"Il paese di Cassino è situato sul fianco di un alto monte (...) C'era in cima un antichissimo tempio in onore di Apollo. Appena l'uomo di Dio vi giunse, fece a pezzi l'idolo, rovesciò l'altare, sdradicò i boschetti e dove era il tempio eresse un oratorio per la preghiera comunitaria dei monaci in onore di San Martino, vescovo di Tours". Così, secondo la biografia di San Gregorio Magno, Benedetto da Norcia dette vita nel 529 alla Abbazia di Montecassino, a circa un chilometro e mezzo dall'abitato di Cassino, riadattandola sulle basi dell'acropoli pagana dell'antica Casinum. Le vicende storiche l'hanno vista spesso protagonista e nonostante sia stata distrutta quattro volte (dai Longobardi nel 577, dai Saraceni nell'883, dal terremoto nel 1349, dalle bombe nel 1944) è ancora "dove era, come era", come annunciato dall'Abate ricostruttore Ildefonso Rea. La battaglia della seconda Guerra Mondiale vi ha lasciato un'impronta evidente, e nel sessantesimo anniversario dal bombardamento (era il 15 febbraio 1944), in coincidenza con la festa di San Benedetto del 21 marzo, non si può non ripercorrere la storia e scoprire qualcosa della vita di quella che si può considerare la Casa Madre dei Benedettini. Si entra nel chiostro e subito si percepisce un particolare magnetismo che riempe il cuore di vitalità e dona una benefica tensione.
Ad ammirare l'Abbazia così maestosa e linerare nella forma, riesce difficile immaginare che sia stata ridotta ad un cumulo di macerie. "Eppure - ci dice Don Pietro Vittorelli che ci accompagna - pochissime cose rimasero intatte, ad esempio la statua di San Benedetto nel chiostro principale fu solo decapitata, ma tutto intorno c'era un immenso ammasso tufaceo. Quello che è stato salvato, alcune statue, pezzi di capitelli o di mura sono state perfettamente integrati nella struttura attuale". "I lavori di ricostruzione - aggiunge Don Pietro - esclusivamente finanziati dallo Stato italiano, iniziarono prestissimo perché per un monaco benedettino è forte l'attaccamento alla Casa. E se l'amore alla casa per ogni Benedettino è grande, per un monaco di Montecassino lo è ancora di più. Consapevole di essere il custode di una tradizione plurimillenaria, di essere l'unica istituzione dopo il Papato che affonda le sue radici nell'Impero Romano senza interruzioni".
Il Monastero è stato fedelmente ricalcato nella sua architettura originale e in ogni più minuziosa decorazione; questo fu possibile grazie ai rilievi fatti in duplice copia da due monaci sei anni prima del bombardamento e conservati una copia al monastero e una copia all'allora vigente Ministero dell'Educazione Nazionale. Solo per la parte pittorica si è dato spazio ad un nuovo estro creativo, quello di Pietro Annigoni, tra i più celebri pittori contemporanei. È certamente un luogo rilassante, aperto al mondo e alle innovazioni, pur nell'immensa fedeltà al patriarca e alla Sua Regola. Sono 25 i monaci che ci abitano, compresi i giovani novizi, che vivono la loro consacrazione totale a Dio nella "preghiera e nel lavoro", il celebre insegnamento di San Benedetto: "ora et labora", che sintetizza un po' tutta la Regola. I monaci si incrociano raramente, ma si avverte forte la loro presenza. Noi abbiamo chiesto a Don Pietro di raccontarci quello che non si vede ma che è il quotidiano all'interno di Montecassino.
"Si inizia- ci dice Don Pietro - con la preghiera notturna alle 5,30 che prosegue per sette volte nella giornata scandendo le diverse 'ore canoniche'. Tradizionalmente si da molta importanza alla liturgia e soprattutto alla formazione al famoso canto gregoriano, tradizionale della Chiesa.La giornata - sottolinea ancora il Padre - corre via veloce nei diversi lavori che oggi, con le esigenze dell'uomo moderno, sono principalmente di accoglienza, di studio e di promozione culturale. Ogni anno abbiamo circa un milione di visitatori che cerchiamo di seguire al meglio per le celebrazioni e le confessioni. Come diceva il nostro Patriarca - conclude Don Pietro - l'ozio è nemico dell'anima, ed è per questo che dobbiamo, in determinate ore, dedicarci al lavoro manuale, in altre invece, alla lettura dei libri contenenti la parola di Dio. Il lavoro è considerato come mezzo di elevazione dello spirito.
