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Tunisia

Per la prima volta a Zembra

Con una nuovissima crociera lungo la costa tunisina si arriva su un'isola ancora incontaminata. Un oasi di profumi e di silenzio dove vivono indisturbati falchi e cormorani. Dweb

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Un miraggio verde al largo di Tunisi. Oasi di profumi e silenzi a poche ore di navigazione dal caos della Medina. Le magnifiche isole di Zembra e Zembretta (quest'ultima poco più di uno scoglio di due ettari a est dell'isola madre) costituiscono un parco naturale speciale. Venne creato dal governo nel 1977 e fu il primo del Paese. Cespugli di lentisco, erica multiflora e corbezzoli si mischiano agli arbusti fittissimi di cisto, ginepro e olivastro.

Una macchia mediterranea ricchissima che ricopre l'intera superficie dell'isola (389 ettari) dalla cima del rilievo più alto (435 metri) fino alle baie trasparenti tra giochi di scogli e pietraie formidabili. Qui la biodiversità è davvero importante: migliaia di nidi di berta maggiore (ce ne sono più di 90mila) e parecchi esemplari di falco pellegrino, gabbiani corsi e cormorani vivono indisturbati tra 230 varietà di piante. Tutto perfettamente preservato dalla presenza dei militari che ne hanno fatto da anni un avamposto di controllo marittimo all'entrata della baia di Tunisi. Da un lato la presenza dei soldati (che occupano alcune costruzioni lasciate in eredità da un vecchio progetto di accueil turistico ormai abbandonato) ha contribuito alla salvaguardia pressoché totale del patrimonio verde del parco. Dall'altro è un peccato che per ora l'accesso non sia alla portata di nessun turista. Ma è proprio di questi giorni la notizia che sono al varo nuovi progetti di riorganizzazione dell'isola con idee di ecoturismo e accesso controllato. Dopo anni di isolamento finalmente Zembra tornerà a essere un'isola viva. Con tutti i pro e i contro.

Solo pochi fortunati fino a oggi (studiosi, biologi, guardaparco e visitatori con permessi speciali concessi con il contagocce dal ministero della Difesa) sono potuti sbarcare qui e camminare sui sentieri ormai invisibili. Quando siamo sbarcati noi i panorami del versante est erano un paradiso. L'acqua un incanto di pulizia e colori. Le falesie del versante nord, alte sino a 400 m, strapiombavano sul mare riflettendo le luci calde del Maghreb. Le pendici della montagna (che sono la continuazione della dorsale tunisina) erano un raro spettacolo di fiori e aromi selvatici. Il silenzio, totale.

Da lontano. Zembra sembrava un'isola dei cartoon. Da vicino il fascino dell'approdo era un po' rovinato dalle costruzioni (poche, e concentrate vicino al molo) di cemento che per ora sono la base dei militari. Ma sono bastati pochi minuti a piedi per ritrovare subito un oceano di tesori naturali preziosissimi abitati da migliaia di uccelli migratori.