È bene sapere subito che la capitale della Cina, calcolando la sua intera municipalità, è grande come il Belgio: circa 15 milioni di abitanti. Tuttavia, Pechino - intesa però solo come città - è ancora la seconda città della Repubblica Popolare Cinese, dopo Shangai, che invece conta sette milioni e mezzo di residenti. Ciò precisato, va anche aggiunto che Pechino è una delle quattro municipalità con status di provincia ed è sotto il controllo diretto del governo centrale. Condizione, questa, presente sin dalla costituzione della Repubblica.
È riconosciuta come il centro politico, culturale e scientifico della nazione, al contrario di Shanghai, che invece gode dello status di maggiore centro economico, anzi del “motore” principale del tumultuoso sviluppo impresso all’economia della nazione. Pechino (Beijing in cinese) significa letteralmente "Capitale del nord", segue la traslitterazione della mappa postale ed è il nome ufficiale e più comune di Beijing in italiano. Il termine, originato da alcuni missionari francesi, risale a quattro secoli fa.
Il suo nome in passato è cambiato diverse volte. Il partito Comunista Cinese cambiò il nome in Pechino (Beijing) nel 1949 per sottolineare il suo ritorno al ruolo di capitale, mentre il governo della repubblica di Cina (di Formosa) non ha mai formalmente riconosciuto quel cambio di nome e, durante gli anni cinquanta e gli anni sessanta, a Taiwan si usava Beiping per implicare l'illegittimità della Repubblica Popolare Cinese. Oggi, quasi tutti i cittadini di Taiwan, governo incluso, usano come nome Beijing malgrado alcune carte della Cina taiwanesi usino tuttora il vecchio nome.
Negli ultimi cento anni della dinastia mancese, Pechino venne più volte invasa e scossa da sommosse: nel 1860 le truppe anglo-francesi occuparono e rasero al suolo il Vecchio Palazzo d'Estate e nel 1900 si verificò la rivolta dei Boxer contro l'imperatrice Cixi. Nel 1911 fu proclamata la Repubblica Cinese: il presidente era Sun Yatsen, ma il potere effettivo rimase nelle mani di alcuni signori della guerra, fra i quali Yuan Shikai.
Nel 1928 il Kuomintang (Partito Nazionalista della Cina) decise di stabilire a Nanchino la capitale della repubblica. Il Giappone conquistò Pechino nel 1937 sino alla conclusione della Seconda Guerra Mondiale nel 1945. Il 31 gennaio 1949 durante la Guerra Civile Cinese le forze comuniste entrarono in città senza dover combattere. Il 1 ottobre 1949 Mao Zedong annunciò la nascita della Repubblica Popolare Cinese: Pechino ne divenne la capitale.
L'Opera di Pechino è conosciuta in tutta la capitale e viene considerata come una delle componenti fondamentali della cultura cinese. Viene rappresentata grazie ad una combinazione di canti, recitazione, gesti, lotte e acrobazie codificate e, in buona parte, viene utilizzato un dialetto arcaico piuttosto differente dal Mandarino standard e dal dialetto di Pechino. Per cui tutto risulta al quanto difficili da comprendere, soprattutto per chi non ha familiarità con il cinese. Alcuni teatri moderni offrono sottotitoli in cinese e inglese grazie a display elettronici.
Solitamente l'hutong è dritto ed è posto sulla direttrice est-ovest per fare in modo che le entrate delle case si rivolgano a nord e sud rispettando le regole del Feng shui. L'hutong varia in larghezza e alcuni sono molto stretti consentendo il passaggio di pochi passanti. I vicoli hutong stanno rapidamente sparendo per lasciare il posto a moderni edifici e grattacieli. Molti lamentano la perdita di quartieri storici e del tradizionale senso di comunità degli hutongs. Alcuni hutong di particolare interesse architettonico sono oggi oggetto di attenzione da parte del governo in vista dell’imminente Olimpiade.
È riconosciuta come il centro politico, culturale e scientifico della nazione, al contrario di Shanghai, che invece gode dello status di maggiore centro economico, anzi del “motore” principale del tumultuoso sviluppo impresso all’economia della nazione. Pechino (Beijing in cinese) significa letteralmente "Capitale del nord", segue la traslitterazione della mappa postale ed è il nome ufficiale e più comune di Beijing in italiano. Il termine, originato da alcuni missionari francesi, risale a quattro secoli fa.
Il suo nome in passato è cambiato diverse volte. Il partito Comunista Cinese cambiò il nome in Pechino (Beijing) nel 1949 per sottolineare il suo ritorno al ruolo di capitale, mentre il governo della repubblica di Cina (di Formosa) non ha mai formalmente riconosciuto quel cambio di nome e, durante gli anni cinquanta e gli anni sessanta, a Taiwan si usava Beiping per implicare l'illegittimità della Repubblica Popolare Cinese. Oggi, quasi tutti i cittadini di Taiwan, governo incluso, usano come nome Beijing malgrado alcune carte della Cina taiwanesi usino tuttora il vecchio nome.
