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Il paradiso degli architetti

In vista delle Olimpiadi, Pechino è stata trasformata dai creativi di tutto il mondo. Lo stadio ricorda un nido d'uccello e la piscina è tutta ispirata all'elemento dell'acqua

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Da una quindicina d'anni, da quando è arrivato il miracolo economico, i superstiziosissimi cinesi hanno cominciato ad amare i numeri. Non quelli incomprensibili e non sempre rassicuranti di statistiche e tassi d’interesse, ma quelli che simboleggiano agiatezza e vita facile. L’otto e il sei sono indubbiamente i più venerati. La loro pronuncia, in dialetto cantonese, è infatti quasi uguale a quella delle parole ricchezza e fortuna. A Pechino scrollano le spalle, affermano che le date sono state decise a livello internazionale, ma è indiscutibile che quell’8/8/008, data di inizio delle Olimpiadi, è una combinazione piena di otto e zeri, numeri dalle forme rotonde e lusinghiere.

Arricchiti e ottimisti ma sempre scaramantici, i cinesi rimangono comunque attaccatissimi alle loro tradizioni, come l’arte geomantica taoista del Feng Shui. Metodo costruttivo vecchio di oltre tremila anni che rispetta e interpreta i segni naturali dei luoghi e che vede nel vento e nell’acqua gli elementi plasmanti e armonizzanti di ogni angolo terrestre. Chi si avvicinerà alle strutture destinate alle gare olimpiche, non potrà non percepire tutta l’energia positiva e l’armonia che gli architetti, ingegneri e urbanisti di studi internazionali e cinesi, sono riusciti ad imporre agli edifici, collocati principalmente nell’area di 1.135 ettari, chiamata Olympic Green e realizzata lungo l’asse nord-sud della città. L’area modifica l’intero assetto urbanistico di Pechino, ridisegnando un nuovo equilibrio tra la città moderna e quella antica, tra spazi verdi e abitativi.

Vediamo alcune strutture, tra le più significative di queste Olimpiadi. L’acqua, elemento centrale della filosofia Feng Shui, è la protagonista del semitrasparente Centro Nazionale di Sport Acquatici, già ribattezzato con il soprannome Water Cube (cubo di acqua) per la forma cubica. Con i suoi 80.000 metri quadrati di superficie e gli undicimila posti a sedere, ospiterà le gare di tuffo, nuoto, nuoto sincronizzato e water polo. L’originalissima struttura in ferro, cemento e spesse pellicole di materiale plastico, è stata ideata per evocare le bolle di sapone e la loro leggerezza. Alla progettazione del complesso hanno collaborato studi cinesi e australiani. Sempre ispirato ad un elemento naturale, e altro simbolo architettonico delle Olimpiadi 2008, è lo Stadio Nazionale di Pechino; l’esterno è stato concepito (anche strutturalmente, nei suoi elementi portanti) come un gigantesco nido di uccello. Lo stadio, per la sua forma singolare e riconoscibilissima, si è guadagnato subito il soprannome Bird’s Nest (nido d’uccello). Alla progettazione hanno contribuito lo studio svizzero Herzog & de Meuron, l’inglese ArupSports e il cinese China Architecture Design & Research Group. Lungo 330 metri, largo 220 e predisposto per 100.000 posti a sedere, ospiterà le cerimonie di inizio e di fine dei Giochi, le partite di calcio e le gare di atletica. La copertura è mobile, l’acqua piovana verrà raccolta e riciclata, la ventilazione, come nelle altre strutture olimpiche, verrà favorita dalle aperture della facciata per ridurre al minimo l’uso di areazione artificiale. Originale è anche il Velodromo Laoshan, concepito come un cerchio, per ricordare la ruota della bicicletta: si regge su 24 pilastri a forma di V che evocano il simbolo della vittoria sulle due dita della mano; i posti a sedere sono seimila ed è destinato ad ospitare tutte le gare di ciclismo in-door. A forma di ventaglio, visto dall’alto, è invece lo Stadio Nazionale In-door; con ventimila posti a sedere è destinato ad accogliere le gare di ginnastica artistica, pallavolo e trampolino. Sarà anche la sede dei Giochi Paralimpici.