La Chiesa della Madonna della Libera è certamente la più bella. Fu edificata nel 1125, per volere di due donne, Ottolina e Maria, raffigurate nel mosaico sul portale di ingresso della chiesa. La facciata, molto austera, è preceduta da un portico a tre arcate. Da notare sull'ultimo gradino della ripida scalinata le tabulae lusorie, una sorta di dama per il gioco delle pedine, molto in voga tra i romani. Sul lato sinistro della chiesa si trova l'arco trionfale di Marcantonio, con colonne e capitelli corinzi, una preziosa testimonianza dell'epoca romana. Merita anche il Castello, detto Pretorio perché vi si amministrava la giustizia. Restaurato di recente, mostra le sue bifore e l'imponente torre romboidale che si affaccia sul "vallone di Aquino". Vale una sosta anche il parco storico naturalistico. Nei dintorni incuriosisce il piccolo paese di Caprile. La particolarità è data dalla Chiesa di Santa Maria delle Grazie (XIV secolo) e dal suo campanile. Quest'ultimo infatti è dotato di un orologio particolare, un raro meccanismo ottocentesco a corda, che deve essere "armato" ogni giorno manualmente. Spingendosi un poco più in alto inizia un sentiero che conduce in poco tempo alla chiesa rupestre di Sant'Angelo in Asprano, collocata in una grotta, decorata all'interno con antichi affreschi. Borgo affascinante, poco distante, è anche Castrocielo. Fondato nell'anno Mille per frenare le mire espansionistiche di Montecassino, sorse intorno ad un poderoso maniero su uno sperone di roccia del monte Asprano, così in alto da meritare il nome di "Castrum Coeli". Nella prima metà del XVII secolo il borgo venne abbandonato e gli abitanti si trasferirono nel paese più in basso, dove si trova ancora oggi. Più che il paese moderno, anche se carino nell'insieme, l'interesse maggiore è dato dall'escursione per l'antico castello e per la chiesetta montana di Santa Maria Assunta in Cielo. Per godere appieno della natura non si può non raggiungere le gole del Fiume Rapido, dove vivono specie animali e vegetali rare. Il comprensorio, vasto 820 ettari, è la prima aerea wilderness dichiarata nel Lazio e la quarta in Italia.