Itinerari tra i sapori, i prodotti, le tradizioni alpine e le feste dei raccolti, ma anche tra i colori della natura. E' questa la proposta del Trentino d'autunno, quando le sue valli si trasformano in un variopinto affresco carico di colori. In questa natura che si prepara al riposo si possono scoprire così le anime più autentiche del Trentino ed i riti antichi del mondo rurale legato alla montagna. Il ritorno degli animali dagli alpeggi in quota è uno di questi: dalla Val di Fiemme al Primiero, una festa corale, rumorosa e soprattutto molto colorata. E poi la raccolta e la vendemmia, che in questa terra sul finire dell'estate dispensano alcuni dei suoi prodotti migliori. Al termine dei raccolti immancabile scoppia la festa e i weekend di fine estate e dell'autunno si vivono così tra sapori, profumi, amicizia e atmosfere spensierate.
E' tra le pieghe delle medie stagioni che si scopre un Trentino meno conosciuto, quello che mostra la sua anima rurale, genuino e immediato come i suoi frutti, schietto anche nell'ospitalità senza fronzoli degli agritur immersi tra frutteti o pergole. Settembre e ottobre sono i mesi giusti per visitare la Val di Non, altopiano verde nel cuore del Trentino occidentale, famoso per le sue mele. E' questo il periodo della raccolta per migliaia di famiglie contadine che si ritrovano nei campi dal mattino fino al tramonto. Un'esperienza che si può condividere soggiornando negli agriturismi di molte aziende agricole che offrono un'ospitalità semplice e sapori genuini, tra giornate scandite dai ritmi del lavoro nei frutteti. Ma la Val di Non evoca anche altri sapori e percorrendo la Strada della Mela e dei Sapori si potranno scoprire tesori nascosti di antica tradizione artigianale: la Mortandela affumicata, l'insaccato tipico della Val di Non, presidio Slow Food, il Trentingrana, le apicolture da cui nascono varietà originali di miele.
Ai piatti tradizionali della cucina locale è dedicata anche una speciale rassegna che coinvolge i migliori ristoranti della zona: "Gli Antichi Sapori della Val di Non" (17 ottobre - 2 novembre).
In Vallagarina è invece tempo di vendemmie, tra le pergole cariche di grappoli di Marzemino delle tenute che circondano i numerosi borghi sulle due sponde dell'Adige, da Calliano a Borghetto. I castelli sono testimoni da secoli di una vera festa in campagna, tra i filari, che una volta conferite le uve alle cantine si trasferisce nei paesi con un fitto calendario di manifestazioni dedicate al vino, alla cultura del bere e ai prodotti della Strada del vino e dei sapori della Vallagarina. Vivere le atmosfere della vendemmia in Vallagarina è davvero "un'altra vacanza", da assaporare immergendosi in queste realtà rurali e soggiornando in piccoli agritur a conduzione familiare. E' uno dei nuovi progetti di accoglienza creati in Trentino per quelle zone del territorio con una spiccata vocazione rurale, come la Vallagarina ma anche la Val di Non, la Val Rendena, la Valsugana, il Bleggio e il Lomaso. In Vallagarina però non si celebrano solo le vendemmie: settembre è anche mese della cultura, con i festival di danza "Oriente Occidente" (4-14 settembre), il Festival internazionale W.A.Mozart (26-28 settembre e 3-5 ottobre), la Rassegna internazionale del Cinema archeologico (6-11 ottobre).
Tra le prime ad essere vendemmiate, le uve bianche di chardonnay raccolte sulle pergole che ricoprono le colline nella Valle dell'Adige attorno a Trento sono già state lavorate nelle cantine. Per loro è già incominciato un viaggio che, scandito da un rigido disciplinare che ne fissa tempi, gesti, quantità, si concluderà quando si saranno trasformate nel più celebrato prodotto dell'enologia trentina, simbolo di festa per antonomasia, il TRENTODOC metodo classico. Ed è proprio questo spumante di riconosciuto pregio, dal profumo delicato ed elegante che suggerisce note fruttate e fragranti, gusto secco, fine e armonico, il miglior compagno dell' "Autunno Trentino". In questa occasione la città di Trento e il territorio limitrofo si trasformano in una vetrina dell'eccellenza enogastronomica trentina. Nelle valli delle Dolomiti trentine, invece, la fine dell'estate è annunciata da un inconfondibile scampanellio: è quello dei campanacci al collo di mucche e capre che, agghindate da corone di nastri intrecciati ai fiori alpini, fanno ritorno a valle dopo il soggiorno estivo nelle malghe e sugli alpeggi. Si sono nutrite per settimane di erbe dei monti e hanno bevuto solo acque di sorgenti in quota, purissime.
