battute allo stambecco, ai piedi del ghiacciaio del Lys, assieme al barone Antonio Beck Peccoz. La Regina, sempre accolta con simpatia dalla popolazione locale, fece ritorno ogni anno a Gressoney d’estate.

Durante i soggiorni gressonari amava indossare il costume popolare locale, che sul suo esempio si è evoluto nella foggia ancora oggi in uso. Il castello della Regina Margherita sorge ai piedi del Colle della Ranzola, la posa della prima pietra avvenne con una cerimonia solenne il 24 agosto 1899. L’architetto Emilio Stramucci progettò un castello in stile medievale, descritto dalle guide dell’epoca come «stile lombardo del secolo XV, assai in uso nel Sud della Francia e specialmente nella Savoia, da dove erano originari i Savoia regnanti».

Il castello è costituito da un nucleo centrale di forma rettangolare cui si affiancano cinque torrette cuspidate. L’esterno è rivestito in pietra da taglio grigia proveniente da Gressoney, Gaby e Vert. Il pittore e restauratore Carlo Cussetti realizzò le pitture ornamentali, mentre i soffitti a cassettoni, le boiseries e gli arredi di ispirazione medievale sono opera dell’intagliatore torinese Michele Dellera. Tra le dipendenze spicca la Villa Belvedere, in origine adibita a foresteria e gendarmeria reale, e poco distante è situata una casetta nota come Romitaggio Carducci, dedicata alla memoria del poeta che della regina Margherita fu devoto ammiratore e cantore. Il percorso di visita si divide in due parti: il piano terreno e il piano nobile.

Il primo è costituito da un ingresso principale che introduce in un vasto atrio, su un lato si trovano le sale da gioco e i salotti da soggiorno. Sul lato opposto si apre la sala da pranzo, riccamente decorata. Il piano nobile si apre con uno scalone ligneo con grifoni e aquile che conduce agli appartamenti reali preceduti da un atrio. La posizione privilegiata lo occupa sicuramente l’appartamento della regina, dalle finestre si può ammirare in tutto il suo splendore il Monte Rosa e l’intera vallata. L’appartamento attiguo era destinato al principe ereditario Umberto, e dalla parte opposta dell’atrio sono situati gli appartamenti del Re e della dama di compagnia della Regina e del Re.

Apertura: annuale tel 0125/355396
Orario di visita: 01-03 al 31-05: 09h30 – 12h00/ 13h30 – 17h00 (chiuso giovedì) 09h30 – 12h00/ 13h30 – 18h00 (domenica e festivi)

01-06 al 30-06 e 01-09 al 30-09: 9h00 – 18h30
01-07 al 30-09: 9h00 – 18h30
01-10 al 28-02: 10h00 – 12h00/ 13h30 – 16h30 (chiuso giovedì) 10h00 – 12h00/ 13h30 – 17h30 (domenica e festivi)
Tariffa: 3,00 euro