Per i vecchi eroi dello Sbarco, il giorno più lungo non è mai arrivato al tramonto. Gli inglesi arrivano in ferry da Southampton, gli americani e i canadesi con i tour-operator che comprendono ilD-Day nei loro pacchetti all-inclusive, i polacchi in auto o in pullman, come per una vacanza. Nei più di trenta musei, piccoli e grandi, pubblici e privati, che la Normandia dedica alla celebrazione dello Sbarco alleato del 6 giugno 1944, i reduci si mescolano a giornalisti, studiosi, curiosi, collezionisti, esperti di cose militari. Hanno aria impettita, medaglie ed occhi lucidi, mostrine colorate sul bavero; qualcuno indossa la consunta divisa d'epoca da ranger o da paracadutista, tutti hanno in mano il biglietto d'ingresso scontato, privilegio di chi ha combattuto con Eisenhower, Patton o Montgomery e, in Normandia, ha avuto la fortuna di lasciare soltanto la giovinezza. Adesso vi fa ritorno, ultraottantenne, per versare qualche lacrima sugli scarponi del generale Ridgway, esposti come una reliquia nel museo di Arromanches-les-Bains, davanti ai resti semisommersi del mastodontico porto artificiale, il mulberry, costruito freneticamente nelle prime ore dello sbarco per garantire i rifornimenti delle truppe.
Tra le spiagge di Omaha, Juno, Gold, Utah e Sword, si susseguono bunker sbriciolati dalle cannonate e dal tempo, carri Sherman e mezzi anfibi arrugginiti dalle maree. I luoghi dello Sbarco sono diventati attrazioni turistiche, posti da visitare: tutti gli anni in Normandia si celebra la carneficina che segnò l'inizio della fine del nazismo in Europa e del secondo conflitto nel mondo. Ma l'atmosfera è priva di trionfalismi, umana più che guerriera, intrisa d'emozione, quasi di nostalgia: anche di una guerra, quando è finita e vinta, si può provare un paradossale rimpianto. E scoprirne, al di là dellorrore, il valore della documentazione storica e della testimonianza etica: è un viaggio, questo sui luoghi e tra i musei dello Sbarco, da fare con la famiglia e con i bambini. A Ouistreham, a Colleville, a Ranville, ad Azeville, ad Arromanches, a Sainte-Mère-Eglise, ogni anno un tripudio di fuochi d'artificio, bandiere, bande comunali che eseguono God Save the Queen, Stars and Stripes e la Marsigliese, cornamuse che modulano Blue Bonnets come dopo la presa del Pegasus Bridge.
I reduci americani si ritrovano a Colleville, il più grande dei sepolcri statunitensi in terra di Normandia, 9.387 croci bianche in schiera ordinata. I tedeschi al cimitero della Cambe, 21.500 tombe in poco più di due ettari, a gruppi di cinque croci nere: molti dei sepolti qui avevano meno di ventanni. Oppure passeggiano come escursionisti lungo il couloir de la mort, dove i quarantamila della VII armata, ritirandosi da Chambois, morirono come mosche sotto il fuoco dell'aviazione e dei mortai dell'artiglieria polacca, canadese e americana in azione di ricongiungimento. Il più grande massacro della Stalingrado normanna si consumò in questo deserto sentiero sterrato nella campagna bucolica di Mont-Ormel.
Molti musei dell'Espace historique de la bataille de Normandie hanno scelto di ricostruire la memoria della vita quotidiana durante la guerra, l'occupazione nazista e lo Sbarco alleato; vi sono esposti abiti da sposa fatti con la seta dei paracadute, manuali di sopravvivenza dei soldati, pacchetti di sigarette ingiallite, scatole di lamette da barba, fotografie con dedica prestampata di Betty Grable, cartoline e lettere trovate nelle tasche dei marines venuti a morire sulle spiagge di Omaha e di Utah. In altri, tra panoplie di armi, uniformi, jeep, aeroplani, mappe, radar e telefoni da campo, gli strumenti di morte della prima guerra tecnologica dell'umanità: fischietti e nacchere per il riconoscimento notturno dei commilitoni, maschere antigas per cani e cavalli, lanciafiamme radiocomandati, mine tedesche di vetro invisibile, marionette caricate a salve da paracadutare sulle linee nemiche, per disorientarle.