C'è il monaco falegname e quello che realizza icone; accanto allo studioso che fa ricerca storica in archivio e in biblioteca c'è quello che accoglie i pellegrini. E poi c'è chi coltiva la vigna". La visita all'intero complesso religioso (con orari 8,30 -12,30 e 15,30 - 17 o 18 con ora legale; ingresso gratuito) si svolge nel più profondo silenzio, come da Regola Benedettina, interrotto solo dal rumore dei passi. Ci si muove tra i chiostri, comunicanti tra di loro, affascinati dalla serena ampiezza e dai fasci di luce che illuminano le sculture. Appena nel chiostro d'ingresso l'attenzione è attratta dal gruppo bronzeo, al centro del giardino, raffigurante San Benedetto nel momento della morte: "in piedi sorretto da alcuni monaci", (opera dello scultore Selva del 1952 e dono del cancelliere tedesco Adenauer). Tutto intorno il candore delle pavoncelle che volano libere. La curiosità è data dal fatto che sono i colombi eredi degli eredi delle 12 coppie che Roberto Rossellini volle per girare una delle scene del film "Il Messia" nel 1975. Il Chiostro del Bramante colpisce per la sua grandezza: è largo 30 metri e lungo 40 metri, compresa la gradinata che lo unisce all'antiportico del chiostro superiore. Dalla balconata lo sguardo spazia sulla splendida vallata del Liri e, all'orizzonte, sui monti Ausoni. Da qui si scorge anche il Cimitero degli oltre mille soldati polacchi che persero la vita nei combattimenti precedenti la liberazione di Montecassino, avvenuta il 18 maggio 1944.
Ai piedi della scalinata le statue di San Benedetto e di Santa Scolastica che da qualche secolo - immobili guardiani e protettori - assistono al passaggio ininterrotto di gente. A poca distanza si trova il Chiostro dei Benefattori, così chiamato per le 24 statue di papi e sovrani che hanno fatto lasciti e donazioni al monastero. Tre porte bronzee immettono nella Basilica. La più importante dal punto di vista storico è quella centrale che elenca i possedimenti e le chiese dipendenti da Montecassino, specialmente nei secoli XI e XII. Le porte laterali, dono del Presidente della Repubblica Einaudi, sono dello scultore Pietro Canonica e riproducono scene di vita di San Benedetto. Ma un'esclamazione di meraviglia si ha entrando in Chiesa. I marmi policromi, gli affreschi di Annigoni, gli stucchi in stile barocco, le decorazioni delle vetrate la consegnano alla storia dell'arte mondiale. La cappella del Santissimo Sacramento da sola vale la visita. È impreziosita dal tabernacolo in bronzo dorato, con pietre dure come lapislazzulo, ametista e diaspro rosso, realizzato da Nicolò Salvi (lo stesso che ha progettato la fontana di Trevi a Roma) nel 1729 e recuperato dalle macerie. Un singolare accostamento fra antico e moderno è il sontuoso altare maggiore di Cosimo Fanzago, uno dei più celebri architetti del Seicento Napoletano, ricostruito con le parti supersisti del manufatto originale. Nella zona sottostante si conservano i resti di San Benedetto. Si scende poi nella Cripta. Lungo le scalinate si notano in bassorilievo, su pietra locale, due processioni di monaci e monache che si dirigono verso l'altare. Qui si può ammirare la cappella di San Mauro, discepolo prediletto da San Benedetto. Ha il colore del sole, che trova la sua più accattivante espressione nei luccichii delle tessere dorate che adornano la volta. Infine degni di menzione anche se non accessibili ai pellegrini sono la Cappella delle Reliquie, la Sacrestia e la Biblioteca. In