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Nubi all'orizzonte

Il pilota deve destreggiarsi tra nuvole stratiformi e 'cumuli' per assicurare un volo tranquillo. Ma anche i i 'buchi' di aria serena possono creare turbolenze. I Viaggi
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LE NUVOLE SONO un po' come gli esseri umani: per chi le sa osservare, hanno dei tratti che distinguono inequivocalmente le une dalle altre e che, come nel caso degli uomini, rivelano, in tutto o in parte, anche quello che hanno dentro. In linea di massima, una nube stratiforme è meno turbolenta di una a sviluppo verticale (i cosiddetti “cumuli”, in tutte le loro manifestazioni) e le precipitazioni ad essa associate, anche se a volte sono molto abbondanti, non sono mai altrettanto intense e violente. Se però assume un aspetto un po' più consistente, quasi “ciccioso”, che lo fa vagamente assomigliare a una salsiccia, e ci sono altri “salsicciotti” ordinatamente schierati, e ci si trova in prossimità di una catena montuosa, allora il nostro apparentemente innocuo strato sarà senz'altro accompagnato da un forte vento e da una robusta turbolenza.

E quel cumulotto tondeggiante, con la sua bella testa candida, quasi sferica, sormontato da un…
LE NUVOLE SONO un po' come gli esseri umani: per chi le sa osservare, hanno dei tratti che distinguono inequivocalmente le une dalle altre e che, come nel caso degli uomini, rivelano, in tutto o in parte, anche quello che hanno dentro. In linea di massima, una nube stratiforme è meno turbolenta di una a sviluppo verticale (i cosiddetti “cumuli”, in tutte le loro manifestazioni) e le precipitazioni ad essa associate, anche se a volte sono molto abbondanti, non sono mai altrettanto intense e violente. Se però assume un aspetto un po' più consistente, quasi “ciccioso”, che lo fa vagamente assomigliare a una salsiccia, e ci sono altri “salsicciotti” ordinatamente schierati, e ci si trova in prossimità di una catena montuosa, allora il nostro apparentemente innocuo strato sarà senz'altro accompagnato da un forte vento e da una robusta turbolenza.

E quel cumulotto tondeggiante, con la sua bella testa candida, quasi sferica, sormontato da uno straterello che sembra quasi un cappellino... beh, quello è meglio non sorvolarlo troppo da vicino, perché è in piena crescita e anche l'aria serena che lo circonda è sicuramente scossa da forti correnti ascensionali, capaci di far ballare allegramente anche un bestione che pesa trecento tonnellate. E non conviene nemmeno volare in quel “buco” di aria serena che a volte pare formarsi tra due torreggianti temporali, perché è proprio lì che ci sono le più alte probabilità di beccarsi, oltre alla solita turbolenza, anche una bella scarica di grandine o un fulmine. Insomma, ogni formazione nuvolosa va considerata attentamente, e in questa osservazione è di grande aiuto il radar di bordo, che è in grado di fornire informazioni particolareggiate sulla consistenza interna della nube in esame. Di notte, poi, questo è spesso l'unico mezzo a disposizione per valutare il da farsi, e le precauzioni si moltiplicano.

Ci sono delle volte che questo continuo lavorio di osservazione, con tutte le correzioni e gli aggiustamenti di rotta che esso comporta, diventa una sorta di scommessa con te stesso: riuscire a portare l'aereo al di là della zona di brutto tempo senza che i passeggeri se ne rendano quasi conto. E ci sono anche delle volte in cui questa scommessa la vinci: hai fatto talmente bene il tuo lavoro che... nessuno se n'è nemmeno accorto