Nel museo di Ouistreham, dedicato al 4 Commando franco-britannico che combatté contro i tedeschi asserragliati nel casinò, un ammasso di metallo indistinto: due proiettili d'obice scontratisi in traiettoria, reperto scampato ai ferrailleurs, i recuperanti che sopravvivevano rivendendo ferraglie e munizioni raccolte sui campi di battaglia. Passeggiando sulle falesie e i faraglioni della Pointe du Hoc, tra i cannoni Howitzer da 155 mm. che affondano sbilenchi nei crateri delle bombe americane, l'emozione stringe il cuore. Le cicatrici del paesaggio sono ancora visibili: tra bunker e fortificazioni, i gruppi di reduci si mescolano ai ragazzi in gita scolastica. Tutto è rimasto come lo lasciarono i rangers del colonnello Rudder, il pomeriggio dell'8 giugno 1944: le batterie artigliere di Crisbecq e di Merville, punti di forza del Vallo atlantico voluto da Rommel, comandate dallinterno dei bunker tedeschi, servirono solo a ritardare l'avanzata alleata.
Padre di tutti i Musei del D-day, il Memoriale di Caen è una costruzione bassa e squadrata che s'affaccia sulla valle attraversata dal péripherique nord della città. In questi anni di guerra e di terrorismo, si è riconvertito in spazio espositivo dedicato alla Pace, sfiorando il record di 400.000 visitatori all'anno. Tantissime le scuole e le scolaresche in visita tra gli oggetti più insignificanti, gli effetti personali, i ricordi privati, i brandelli di memoria individuale dei giorni dello Sbarco che qui diventano documentazione collettiva, si fanno Storia. Una Storia che in Normandia è una ferita ancora aperta: durante i lavori agricoli o di sbancamento, la sabbia e la terra normanne continuano beffarde a restituire elmetti, baionette, piastrine di riconoscimento, proiettili, bottigliette di Coca Cola degli anni Quaranta. E qualche milite ignoto, a cui si tenta, quasi sempre senza riuscirci, di dare un nome. Il nome che portava per l'ultima volta a vent'anni, in quell'alba normanna del 6 giugno 1944. I musei per non dimenticare,
Museo dello Sbarco, Place du 6 Juin, Arromanches
Cimitero militare americano Omaha Beach Colleville-sur-mer
Cimitero militare tedesco La Cambe
Memoriale di Bayeux Boulevard Fabian Ware, Bayeux
Memoriale Pegasusavenue du Major Howard, Ranville
Museo Airborne Rue Eisenhower 14, Sainte-Mère-Eglise
Memoriale di Caen Esplanade Eisenhower, Caen, www.memorial-caen.fr.
NUMERI UTILI Ente Nazionale Francese per il Turismo tel. 166.116.216 www.franceguide.com/it Comité Regional du Tourismede Normandierue Charles Corbeau 14, Evreux, 00332. 32337900 Chiamare in Normandia 00332
Dormire e Mangiare
Per tutti i musei
Tra le spiagge di Omaha, Juno, Gold, Utah e Sword, si susseguono bunker sbriciolati dalle cannonate e dal tempo, carri Sherman e mezzi anfibi arrugginiti dalle maree. I luoghi dello Sbarco sono diventati attrazioni turistiche, posti da visitare: tutti gli anni in Normandia si celebra la carneficina che segnò l'inizio della fine del nazismo in Europa e del secondo conflitto nel mondo. Ma l'atmosfera è priva di trionfalismi, umana più che guerriera, intrisa d'emozione, quasi di nostalgia: anche di una guerra, quando è finita e vinta, si può provare un paradossale rimpianto. E scoprirne, al di là dellorrore, il valore della documentazione storica e della testimonianza etica: è un viaggio, questo sui luoghi e tra i musei dello Sbarco, da fare con la famiglia e con i bambini. A Ouistreham, a Colleville, a Ranville, ad Azeville, ad Arromanches, a Sainte-Mère-Eglise, ogni anno un tripudio di fuochi d'artificio, bandiere, bande comunali che eseguono God Save the Queen, Stars and Stripes e la Marsigliese, cornamuse che modulano Blue Bonnets come dopo la presa del Pegasus Bridge.
