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Omicidio dell’agente Custra, l’ex terrorista Ventura deve scontare 14 anni: “Pena non estinta”

La comprensione della realtà attuale

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Tiziano Terzani era sempre contento di incontrare i colleghi giornalisti che si trovavano in India per lavoro. Dava appuntamento al Press Club of India di Raisina Road a New Delhi: edificio bianco, razionalista, all’interno di un lussureggiante parco cittadino, dove era facile vedere ragazzini che giocavano a cricket come da noi tirano calci al pallone. Terzani arrivava in tuk-tuk. Abbronzato, sereno, vestito di bianco candido, salutava all’indiana, con le mani giunte.

Meravigliava la sua accettazione (ragionata) degli usi e costumi locali e, soprattutto, delle superstizioni popolari. Aveva in merito sempre qualche sua esperienza da raccontare: santoni che l’invitavano a tuffarsi in un lago putrido che portava fortuna e lui che, rifiutatondosi di farlo, il giorno dopo si era rotto un dente; indovini che gli suggerivano come arredare la casa. Ma soprattutto invitava a non giudicare mai l’India con i nostri parametri occidentali e troppo razionali.