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Per le antiche scale medievali

Dal palazzo signorile di Poppi che domina tutta la zona al suggestivo castello di Porciano, raro esempio di torre-palazzo, alle leggende di Chitignano un percorso tra storia e storie. I Viaggi
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GIÀ AL TEMPO degli insediamenti etrusco, romano e longobardo il Casentino per la sua posizione strategica era costellato da diverse postazioni militari.In special modo nel Medioevo avvenne nella zona un massiccio processo di “incastellamento”. Il maggior numero di queste fortezze fu edificato dalla famiglia dei Conti Guidi che per diversi secoli ebbe il dominio di gran parte del territorio casentinese. Alcune di esse sono miracolosamente arrivate ai giorni nostri con buona parte del loro aspetto originario.

Uno di questi è il castello di Poppi, un palazzo signorile, commissionato nel 1274 da Simone da Battifolle e realizzato da Lapo e Arnolfo di Cambio, che dall’alto di una collina domina tutto il Casentino. Nel cortile interno, costellato da stemmi dei vicari fiorentini, l’occhio viene subito rapito dalla scala costruita da Iacopo di Baldassarre Turriani nel XV secolo che con intrecci armoniosi di rampe conduce ai ballatoi in legno in cui sono visibili parti d…
GIÀ AL TEMPO degli insediamenti etrusco, romano e longobardo il Casentino per la sua posizione strategica era costellato da diverse postazioni militari.In special modo nel Medioevo avvenne nella zona un massiccio processo di “incastellamento”. Il maggior numero di queste fortezze fu edificato dalla famiglia dei Conti Guidi che per diversi secoli ebbe il dominio di gran parte del territorio casentinese. Alcune di esse sono miracolosamente arrivate ai giorni nostri con buona parte del loro aspetto originario.

Uno di questi è il castello di Poppi, un palazzo signorile, commissionato nel 1274 da Simone da Battifolle e realizzato da Lapo e Arnolfo di Cambio, che dall’alto di una collina domina tutto il Casentino. Nel cortile interno, costellato da stemmi dei vicari fiorentini, l’occhio viene subito rapito dalla scala costruita da Iacopo di Baldassarre Turriani nel XV secolo che con intrecci armoniosi di rampe conduce ai ballatoi in legno in cui sono visibili parti dei soffitti originari.


Dal cortile sulla sinistra si accede all’antica sala delle armi e alle stanze un tempo adibite alla servitù, in cui si trova un modellino del castello. Mentre l’antica cantina è occupata interamente da una riproduzione della battaglia di Campaldino. Nella parte destra, oltre una piccola prigione, vi erano gli alloggi dei soldati e le vari ambienti in cui si svolgeva la vita della nobile famiglia, cominciando dal Salone delle Feste caratterizzato dal soffitto a capriate e dai grandi finestroni. Nello stesso livello alcune sale ospitano la preziosa Biblioteca Rilliana, che contiene circa 25.000 volumi e opuscoli tra cui 600 incunaboli e oltre 800 manoscritti.


All’ultimo piano, oltre all’antica sala da pranzo ed a una stanza con un monumentale camino, vi è la Cappella di famiglia con gli stupendi affreschi di Taddeo Gaddi. Dalla cima della torre alta 40 metri, da poco riaperta al pubblico, si può ammirare un panorama vastissimo che racchiude anche la famosa Piana di Campaldino. Al di là del piazzale vi è l’inquietante Torre dei Diavoli, corredata di leggenda e di fantasma (tel.0575/520516). Percorrendo per circa un chilometro e mezzo la strada che dalla cittadina di Stia porta al Mugello si giunge al suggestivo Castello di Porciano, raro esempio di torre-palazzo, considerato una delle prime abitazioni dei Conti Guidi che vi rimasero dal XI al XV secolo, epoca in cui come quello di Poppi divenne proprietà della Repubblica Fiorentina.

Negli anni ’60 Flaminia Goretti de’Flamini, discendente della famiglia che aveva acquistato la fortezza nel XVIII secolo, incominciò insieme al marito George Specht i lavori di scavo e di restauro che permisero di riportare alla luce alcune parti del castello. Fu sorprendente il recupero della pittoresca torre di 35 metri che prima di allora aveva le sembianze di un guscio vuoto. Sono attualmente visibili anche parti di due torri di cinta, delle mura e due porte d’ingresso, una delle quali immette nel graziosissimo borgo ancora abitato. In uno dei due piani inferiori aperti al pubblico vi è un interessante museo di oggetti agricoli e reperti d’epoca, mentre gli altri quattro livelli sono l’attuale residenza dei proprietari (tel. 055/400517).


