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Sulla neve in Val Camonica

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Con le sue vette maestose, con i suoi ghiacciai, con i suoi boschi, la Val Camonica conquista il cuore con le sue piste da sci, passate alla storia. Una delle prime valli italiane ad imporsi nel turismo e nello sport invernale. All'estremo nord il comprensorio Ponte di Legno-Tonale vanta una grande tradizione, tanto da essersi meritato dal Touring Club italiano l'appellativo di "prima stazione sciistica italiana" tra il 1911 e il 1912.

Un mito legato allo storico trampolino di salto attraverso il quale sono passate le stelle del circo bianco. Una fucina di atleti: fino agli anni '50 si susseguirono prestigiose gare che fecero conoscere Ponte di Legno a livello internazionale. Oggi, come allora, lo spettacolo si ripete non appena la neve ammorbidisce i pendii. Anelli da provare e riprovare, paletti da passare con stile, discese mozzafiato e tranquille passeggiate sui circuiti di fondo o con le racchette ai piedi, immersi in uno scenario stupendo, tra il Parco dello Stelvio e il massiccio dell'Adamello.

Una meta ambita per chi non vuole togliersi gli sci dai piedi. Sono una trentina gli impianti di risalita e 80 i km di piste. La neve è garantita, anche d'estate, grazie al ghiacciaio Presena, dai 2.700 fino 3.100 metri di quota. Bello e sicuro, circondato da vette imponenti e privo di crepacci, dove le nazionali di sci italiana, svedese, norvegese, tedesca si preparano alle gare e provano i nuovi materiali. Durante tutta la stagione si può sperimentare la "mitica nera": una discesa mozzafiato di 6 km da Cima Presena per la bellissima pista nera del Paradiso fino al Tonale. Una classica da non perdere.

Non mancano occasioni di passare la giornata senza sci, magari su una slitta trainata da una muta di husky, oppure a cavallo di una motoslitta sul circuito del Passo del Tonale, in attesa che chiudano gli impianti per lanciarsi in spettacolari gite panoramiche su per i pendii. A Ponte di Legno tante le piste di pattinaggio, le saune, le piscine, i cinema e le discoteche per una serata con gli amici: numerosi i negozi di prodotti tipici e le boutiques in corso Milano, isola pedonale che porta nel cuore del paese.

Poco più a sud, tra Temù e Vezza d'Oglio, si trova il "paradiso degli sci-alpinisti", tra le vette Mortirolo, Mola e Piz Tri. Magnifici percorsi lungo vecchie mulattiere, strade militari e boschi. Itinerari di media difficoltà, tra i 1.000 e i 1.700 metri di dislivello con salite che variano dalle 3 alle 4 ore. Da non perdere il "Raduno del Mortirolo", organizzato ogni prima domenica di marzo nel comune di Monno. Manifestazione non competitiva, aperta a tutti e seguita da guide alpine. Per gli amanti del fondo c'è la pista Valeriana, 5 km immersi nel bosco, dove è bello inoltrarsi con le caspole ai piedi.

Altra zona stupenda per le racchette da neve e il fondo è Corteno Golgi, nella riserva di Sant'Antonio, sullo spartiacque tra la Val Camonica e la Valtellina, con un anello di 7 km e mezzo al Pian di Gembro. A metà della valle di apre l'altipiano di Borno, una tra le più apprezzate località di villeggiatura, e il comprensorio del Monte Altissimo: 8 impianti di risalita e 20 km di piste per tutti i gusti. Una stazione "dedicata" anche ai bambini con i maestri della scuola locale specializzati nello "sci fantasia", riservato ai più giovani per imparare l'arte dello sci giocando.

Mentre si scia sui pendii si godono stupendi i panorami dal Monte Altissimo su tutta la zona e sul lago d'Iseo, all'imbocco della Val Camonica. Qui si trova Montecampione, altro importante e moderno comprensorio, realizzato negli anni '70. Tutto è nuovo: 15 impianti di risalita, chilometri e chilometri di pista tra i 1.200 e i .1800 m. Un paradiso per gli amanti della discesa.

