Ormai da anni, il museo ha raggiunto un tale valore di riconoscibilità urbana che si identifica con la città ospitante e ne sottolinea il valore culturale. Nella capitale canadese vi sono due rilevanti opere museali che si confrontano sul fiume Ottawa, al cospetto delle austere sagome vittoriane del Parlamento, con approcci architettonici completamente diversi sono: il Canadian Museum of Civilization e la National Gallery of Canada. La prima, è stata inaugurata nel 1989, è situata a Hull, nell’area del Parc Laurier, sul fiume Ottawa e rappresenta, forse, una delle più importanti opere di Douglas Cardinal, architetto, nato a Calgary e di origine indiana ed europea.
Il museo è un’opera organica, che recupera attraverso la pietra e i suoi cromatismi le sinuosità naturali del contesto canadese. Le architetture di Cardinal si appropriano dell’intorno e utilizzano una sorta di linguaggio geologico molto inusuale rispetto al “recupero storico” interpretato della maggior parte degli architetti canadesi.
Douglas Cardinal in un colloquio affermò che” la sua architettura si ispirava alle sinuosità del Battle River al centro dell’Alberta e che furono per lui una notevole fonte d’ispirazione la produzione artistica di Lawren Harris e di Alex Janvier. E in architettura le opere di: Frank Lloyd Wright, Antoni Gaudi, Eric Mendelsohn, Alvar Aalto e Eero Saarinen”.
La sua è una ricerca volta a scoprire le infinite possibilità della curva, della plasticità e delle forme liquide, che Cardinal riuscì a progettare e a controllare fin dagli anni novanta con programmi informatici tridimensionali molto innovativi per l’epoca. Il suo espressionismo deriva in parte dalla sua stessa biografia, dalla sua lotta sia pubblica che privata con la propria identità di nativo americano e dalla sua non-conformità concettuale e sociale. Qui a Ottawa, nel Canadian Museum of Civilization, le conchiglie rivestite in rame traggono ispirazione da un passato remoto, dalla fine dell’era glaciale. Un’ala del museo poi ricorda le montagne canadesi sormontate da ghiacciai mentre il rivestimento esterno è realizzato il pietra locale per meglio adeguarlo al contesto naturale.
La pianta ha un impianto radiale che al primo livello dal parcheggio comunica con il deposito delle collezioni. Poi, nella parte nord-est, vi è una prima manica curvilinea con all’interno gli uffici e sulla sommità rivolto verso il fiume Ottawa il ristorante panoramico. Nella manica sud, vi sono gli spazi espositivi, il museo delle poste canadesi e il Canada Hall in cui vi sono rappresentati mille anni di storia dello stato, attraverso l’esposizione di oggetti di uso comune, imbarcazioni, maschere delle tribù indiane, in questo museo si sono concentrate decine di collezioni sparse a Ottawa. All’interno, l’ingresso del museo, avviene nella grande hall curvilinea che fu disegnata da Douglas Cardinal fin dall’inizio per ospitare le ricostruzioni delle abitazioni tradizionali delle tribù indiane. Attraverso le colonne, le vetrate e i frangisole, si ristabilisce il tradizionale rapporto visivo che avviene qui con il fiume Ottawa. Nella sommità della galleria una scala sinuosa permette la comunicazione con i livelli superiori e dal grande volume su più livelli. Per Bruno Zevi fu un “monumento alla diversità”.
La National Gallery of Canada fu iniziata nel 1983 e ultimata nel 1988 dall’architetto canadese Moshe Safdie, che realizzò le ziggurat residenziali dell’Expo 67 di Montreal. Se l’architettura di Douglas Cardinal era una rilettura organica del contesto naturale questa invece è una citazione della città in cui sorge. Forse è avvenuto un processo di reinterpretazione della memoria analogo a quello che ha prodotto la piramide del Louvre di Pei a Parigi. Qui a Ottawa, i riferimenti formali dei volumi neogotici esistenti nel Parlamento hanno permesso a Safdie di ricreare al posto dei pieni delle cupole, i vuoti delle vetrate della National Gallery. All’interno, la pianta crea una “L” e dopo una lieve rampa nella galleria vetrata, si giunge nella grande hall dove una serie di candidi diaframmi filtrano i raggi del sole che penetrano nelle hall che occupa in altezza i tre livelli del museo.