Il Castello di Romena nel Comune di Pratovecchio, uno dei più imponenti del Casentino, fu anch’esso possedimento dei Conti Guidi dal XII secolo e poi della Signoria Fiorentina. Da poco riaperto al pubblico grazie alla famiglia Goretti de’Flamini offre attualmente ai visitatori l’emozionante vista di tre torri, del cassero, parti delle due porte, Gioiosa e Bacia, e dei tre recinti di mura. Attraverso la Torre della Posterla si accede al Cassero dove si trovano la casa del Podestà ed il Mastio. Sul lato opposto dell’enorme piazza d’armi vi è la Torre delle Prigioni. Nel Castello soggiornò Dante Alighieri e Gabriele D’Annunzio vi scrisse “Alcyone”.

Sulla collina che sovrasta la cittadina di Strada e la valle del fiume Solano troneggia il Castello di San Niccolò una delle fortezze più imponenti dei Conti Guidi che lo abitarono per circa 100 anni fino al 1358. Tutto intorno ancora adesso vi è il caratteristico borgo medievale con la torre dell’orologio visibile anche a grande distanza. Dall’inizio degli anni ‘70 l’attuale proprietario Giovanni Biondi ha intrapreso un’importante opera di restauro che sta restituendo all’antico maniero gran parte dell’aspetto originario. Oltre alla torre sud-est rimasta pressoché intatta, il Mastio scuderie del conte. Nei piani superiori si possono visitare i all’esterno è ben conservato e internamente, pur avendo subito vari rifacimenti, mostra ancora diversi elementi d’epoca. A pian terreno, passando sotto i maestosi archi della caratteristica corte si accede a quelle che un tempo furono le anguste prigioni, sulle cui mura sono visibili i graffiti incisi dai prigionieri (tel. 0575/572961).

Visitando il Castello di Chitignano si ha la possibilità di conoscere uno delle fortezze più rappresentative del Casentino e di respirare più che in altri luoghi un’atmosfera densa di leggende, intrighi e trabocchetti. Anche questo immenso maniero appartenne in un primo tempo alla famiglia Guidi, ma a metà del XIV secolo divenne proprietà degli Ubertini che lo abitarono per più di cinquecento anni ampliandone la struttura, che raggiunse i sette piani. Nel 2003, dopo una battaglia giudiziaria di dieci anni, uno dei tre proprietari Mario Castellano, ha potuto intraprendere dei lavori di restauro e consolidamento, attualmente ancora in corso. Varcando la soglia del portone principale, sormontato da una campana che suonava in occasione delle impiccagioni, ci si trova nella pittoresca Corte Interna ornata da due colonne con capitello, dalla quale si accede alla sala del Corpo di Guardia con una grande volta a botte stupendamente affrescata.

In questo piano vi sono due scale segrete, una in mattoni ed una in legno celata da un armadio, che collegano con i livelli sotto e sovrastanti. Nel corso della visita ci si immerge sempre di più in un mondo di grande valore storico e culturale e nello stesso tempo fantastico ed inquietante. Si passa dalle stanze affrescate delle Guardie della Contessa poste al 2° piano in cui in appositi riquadri sono rappresentati episodi delle Metamorfosi di Ovidio, alla cucina con il suo grande camino millenario. Dal magnifico Salone delle Armi al 6° livello con i soffitti di travi in legno e formelle in terracotta, al 7° piano delle Sentenze e delle Esecuzioni, dotato anche di prigione.

Non poteva mancare un trabocchetto posto davanti allo scalone principale, denominato Scala del Diavolo. In diversi altri luoghi del Casentino degli antichi castelli sono rimaste solo alcune parti ma molto suggestive (tel. 333/9104810). A Partina nel castello totalmente ricostruito spicca l’antica torre, mentre a Soci, circondate dalle case moderne vi sono la famosa Torre Squarciata e una delle antiche porte. Nel centro della cittadina di Bibbiena svetta la Torre dei Tarlati e costeggiando le antiche mura si giunge alla Porta dei Fabbri.

A Castel Focognano, accanto alla maestosa torre poligonale, da una delle antiche porte si accede alla Loggia del castello, un vero piccolo gioiello. A chi percorre la statale Umbro Casentinese non può sfuggire all’altezza di Castelnuovo di Subbiano la vista del Castello della Fioraia con il Maschio dai caratteristici beccatelli.