La storia. Ci sono disegni rupestri di ottomila anni fa. Si fa un balzo indietro di quasi diecimila anni: oltre 170 mila figure preistoriche che raccontano la vita, le credenze e i valori dei primi abitanti della zona, i Camuni. Da Boario fino a Capodiponte, passando da Cividate, Breno e Ceto si incontrano intere pareti di roccia con incisioni scoperte solo a metà del '900. Sono tornate alla luce antichissime "forme" e menhir: alci e grandi cervi, dischi solari, gioielli e scene quotidiane. Un tesoro riconosciuto dall'Unesco come Patrimonio dell'Umanità. Disegni che raccontano 8 millenni, dal neolitico all'età del bronzo, fino all'avvento di Roma, con la perdita di libertà e identità culturale. In Valle sono nati musei e zone archeologiche, oltre ad una fondazione: il Centro Camuno di Studi Preistorici di Capodiponte.

Il viaggio nella storia inizia da Boario con il Parco di Luine (0339-2280568). Luogo ricco di disegni rupestri e resti di capanne di età neolitica e del bronzo. Affascinante anche l'Archeopark di Boario, in località Gattaro (0364-529552).
Un villaggio ricostruito dove si può praticare attività archeologica sperimentale. Tappa successiva Cividate con il Museo Archeologico (0364-344301): con fibule d'argento, vasi, iscrizioni sacre. Da non perdere il Castello di Breno (0364-22970), dove è stato individuato un insediamento preistorico, forse il più antico della Val Camonica.

Merita una visita anche il Museo Civico Camuno. Altra vasta area rupestre è a Ceto (& 0364-433465), mentre spostandosi a Capodiponte, località Naquane (& 0364-42148), si trovano superfici istoriate di notevole interesse. Prima guerra mondialeUn museoIl Museo della Guerra Bianca di Temù è dedicato alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio storico della Prima Guerra Mondiale, con un'attenzione particolare al fronte dell'alta montagna, alla cosiddetta "Guerra Bianca".

I ghiacciai dell'Adamello, ad oltre 3 mila metri di quota, per tre anni e mezzo sono stati uno dei principali teatri di conflitto. Una drammatica pagina di storia che ha visto combattere i figli delle stesse montagne. All'interno del Museo sono ricostruiti ambienti, sono raccolti materiali, foto e documenti di quel terribile periodo. Se si sale su per l'Adamello, invece, si possono trovare i resti delle trincee e delle fortificazioni. Museo della Guerra Bianca, Via Adamello 1 - Temù - Visite 0364-94617; 0364-94502.

 Nel comprensorio di Ponte di Legno sono tre le piste di fondo dove si possono godere dei veri spettacoli naturali, come nella conca Valbione, all'arrivo dell'omonima seggiovia. Un anello di media difficoltà, ma di grande impatto, circondato da pinete. Stupendo anche il circuito della Val Sozzine che fiancheggia il torrente Narcanello e i due anelli del Passo del Tonale, di fronte agli impianti di risalita, l'unica pista omologata per gare.

Spostandosi a Vezza d'Oglio si trova la pista Valeriana, cinque chilometri che costeggiano il bosco. Al confine con la Valtellina c'è Corteno Golgi-San Pietro Aprica, nella magnifica Riserva naturale di S. Antonio, con un anello, nel Pian di Gembro, di oltre sette chilometri e mezzo. Chi invece vuole provare sensazioni più forti può approfittare delle cascate di ghiaccio, suggestivi percorsi che scendono liberamente da un salto di roccia all'altro.

Particolarmente belle sono quelle di Vezza d'Oglio, grazie alla ricchezza d'acqua e alla condizioni climatiche. Vero paradiso per chi pratica "cascatismo". Si può partire dalla Cascata Terror Dactyl: di grandi proporzioni, può essere salita in più punti. Poi c'è la Cascata Lo Scivolo, che sale incuneandosi in una stretta gola, mentre la Cascata del Canicc richiede maggiore abilità perché composta da ghiaccio stratificato. Numerosi i percorsi in Val d'Avio, all'interno del gruppo dell'Adamello.

Due i più belli: la Cascata Val Salimmo, che si chiude con uno scintillante muro di ghiaccio, e la Cascata "Lo Stalattilone", con una grande stalattite nella parte finale. Scuola di SleddogImparare l'arte del "musher", il guidatore di slitte. Nulla di più facile in Val Camonica, a Ponte di Legno-Tonale, dove è nata la prima scuola italiana di Sleddog, una disciplina emozionante: in slitta, trainati dai cani husky, si fila leggeri sulla neve, immersi in un ambiente straordinario.