[[ge:rep-locali:repubblica:117037501]]I malgari le hanno munte ogni giorno e il loro latte è stato trasformato in burro, ricotta e soprattutto formaggi che una volta giunti a maturazione sprigionano profumi unici: come il Caprino di Cavalese, il Puzzone di Moena, la Toséla di Primiero. Da Cavalese in Val di Fiemme alla Valle di Primiero, dove a settembre si festeggiano le "desmontegade" degli animali, non a caso corre la "Strada dei Formaggi delle Dolomiti", un unicum di paesaggi alpini e di storie legate al lavoro in malga e nei caseifici in valle. Storie di "caserade" e saperi antichi tramandati da generazioni, che si trasformano in gioia per il nostro palato.
La castagna è un riassunto del bosco e un simbolo dell'autunno. In Trentino sono zone come l'Altipiano di Brentonico, alle pendici del Monte Baldo, oppure i boschi sopra l'abitato di Roncegno Terme in Valsugana e quelli di Pranzo nelle Giudicarie ad ospitare i maestosi castagni i cui frutti, che un tempo sostituivano spesso la farina sulle tavole contadine, si abbinano in modo originale nei piatti e sono l'ingrediente base per saporiti dolci.
A Castione e Roncegno in ottobre si tengono le feste dedicate a questo frutto dell'autunno. Per un altro frutto del bosco, la noce sull'altopiano del Bleggio nelle Giudicarie , a settembre si rinnova il rito della "battitura. Le noci del Bleggio, coltivate fin dal 1500, si gustano in un originale salume alle noci, una specie di norcino locale, o nel fragrante pane preparato da uno storico forno nel borgo di Rango e ancora nel liquore alle noci prodotto artigianalmente. Su questo altopiano si coltivano anche le gustose patate "montagnine" che nell'anno della patata sono protagoniste di sorprendenti e originali menù a tema, dall'antipasto al dolce, proposti dai ristoranti della zona. Un altro prodotto di questa zona è il miele con i suoi aromi rubati ai campi e ai boschi e a cui sarà dedicato un festival che si terrà al Parco delle terme di Comano dal 5 al 7 settembre.
Miele in tutte le sue accezioni, forme e sapori, con un intenso calendario di laboratori, cene a tema, mostre e spettacoli. Un' ulteriore occasione per scoprire il territorio del comprensorio Terme di Comano - Dolomiti di Brenta con i suoi borghi contadini ricchi di originali architetture rurali. Come Rango e San Lorenzo in Banale inseriti nel ristretto elenco dei "Borghi più belli d'Italia", mete per un turismo rurale nel segno della tranquillità, dove scoprire natura e sapori con ritmi di altri tempi
E' tra le pieghe delle medie stagioni che si scopre un Trentino meno conosciuto, quello che mostra la sua anima rurale, genuino e immediato come i suoi frutti, schietto anche nell'ospitalità senza fronzoli degli agritur immersi tra frutteti o pergole. Settembre e ottobre sono i mesi giusti per visitare la Val di Non, altopiano verde nel cuore del Trentino occidentale, famoso per le sue mele. E' questo il periodo della raccolta per migliaia di famiglie contadine che si ritrovano nei campi dal mattino fino al tramonto. Un'esperienza che si può condividere soggiornando negli agriturismi di molte aziende agricole che offrono un'ospitalità semplice e sapori genuini, tra giornate scandite dai ritmi del lavoro nei frutteti. Ma la Val di Non evoca anche altri sapori e percorrendo la Strada della Mela e dei Sapori si potranno scoprire tesori nascosti di antica tradizione artigianale: la Mortandela affumicata, l'insaccato tipico della Val di Non, presidio Slow Food, il Trentingrana, le apicolture da cui nascono varietà originali di miele.
Ai piatti tradizionali della cucina locale è dedicata anche una speciale rassegna che coinvolge i migliori ristoranti della zona: "Gli Antichi Sapori della Val di Non" (17 ottobre - 2 novembre).