I reduci americani si ritrovano a Colleville, il più grande dei sepolcri statunitensi in terra di Normandia, 9.387 croci bianche in schiera ordinata. I tedeschi al cimitero della Cambe, 21.500 tombe in poco più di due ettari, a gruppi di cinque croci nere: molti dei sepolti qui avevano meno di ventanni. Oppure passeggiano come escursionisti lungo il couloir de la mort, dove i quarantamila della VII armata, ritirandosi da Chambois, morirono come mosche sotto il fuoco dell'aviazione e dei mortai dell'artiglieria polacca, canadese e americana in azione di ricongiungimento. Il più grande massacro della Stalingrado normanna si consumò in questo deserto sentiero sterrato nella campagna bucolica di Mont-Ormel.
Molti musei dell'Espace historique de la bataille de Normandie hanno scelto di ricostruire la memoria della vita quotidiana durante la guerra, l'occupazione nazista e lo Sbarco alleato; vi sono esposti abiti da sposa fatti con la seta dei paracadute, manuali di sopravvivenza dei soldati, pacchetti di sigarette ingiallite, scatole di lamette da barba, fotografie con dedica prestampata di Betty Grable, cartoline e lettere trovate nelle tasche dei marines venuti a morire sulle spiagge di Omaha e di Utah. In altri, tra panoplie di armi, uniformi, jeep, aeroplani, mappe, radar e telefoni da campo, gli strumenti di morte della prima guerra tecnologica dell'umanità: fischietti e nacchere per il riconoscimento notturno dei commilitoni, maschere antigas per cani e cavalli, lanciafiamme radiocomandati, mine tedesche di vetro invisibile, marionette caricate a salve da paracadutare sulle linee nemiche, per disorientarle.
Nel museo di Ouistreham, dedicato al 4 Commando franco-britannico che combatté contro i tedeschi asserragliati nel casinò, un ammasso di metallo indistinto: due proiettili d'obice scontratisi in traiettoria, reperto scampato ai ferrailleurs, i recuperanti che sopravvivevano rivendendo ferraglie e munizioni raccolte sui campi di battaglia. Passeggiando sulle falesie e i faraglioni della Pointe du Hoc, tra i cannoni Howitzer da 155 mm. che affondano sbilenchi nei crateri delle bombe americane, l'emozione stringe il cuore. Le cicatrici del paesaggio sono ancora visibili: tra bunker e fortificazioni, i gruppi di reduci si mescolano ai ragazzi in gita scolastica. Tutto è rimasto come lo lasciarono i rangers del colonnello Rudder, il pomeriggio dell'8 giugno 1944: le batterie artigliere di Crisbecq e di Merville, punti di forza del Vallo atlantico voluto da Rommel, comandate dallinterno dei bunker tedeschi, servirono solo a ritardare l'avanzata alleata.
Padre di tutti i Musei del D-day, il Memoriale di Caen è una costruzione bassa e squadrata che s'affaccia sulla valle attraversata dal péripherique nord della città. In questi anni di guerra e di terrorismo, si è riconvertito in spazio espositivo dedicato alla Pace, sfiorando il record di 400.000 visitatori all'anno. Tantissime le scuole e le scolaresche in visita tra gli oggetti più insignificanti, gli effetti personali, i ricordi privati, i brandelli di memoria individuale dei giorni dello Sbarco che qui diventano documentazione collettiva, si fanno Storia. Una Storia che in Normandia è una ferita ancora aperta: durante i lavori agricoli o di sbancamento, la sabbia e la terra normanne continuano beffarde a restituire elmetti, baionette, piastrine di riconoscimento, proiettili, bottigliette di Coca Cola degli anni Quaranta. E qualche milite ignoto, a cui si tenta, quasi sempre senza riuscirci, di dare un nome. Il nome che portava per l'ultima volta a vent'anni, in quell'alba normanna del 6 giugno 1944. I musei per non dimenticare,
Museo dello Sbarco, Place du 6 Juin, Arromanches
Cimitero militare americano Omaha Beach Colleville-sur-mer
Cimitero militare tedesco La Cambe
Memoriale di Bayeux Boulevard Fabian Ware, Bayeux
Memoriale Pegasusavenue du Major Howard, Ranville
Museo Airborne Rue Eisenhower 14, Sainte-Mère-Eglise
Memoriale di Caen Esplanade Eisenhower, Caen, www.memorial-caen.fr.
NUMERI UTILI Ente Nazionale Francese per il Turismo tel. 166.116.216 www.franceguide.com/it Comité Regional du Tourismede Normandierue Charles Corbeau 14, Evreux, 00332. 32337900 Chiamare in Normandia 00332
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