Viaggi

Sudafrica e Zimbabwe

Nelle sacre terre dei Venda

La Foresta Sacra, il lago Fundudzi, regno del mitico coccodrillo bianco e del pitone, le cascate di Phiphidi: in questa terra vive un popolo antico che continua a tramandare un ricco patrimonio culturale

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A meridione del Limpopo river, confine naturale tra Sudafrica e Zimbabwe, stretta tra la parte settentrionale del Kruger Park e il bushveld (la savana tropicale) della regione del Gauteng (Johannesburg e Pretoria), si apre la terra del popolo Venda. Verdi colline africane, dove piantagioni di banani, arance, avocado e noci macadamia ti seguono per chilometri, e appena più in alto si aprono le piantagioni di té e spunta spontaneo il mango.

Seppur povera nei villaggi rurali, manciate di capanne familiari affacciate sulle strade polverose e rossicce, l’area ha un patrimonio naturale e di leggende che il popolo Venda, la cui lingua è una delle 11 ufficiali sudafricane, continua a tramandare. Qui c’è la Foresta Sacra, che il turista non può percorrere a piedi, e il lago Fundudzi del coccodrillo bianco, nelle cui acque è vietato bagnarsi e dove, si racconta, le due “madi”, le acque del lago e del fiume, non si mischiano, l’una rimane ferma e l’altra scorre. Qui le scroscianti cascate di Phiphidi e la casa della Regina della Pioggia, qui il pitone ha sembianze divine e le vergini, nel rito della maggiore età, al suono dei tamburi, rievocano il grande serpente nella danza chiamata “domba”.

Arrivare nella regione del Limpopo (così si chiama l’intera area dove abitano anche i Venda che, in totale non raggiungono il milione di anime) non è complicato. Da Johannesburg si prende la N1 per Pretoria e si prosegue sempre a Nord su questa ottima autostrada a pedaggio. Le aree per il rifornimento del carburante sono attrezzate e sicure (i bagni decisamente più puliti che nelle nostre autostrade). Possibile fermata, con breve deviazione, al bivio con Bela-Bela, l’ex Warmbath (il sito per il turismo): acque calde, zona termale attrezzata.

Sempre a Nord, direzione Musina: a 50 km da Polokwane il paesaggio, qua e là chiazzato da specchi d’acqua e mandrie bovine in libertà, da arbusti scheletrici plasmati dal vento e dall’argilla rugosa dei termitai, cambia, lasciando spazio alle colline e ai baobab. Polokwane (il sito) è la capitale dell’intera regione del Limpopo.

Si prosegue sulla N1 direzione Machado (ex Louis Trichardt) e Musina (Messina). Ormai si è giunti al Tropico (il cartello di Capricorn ne dà testimonianza), ma si deve arrivare fino a Willie’s Poort per trovare, a destra, la strada per Thohoyandou, la capitale della terra dei Venda (il sito ufficiale). Ai bordi della provinciale si incontrano i mercatini della frutta tropicale, colorata e abbondante. La città ha un solo luogo vitale con negozi, centro affari e stazione dei piccoli bus che collegano i villaggi (i matatu kenioti), ma c’è anche ha un hotel con piscina, area congressi e casinò (Tusk Venda Hotel).

Non stupisca il casinò: il gioco d’azzardo è una malattia in Sudafrica, e i Venda non sono da meno. Ai tavoli da gioco uomini d’ogni età (alle slot anche donne con i coloratissimi vestiti tradizionali, ora rivisti e corretti con ampi asciugamani sgargianti) si avventurano nei territori del rischio e dei sogni di ricchezza. Thohoyandou (base per le visite) prende il nome dal grande capo che secoli fa promise al padre, Dimbanyka, di unificare i vari clan dei Venda e farne una nazione. Ma le versioni della storia differiscono, anche una legata ad una competizione tra fratelli ambiziosi per ottenere la successione: il dato costante è che il padre era rimasto intrappolato in una caverna e da lì, attraverso le rocce, parlò al figlio. Gli archeologi hanno riscoperto le zone dei primi insediamenti, segnalati come Dzata1 e Dzata2 (che significa “buon posto”).