UN PO’ DI STORIA
La celeberrima Città Proibita fu costruita dal 1406 al 1420, seguita dal Tempio del Paradiso nel 1420 e altri progetti di riqualificazione urbana. Piazza Tiananmen venne bruciata due volte durante la dinastia Ming. L'odierna piazza, simbolo della Repubblica Popolare Cinese, risale al 1651. Pechino fu anche la capitale dell'Impero Mancese della dinastia Qing e della Repubblica di Cina proclamata nel 1912. Negli ultimi cento anni della dinastia mancese, Pechino venne più volte invasa e scossa da sommosse: nel 1860 le truppe anglo-francesi occuparono e rasero al suolo il Vecchio Palazzo d'Estate e nel 1900 si verificò la rivolta dei Boxer contro l'imperatrice Cixi. Nel 1911 fu proclamata la Repubblica Cinese: il presidente era Sun Yatsen, ma il potere effettivo rimase nelle mani di alcuni signori della guerra, fra i quali Yuan Shikai.
Nel 1928 il Kuomintang (Partito Nazionalista della Cina) decise di stabilire a Nanchino la capitale della repubblica. Il Giappone conquistò Pechino nel 1937 sino alla conclusione della Seconda Guerra Mondiale nel 1945. Il 31 gennaio 1949 durante la Guerra Civile Cinese le forze comuniste entrarono in città senza dover combattere. Il 1 ottobre 1949 Mao Zedong annunciò la nascita della Repubblica Popolare Cinese: Pechino ne divenne la capitale.
GLI ABITANTI
Gli abitanti di Pechino parlano il dialetto della città, che appartiene al ceppo Mandarino del cinese parlato. Il dialetto di Pechino è la base del Mandarino standard, il cinese standard usato nella Repubblica Popolare Cinese, nella Repubblica di Cina e a Singapore. Al di fuori della città si parlano dialetti vicini ai dialetti dell'Hebei. L'Opera di Pechino è conosciuta in tutta la capitale e viene considerata come una delle componenti fondamentali della cultura cinese. Viene rappresentata grazie ad una combinazione di canti, recitazione, gesti, lotte e acrobazie codificate e, in buona parte, viene utilizzato un dialetto arcaico piuttosto differente dal Mandarino standard e dal dialetto di Pechino. Per cui tutto risulta al quanto difficili da comprendere, soprattutto per chi non ha familiarità con il cinese. Alcuni teatri moderni offrono sottotitoli in cinese e inglese grazie a display elettronici.
DA NON PERDERE
Sicuramente da non perdere, una volta a Pechino, è la visita alla più grande piazza del Mondo Piazza Tian An Men, che rappresenta il centro della città ed è il principale punto di partenza di qualunque visita: dalla Città Proibita ai molti musei presenti. Da visitare anche i numerosi templi, risalenti alle epoche Ming e Manciù, così come il museo della Storia Cinese e il Gran Palazzo del Popolo. A circa 10 chilometri, si trova una delle più imponenti opere mai costruite dall’uomo: la Muraglia Cinese, lunga circa 7.000 chilometri, larga sette metri e alta tra gli otto e gli undici metri, venne costruita impiegando circa 15 anni, la sua funzione primaria fu quella di respingere gli attacchi delle popolazioni che volevano penetrare in Cina in particolar modo la popolazione dei mongoli. La Muraglia Cinese è l’unica opera visibile dallo spazio.L’ARCHITETTURA
Il siheyuan è un tradizionale stile architettonico di Pechino. Un edificio siheyuan è una costruzione quadrata dotata di cortile interno sul quale si affacciano le stanze della casa. Il cortile solitamente ospita un giardino con piante, fiori e acquari. Le abitazioni Siheyuan sono disposte lungo vicoli, hutong, che caratterizzano il centro storico della capitale. Solitamente l'hutong è dritto ed è posto sulla direttrice est-ovest per fare in modo che le entrate delle case si rivolgano a nord e sud rispettando le regole del Feng shui. L'hutong varia in larghezza e alcuni sono molto stretti consentendo il passaggio di pochi passanti. I vicoli hutong stanno rapidamente sparendo per lasciare il posto a moderni edifici e grattacieli. Molti lamentano la perdita di quartieri storici e del tradizionale senso di comunità degli hutongs. Alcuni hutong di particolare interesse architettonico sono oggi oggetto di attenzione da parte del governo in vista dell’imminente Olimpiade.
LA CUCINA
C’è poi da sapere un po’ di cose che riguardano la cucina tipica pechinese: la cucina Mandarina, che è quella che notoriamente mangiamo anche qui in Italia nei vari ristoranti cinesi. Piatti tipici sono a base di pesce, sempre fresco e, in alcuni casi, anche molto costosi, data l’ottima qualità. Piatto tipico di Pechino è l’anatra: molti i ristoranti dove poterla mangiare anche a prezzi contenuti. Il Manhan Quanxi è un tradizionale banchetto che risale all'epoca della Dinastia Qing: costoso e prestigioso è tuttora molto apprezzato. Tuttavia, l’influenza occidentale nella città si avverte molto: non è difficile infatti trovare ristoranti che propongono cucina francese ed italiana.