[[ge:rep-locali:repubblica:117036919]]Nella Galleria vi sono collezioni di: arte antica, moderna e contemporanea. Nel primo livello, vi sono le sale in cui è esposta l'arte canadese, una prima parte con opere d’arte contemporanea ..e le mostre temporanee, nel secondo, trovano spazio le sale dedicate all'arte europea antica, all'arte moderna e la seconda parte dell'arte contemporanea. Oltre all’Arte Canadese con autori dell’800 vi sono autori i principali esponenti del realismo e dell'impressionismo francese: Paul Cézanne, Gustave Courbet, Edgar Degas, Vincent van Gogh, Claude Monet, Camille Pissarro, Auguste Renoir. Vi sono le opere del ‘900 che spaziano da Chagall e Klee a Matisse, a Pablo Picasso, George Braque e Leger da Giacometti a Mondrian, El Lissitzky e Schwitters ed uno spazio è dedicato agli autori statunitensi: Marc Rothko e Jackson Pollock. Le sale dell’arte contemporanea vedono la presenza di opere di Oldenburg, di Andy Warhol e di Sol LeWitt. La parte restante del centro storico di Ottawa è occupato dalla Collina del Parlamento e il quartiere centrale ByWard Market.
Il Parliament Building in stile neogotico ha una torre che domina tutta la città. Un altro simbolo storico della città è il Chateau Laurier Hotel realizzato nel 1912 dalla Grand Trunk Railway e destano interesse le vicine chiuse del Rideau Canal costruite per superare il dislivello naturale. Ad Ottawa talvolta succede che, mentre dall’altra parte del fiume sullo spiazzo davanti al Museo delle Civilizzazioni le danze indiane ripercorrono la tradizione indigena delle popolazioni di origine siberiana, in alto, sulla collina del Parlamento avviene il cambio della guardia in alta uniforme che è una memoria vittoriana della storia canadese. Forse è’ lo specchio di questa grande nazione in cui i conflitti sociali sono veramente ridotti ed in cui le memorie del passato riescono a fondersi con quelle presenti.
Il museo è un’opera organica, che recupera attraverso la pietra e i suoi cromatismi le sinuosità naturali del contesto canadese. Le architetture di Cardinal si appropriano dell’intorno e utilizzano una sorta di linguaggio geologico molto inusuale rispetto al “recupero storico” interpretato della maggior parte degli architetti canadesi.
Douglas Cardinal in un colloquio affermò che” la sua architettura si ispirava alle sinuosità del Battle River al centro dell’Alberta e che furono per lui una notevole fonte d’ispirazione la produzione artistica di Lawren Harris e di Alex Janvier. E in architettura le opere di: Frank Lloyd Wright, Antoni Gaudi, Eric Mendelsohn, Alvar Aalto e Eero Saarinen”.
La sua è una ricerca volta a scoprire le infinite possibilità della curva, della plasticità e delle forme liquide, che Cardinal riuscì a progettare e a controllare fin dagli anni novanta con programmi informatici tridimensionali molto innovativi per l’epoca. Il suo espressionismo deriva in parte dalla sua stessa biografia, dalla sua lotta sia pubblica che privata con la propria identità di nativo americano e dalla sua non-conformità concettuale e sociale. Qui a Ottawa, nel Canadian Museum of Civilization, le conchiglie rivestite in rame traggono ispirazione da un passato remoto, dalla fine dell’era glaciale. Un’ala del museo poi ricorda le montagne canadesi sormontate da ghiacciai mentre il rivestimento esterno è realizzato il pietra locale per meglio adeguarlo al contesto naturale.