Thohoyandou significa “capo degli elefanti”. Ancor oggi “nda ndou” (“buona giornata elefante”) resta l’espressione di rispetto per salutare. Nell’arco di 50 km si possono raggiungere sia il Kruger, cancello nord di Punda Maria, che la Foresta Sacra, la Thathe Vondo Forest, dai giganteschi alberi, selvagge varietà di felci e intricati rampicanti. Due mitiche creature sono a guardia del bosco: il leone bianco (lo spirito del capo Nethathe) e l’uccello Ndadzi, che vola sulle ali dei tuoni. Qui si può trovare un gigantesco fungo, commestibile, chiamato Nkoa.

Ottenuto il permesso per la Sacra Foresta (dalla R523: si può percorrere solo in auto), dopo 15 km., dall’alto si può ammirare il Lago Sacro di Fundudzi, descritto dal quotidiano Guardian di Johannesburg come “Zombie lake”. Amos, un Venda rispettato nel suo villaggio nella zona di Sibasa, collaboratore della Ong Action Aid di cui è un cosiddetto “facilitatore” nella promozione dei diritti e nei programmi di salute e igiene, ripete la storia dell’acqua del lago che non si mischia con quella del fiume.

Esistono escursioni organizzate fino al Fundudzi (che va avvicinato con rispetto e all’inizio guardato solo piegati tra le gambe con le spalle al lago...): questa è la dimora del coccodrillo bianco e del pitone. La leggenda narra della trasformazione nel serpente dell’innamorato inconsolabile che si gettò nelle acque. Da qui la danza Domba, del pitone, delle vergini. Kwathe, una ragazza Venda che da Thohoyandou deve tornare al suo villaggio e costeggiare il lago sorride e smitizza: “Vieni con me e così lo vedi, io ci passo tutti i giorni...”.

A dodici chilometri dalla capitale Venda, ecco le cascate Phiphidi: i capi del clan di Sibasa vengono sepolti qui. I Venda, oggi, raccontano anche del popolo in fuga dalla Zimbabwe. “Uhathu uhane vha-edeta ngomu dakani”, la gente che dorme nella boscaglia, dice. «Cercano solo cibo e lavoro. Sono Shona, una tribù che capiamo, nessun attrito », e poi, dice Amos, «noi Venda siamo gente pacifica. Il nostro tamburo di guerra fa addormentare il nemico. Niente sangue e morti». La realtà si trasforma subito in narrazione e leggenda. S’intrecciano popoli e luoghi: c’è la storia dei “cugini” Lemba, che si considerano “la tribù perduta di Israele”, mangiano kosher, praticano la circoncisione, osservano lo shabbath. Solo un uomo Venda può sposare una Lemba (Balemba). Più a Sud, verso Tzaneen, c’è Modjadji, la Regina della Pioggia, rispettata in tutta l’Africa. Figlia di un incesto, Modjadji non può sposare un uomo, ma ha una serie di mogli (se ne parla nel museo dell’Apartheid a Johannesburg, sezione sull’omosessualità).

I rituali della pioggia, in genere, si svolgono ad ottobre. A 30 chilometri da Tzaneen c’è la Modjadji Nature Reserve, una foresta unica con un tipo particolare di palme, ovviamente sacre. Sulla via del ritorno, nella campagna di Sibasa, dopo la ripida salita rossiccia, si arriva ad una larga spianata trasformata in campo di calcio (i mondiali del 2010 non sono così lontani). Porte regolari con travi di legno: bambini e donne Venda, dalle lunghe e vivaci gonne, i fazzoletti stretti in testa. Giocano e corrono ridendo e schiamazzando, nella partita delle tre del pomeriggio, come aveva annunciato Amos, incontrandole mezz’ora prima. Non gli avevamo creduto. Si divertono anche così questi leggendari Venda.

- PER ORGANIZZARSI -

Limpopo e Thulamela
Le informazioni generali sulla provincia del Limpopo a livello istituzionale e per quanto riguarda il turismo: www.limpopo.gov.za; www.golimpopo.com; www.sa-venues.com; www.southafrican.za.net

Agenzie
Ottenere le autorizzazioni per visitare i luoghi dei Venda non è, dall’Italia, molto semplice. Si consigliano quindi tour organizzati (o semi organizzati) che permettono visite anche di vari giorni tutto compreso, sia da soli che con guide professionali.
Four Corner Tours, Thohoyandou
telefono: 0027-159620339; 0027-833397493
e-mail: [email protected]
South Africa Travel Guide: www.southafrica.org.za