quest'ultima si conservano incunaboli e cinquecentine, oltre 1000 codici e circa 30000 pergamene. Questo patrimonio documentario bibliografico e artistico, che fece di Montecassino un faro di civiltà per secoli, fu portato in salvo prima della distruzione. Alcune opere sono ammirabili nel Museo adiacente la Chiesa, insieme a paramenti sacri, iconografie, stampe e merletti. Prima di lasciare l'Abbazia si può fare una sosta alla erboristeria dove trovare unguenti, prodotti medicamentosi e la tintura sacra, un elisir di erbe frutto di un'antica ricetta dei benedettini che ancora viene prodotta dai monaci, ottima per regolare le funzioni vitali dell'organismo. Tutto il percorso affascina e trasmette emozioni e il pensiero va a quanto si sarebbe perso se non ci fosse stata la volontà di ricominciare. Il sessantesimo anniversario dalla rinascita di Montecassino è ancora una volta l'occasione per rimarcare l'impegno di tutti nel restituire l'Abbazia alla cristianità, per saldare un vincolo con Dio e San Benedetto, per riconciliarsi con le popolazioni, ma anche per ritrovare l'incanto, la gioia del contatto con l'arte e attimi di contemplazione. San BenedettoIl santo "ora et labora"San Benedetto è uno dei santi più popolari e venerati. La sua festa si celebra il 21 marzo, giorno della sua morte, in coincidenza con l'inizio della primavera, da cui il detto "San Benedetto la rondine sotto il tetto". Da subito è apparso come l'uomo voluto da Dio per portare la pace là dove erano state seminate la distruzioni e la morte. Benedetto nacque nella piccola città di Norcia verso il 480 d.C., in un periodo storico particolarmente difficile. Quattro anni prima (476), infatti, era formalmente finito l'Impero Romano d'Occidente con la deposizione dell'ultimo imperatore Romolo Augustolo. Fu contemporaneo di Giustiniano e conobbe le pesanti interferenze dell'imperatore bizantino in materia religiosa, con la conseguente umiliazione dell'autorità papale. Studente a Roma, constatò di persona lo stato di grave decadenza in cui versava l'antica capitale dell'impero; da essa il giovane
Benedetto fuggì via inorridito ritirandosi nel silenzio e nella preghiera nei boschi dell'alta valle dell'Aniene, ai confini tra il Lazio e l'Abruzzo. Una comunità di monaci di Vicovaro lo volle come abate, ma l'esperimento fu un fallimento: ben presto quei monaci, preoccupati per l'eccessiva disciplina di Benedetto, tentarono di avvelenarlo. Benedetto si trasferì poi a Subiaco, un luogo desertico sulle colline della Sabina, dove visse in una grotta per tre anni. In questo periodo intraprese una nuova forma di vita monastica ma con pochi risultati per l'invidia di alcuni preti. Allontanatosi da Subiaco, Benedetto si diresse a Cassino, sulla cui altura fondò il monastero di Montecassino destinato a diventare il più celebre in Europa. Qui istituì la Regola Benedettina (consta di un prologo e di 73 capitoli) con le sue esigenze di ordine, di stabilità, di sapiente equilibrio fra preghiera e lavoro, che si impose ben presto a tutto il monachesimo occidentale e fu seguita in tutti i monasteri europei. Si può affermare che essa, dopo la Bibbia, è stata il testo più commentato e il punto di riferimento della spiritualità delle varie comunità. Qui morì tra il 543 ed il 555 d.C.. Nel 1947 Pio XII lo chiamò "Padre dell'Europa" e il 24 ottobre 1964, in coincidenza con la consacrazione della basilica di Montecassino, Paolo VI lo proclamò "patrono d'Europa".