La pianta ha un impianto radiale che al primo livello dal parcheggio comunica con il deposito delle collezioni. Poi, nella parte nord-est, vi è una prima manica curvilinea con all’interno gli uffici e sulla sommità rivolto verso il fiume Ottawa il ristorante panoramico. Nella manica sud, vi sono gli spazi espositivi, il museo delle poste canadesi e il Canada Hall in cui vi sono rappresentati mille anni di storia dello stato, attraverso l’esposizione di oggetti di uso comune, imbarcazioni, maschere delle tribù indiane, in questo museo si sono concentrate decine di collezioni sparse a Ottawa. All’interno, l’ingresso del museo, avviene nella grande hall curvilinea che fu disegnata da Douglas Cardinal fin dall’inizio per ospitare le ricostruzioni delle abitazioni tradizionali delle tribù indiane. Attraverso le colonne, le vetrate e i frangisole, si ristabilisce il tradizionale rapporto visivo che avviene qui con il fiume Ottawa. Nella sommità della galleria una scala sinuosa permette la comunicazione con i livelli superiori e dal grande volume su più livelli. Per Bruno Zevi fu un “monumento alla diversità”.
La National Gallery of Canada fu iniziata nel 1983 e ultimata nel 1988 dall’architetto canadese Moshe Safdie, che realizzò le ziggurat residenziali dell’Expo 67 di Montreal. Se l’architettura di Douglas Cardinal era una rilettura organica del contesto naturale questa invece è una citazione della città in cui sorge. Forse è avvenuto un processo di reinterpretazione della memoria analogo a quello che ha prodotto la piramide del Louvre di Pei a Parigi. Qui a Ottawa, i riferimenti formali dei volumi neogotici esistenti nel Parlamento hanno permesso a Safdie di ricreare al posto dei pieni delle cupole, i vuoti delle vetrate della National Gallery. All’interno, la pianta crea una “L” e dopo una lieve rampa nella galleria vetrata, si giunge nella grande hall dove una serie di candidi diaframmi filtrano i raggi del sole che penetrano nelle hall che occupa in altezza i tre livelli del museo.
[[ge:rep-locali:repubblica:117036919]]Nella Galleria vi sono collezioni di: arte antica, moderna e contemporanea. Nel primo livello, vi sono le sale in cui è esposta l'arte canadese, una prima parte con opere d’arte contemporanea ..e le mostre temporanee, nel secondo, trovano spazio le sale dedicate all'arte europea antica, all'arte moderna e la seconda parte dell'arte contemporanea. Oltre all’Arte Canadese con autori dell’800 vi sono autori i principali esponenti del realismo e dell'impressionismo francese: Paul Cézanne, Gustave Courbet, Edgar Degas, Vincent van Gogh, Claude Monet, Camille Pissarro, Auguste Renoir. Vi sono le opere del ‘900 che spaziano da Chagall e Klee a Matisse, a Pablo Picasso, George Braque e Leger da Giacometti a Mondrian, El Lissitzky e Schwitters ed uno spazio è dedicato agli autori statunitensi: Marc Rothko e Jackson Pollock. Le sale dell’arte contemporanea vedono la presenza di opere di Oldenburg, di Andy Warhol e di Sol LeWitt. La parte restante del centro storico di Ottawa è occupato dalla Collina del Parlamento e il quartiere centrale ByWard Market.
Il Parliament Building in stile neogotico ha una torre che domina tutta la città. Un altro simbolo storico della città è il Chateau Laurier Hotel realizzato nel 1912 dalla Grand Trunk Railway e destano interesse le vicine chiuse del Rideau Canal costruite per superare il dislivello naturale. Ad Ottawa talvolta succede che, mentre dall’altra parte del fiume sullo spiazzo davanti al Museo delle Civilizzazioni le danze indiane ripercorrono la tradizione indigena delle popolazioni di origine siberiana, in alto, sulla collina del Parlamento avviene il cambio della guardia in alta uniforme che è una memoria vittoriana della storia canadese. Forse è’ lo specchio di questa grande nazione in cui i conflitti sociali sono veramente ridotti ed in cui le memorie del passato riescono a fondersi con quelle presenti.