In Vallagarina è invece tempo di vendemmie, tra le pergole cariche di grappoli di Marzemino delle tenute che circondano i numerosi borghi sulle due sponde dell'Adige, da Calliano a Borghetto. I castelli sono testimoni da secoli di una vera festa in campagna, tra i filari, che una volta conferite le uve alle cantine si trasferisce nei paesi con un fitto calendario di manifestazioni dedicate al vino, alla cultura del bere e ai prodotti della Strada del vino e dei sapori della Vallagarina. Vivere le atmosfere della vendemmia in Vallagarina è davvero "un'altra vacanza", da assaporare immergendosi in queste realtà rurali e soggiornando in piccoli agritur a conduzione familiare. E' uno dei nuovi progetti di accoglienza creati in Trentino per quelle zone del territorio con una spiccata vocazione rurale, come la Vallagarina ma anche la Val di Non, la Val Rendena, la Valsugana, il Bleggio e il Lomaso. In Vallagarina però non si celebrano solo le vendemmie: settembre è anche mese della cultura, con i festival di danza "Oriente Occidente" (4-14 settembre), il Festival internazionale W.A.Mozart (26-28 settembre e 3-5 ottobre), la Rassegna internazionale del Cinema archeologico (6-11 ottobre).
Tra le prime ad essere vendemmiate, le uve bianche di chardonnay raccolte sulle pergole che ricoprono le colline nella Valle dell'Adige attorno a Trento sono già state lavorate nelle cantine. Per loro è già incominciato un viaggio che, scandito da un rigido disciplinare che ne fissa tempi, gesti, quantità, si concluderà quando si saranno trasformate nel più celebrato prodotto dell'enologia trentina, simbolo di festa per antonomasia, il TRENTODOC metodo classico. Ed è proprio questo spumante di riconosciuto pregio, dal profumo delicato ed elegante che suggerisce note fruttate e fragranti, gusto secco, fine e armonico, il miglior compagno dell' "Autunno Trentino". In questa occasione la città di Trento e il territorio limitrofo si trasformano in una vetrina dell'eccellenza enogastronomica trentina. Nelle valli delle Dolomiti trentine, invece, la fine dell'estate è annunciata da un inconfondibile scampanellio: è quello dei campanacci al collo di mucche e capre che, agghindate da corone di nastri intrecciati ai fiori alpini, fanno ritorno a valle dopo il soggiorno estivo nelle malghe e sugli alpeggi. Si sono nutrite per settimane di erbe dei monti e hanno bevuto solo acque di sorgenti in quota, purissime.
[[ge:rep-locali:repubblica:117037501]]I malgari le hanno munte ogni giorno e il loro latte è stato trasformato in burro, ricotta e soprattutto formaggi che una volta giunti a maturazione sprigionano profumi unici: come il Caprino di Cavalese, il Puzzone di Moena, la Toséla di Primiero. Da Cavalese in Val di Fiemme alla Valle di Primiero, dove a settembre si festeggiano le "desmontegade" degli animali, non a caso corre la "Strada dei Formaggi delle Dolomiti", un unicum di paesaggi alpini e di storie legate al lavoro in malga e nei caseifici in valle. Storie di "caserade" e saperi antichi tramandati da generazioni, che si trasformano in gioia per il nostro palato.
La castagna è un riassunto del bosco e un simbolo dell'autunno. In Trentino sono zone come l'Altipiano di Brentonico, alle pendici del Monte Baldo, oppure i boschi sopra l'abitato di Roncegno Terme in Valsugana e quelli di Pranzo nelle Giudicarie ad ospitare i maestosi castagni i cui frutti, che un tempo sostituivano spesso la farina sulle tavole contadine, si abbinano in modo originale nei piatti e sono l'ingrediente base per saporiti dolci.
A Castione e Roncegno in ottobre si tengono le feste dedicate a questo frutto dell'autunno. Per un altro frutto del bosco, la noce sull'altopiano del Bleggio nelle Giudicarie , a settembre si rinnova il rito della "battitura. Le noci del Bleggio, coltivate fin dal 1500, si gustano in un originale salume alle noci, una specie di norcino locale, o nel fragrante pane preparato da uno storico forno nel borgo di Rango e ancora nel liquore alle noci prodotto artigianalmente. Su questo altopiano si coltivano anche le gustose patate "montagnine" che nell'anno della patata sono protagoniste di sorprendenti e originali menù a tema, dall'antipasto al dolce, proposti dai ristoranti della zona. Un altro prodotto di questa zona è il miele con i suoi aromi rubati ai campi e ai boschi e a cui sarà dedicato un festival che si terrà al Parco delle terme di Comano dal 5 al 7 settembre.
Miele in tutte le sue accezioni, forme e sapori, con un intenso calendario di laboratori, cene a tema, mostre e spettacoli. Un' ulteriore occasione per scoprire il territorio del comprensorio Terme di Comano - Dolomiti di Brenta con i suoi borghi contadini ricchi di originali architetture rurali. Come Rango e San Lorenzo in Banale inseriti nel ristretto elenco dei "Borghi più belli d'Italia", mete per un turismo rurale nel segno della tranquillità, dove scoprire natura e sapori con ritmi di altri tempi