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SUDAFRICA

Dove regnano gli animali

Due milioni di ettari, quanto la nostra Puglia. È il parco Kruger in Sudafrica, un luogo incredibile per la ricchezza della fauna, dove l’osservazione della natura è una cosa seria

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L'ecoturista che volesse visitare, per ogni continente, il luogo più significativo per la fauna (così come per il mussulmano la Mecca, per l’archeologo gli scavi di Pompei, per l’architetto la città di Brasilia, per l’alpinista l’Everest) potrebbe, per l’Africa, scegliere tra almeno tre luoghi mitici: il Parco Nazionale Serengeti (di cui la televisione ci ammannisce giornalmente la cruenta scena del ghepardo con la gazzella), quello del Virunga in Congo e lo storico Kruger in Sudafrica.

Dopo lunga riflessione e in base a esperienze dirette, penso che quest’ultimo possa, per quanto riguarda la fauna africana, offrire la massima soddisfazione. Questo parco - nato nel 1898 e oggi esteso per due milioni di ettari, quanto la nostra Puglia, e altrettanto lungo e stretto - offre all’appassionato di animali il massimo. Intendiamoci bene. Qui non si parla di assembramenti di pulmini camuffati da zebre attorno al leone in amore, di plotoni di turisti con teleobbiettivi crepitanti, di jeep cariche di giapponesi festanti.

Qui al Kruger l’osservazione della natura è cosa seria. Molto seria. La cosa più interessante è che lo si può percorrere con la propria auto (per le auto scoperte occorrono speciali permessi mentre bus e caravan sono ammessi solo sulle strade asfaltate) senza vicini invadenti, compagni impazienti, guide petulanti. Soli voi e la natura, su un buon reticolo di strade, con tappe tranquille, lodges e campi comodissimi, posti a distanze ragionevoli e situati su panorami stupendi circondati da alberi e animali di ogni genere.

Il catalogo delle specie di questo meraviglioso museo all’aria aperta è insuperabile, grazie alla grande varietà di paesaggi che vanno dalla savana alla steppa, dal fiume al deserto, dalle rocce alle praterie con 336 alberi diversi, con predominanza di acacie ombrellifere, arbusteti di mopane (una specie tipica di questi territori) alberi di cassia dai fiori gialli e giganteschi baobab.

Ma sicuramente è sulla fauna che l’ecoturista che visita il Kruger può fare più affidamento. Qui, tutte le specie animali dell’Africa - a parte solo le grandi scimmie (gorilla, scimpanzé e bonobo) che vivono nelle foreste pluviali - sono presenti al gran completo e visibili, addirittura a pochi metri dai vostri finestrini, che dovrete (è caldamente consigliato) tenere ben chiusi.

Cominciamo da Big Five che all’epoca dei safari rappresentavano il trofeo più ambito dei cacciatori: l’elefante, il rinoceronte, il bufalo, il leone e il leopardo. Farsi fotografare sul cadavere di uno di questi animali era la massima aspirazione di tanti tartarini. Bene: il Kruger è uno dei luoghi dove, in pochi giorni, è possibile vederli e magari fotografarli tutti e cinque. Ecco mamma rinoceronte col suo piccolo, un bambolotto di gomma nera, che attraversa la strada, ecco la famiglia di leoni (ce ne sono 1200) che fanno la siesta sull’asfalto, ecco il leopardo in caccia tra l’erba alta, ecco i bufali che escono dalla pozza grondanti melma, ecco la carovana silenziosa degli elefanti nella savana. Ma non solo questi, non solo questi.

[[ge:rep-locali:repubblica:117037508]]Chi voglia fare le cose per bene deve però assoggettarsi a regole precise. In primo luogo trovarsi all’alba ai cancelli dei vari campi, ce ne sono 12, dall’ingresso a sud fino al confine nord, oltre il Tropico del Capricorno. A seconda delle stagioni le aperture vanno dalle 4.30 alle 6.00 (la chiusura va dalle 17.30 (estate) alle 18.30. E non auguro a nessuno di restar fuori la notte. Alle prime luci la natura e gli animali si presentano nella loro forma migliore: ghepardi in posa su un tronco ribaltato, zebre e gnu che pascolano nell’erba soffusa di bassa nebbia, i salti rossicci degli impala, la iena con i cuccioli, facoceri bitorzoluti e, se si è molto fortunati, la marcia dinoccolata e preoccupante dei licaoni in caccia. Nelle pozze d’acqua, nei laghetti e sulle sponde dei fiumi, le baruffe degli ippopotami e la sosta sorniona e immobile dei coccodrilli.

Per gli appassionati di antilopi, ad ogni curva c’è da restare estasiati: kudu dalle corna a tortiglione, eland massicci, antilopi d’acqua irsute, damalischi sgraziati, nyala elusivi, dik dik scattanti, elegantissime e stilizzate antilopi nere e rare antilopi roane... Nelle ore più calde, se non si è proprio frenetici, si può sostare in un Camp a bersi una bibita godendosi l’andirivieni degli uccelli tessitori attorno ai nidi in costruzione, il meriggiare delle agame, grandi lucertoloni dalla testa color turchese, o il volo esitante del pigliamosche paradiso.

[[ge:rep-locali:repubblica:117037509]]Verso il tramonto ritornano le passerelle degli animali. E l’immagine più ambita dei fotografi, è la sagoma di una o più giraffe sullo sfondo del sole calante tra nubi rosso sangue e acacie ombrellifere..

Per gli uccelli, non c’è che l’imbarazzo della scelta: ce ne sono 507 specie diverse. Ecco ad esempio le grandi otarde, i buceri terrestri dai bargigli rosso fuoco, i falchi giocolieri dal volo acrobatico, gli struzzi saggi e veloci, le ghiandaie marine dal petto color ametista, i martin pescatori, i grandi e ieratici serpentari, le aquile marziali, le cicogne di varie specie... insomma una voliera a cielo aperto da far impazzire di gioia i birdwatcher di tutto il mondo. Per gli specialisti, poter vedere la jena bruna, molto rara, il rinoceronte nero, (di quelli bianchi ce ne sono moltissimi) o il leone sulla preda, sono le occasioni più ricercate.

Oggi, con le migliorate condizioni politiche, il Kruger è entrato a far parte dell’immenso Great Limpopo Transfrontier Park (40.000 chilometri quadri, quanto l’Olanda) esteso in Mozambico e Zimbabwe e si sono potute eliminare le recinzioni, consentendo così agli animali di spostarsi senza ostacoli.