Guerra&ricordiDuecento morti sotto il bombardamento a tappeto"Alle 9.45 del 15 febbraio 1944 Montecassino dette in grandi boati. Il primo grappolo di bombe aveva spaccato il chiostro del Bramante e la Chiesa, vale a dire l'interno. La giornata era solare, limpida. Un corollario tremendo di centinaia di pezzi di artiglieria, di shrapnels, di mortai, di mitragliatrici appoggiava l'azione aerea. Poco dopo sopravvenne un'altra ondata... L'azione dell'artiglieria continuò sminuendo all'imbrunire. Una tattica erronea aveva raso al suolo Monteccasino ed ucciso centinaia di vittime". Questo si evince da una testimonianza raccolta nel libro Il Bombardamento di Montecassino, Diario di Guerra di Grossetti e Matronola. Ben 239 aerei scaricano sull'abbazia 435 tonnellate di ordigni di vasta potenza. Ma perché? Facciamo un passo indietro con la storia. Nell'inverno del 1943, gli Alleati provenienti da Sud e i tedeschi attestati, su ordine del felmaresciallo Kesselring, lungo la Linea Gustav (un sistema difensivo che aveva la base sul fiume Garigliano e su Monte Cassino, e da Formia arrivava a Ortona, tagliando in due l'Italia) si scontrarono in quella che viene ricordata nei libri come "la Battaglia delle Mainarde". Le più alte cariche militari e diplomatiche statunitensi avevano promesso che il complesso religioso sarebbe rimasto inviolato. Ma con il trascorrere dei giorni si fece forte la convinzione che il monastero potesse essere una roccaforte tedesca e quindi da abbattere. Numerose le prove inconfutabili utilizzate da Londra e da Washington per giustificare l'azione contro il monastero. A farne le spese oltre il venerabile monumento furono le numerose centinaia di profughi e di sfollati che avevano trovato rifugio negli edifici dell'abbazia convinti che né tedeschi, né angloamericani avrebbero mai potuto colpire un simbolo tanto religioso. Si sbagliavano e le cronache parlano di oltre 200 morti sepolti sotto le macerie nelle quattro ore del bombardamento. Solo i monaci, riuniti in un sotterraneo attorno all'abate ottantenne Gregorio Diamare, si salvarono. Pur esortati a lasciare l'abbazia, non avevano seguito l'avvertimento.
Nel pomeriggio del 14, il cielo di Montecassino fu invaso da piccoli manifesti lanciati dalle truppe alleate. Si leggeva: "Noi abbiamo sinora cercato in tutti i modi di evitare il bombardamento del monastero di Montecassino. I tedeschi hanno saputo trarre vantaggio da ciò. È venuto il tempo in cui a malincuore siamo costretti a puntare le nostre armi contro il Monastero stesso. Noi vi avvertiamo perché abbiate la possibilità di porvi in salvo". Ma i monaci non vollero lasciare il luogo tanto caro a San Benedetto, perché il monaco di Montecassino, da sempre, sa di essere preposto dalla Chiesa a vigilare sulla tomba del Patriarca San Benedetto. Dalle esplosioni per un caso fortuito fu risparmiata la tomba del Santo, in quanto un grosso proiettile rimase inesploso a pochissima distanza da esso. Lo smantellamento di Montecassino non giovò in alcun modo agli alleati. ManifestazioniCommemorazioni e mostreL'anniversario dei 60 anni dal bombordamento su Montecassino rivive in un calendario ricchissimo di manifestazioni alle quali si aggiungono eventi di prestigio. Abbiamo selezionato i più importanti.20-21 marzoCelebrazioni benedettine all'Abbazia, convegno su San Benedetto e il corteo storico. Quest'ultimo si svolge annualmente e vede la partecipazione di oltre 300 figuranti. Stoffe, ricami, copricapi, armature sono frutto di una accurata ricerca del periodo storico, tra i secoli XIII e XIV, e di un particolare territorio: la signoria cassinese. Musiche e danze popolari dell'epoca sono riproposte in forma folcloristica. A seguire fiaccolata dei monaci benedettini. 16-22 maggio Si svolgerà la settimana della Riconciliazione, voluta dal Comitato Celebrativo della Battaglia di Montecassino che comprende 32 comuni. Ogni giorno sarà commemorato un contingente che prese parte alla guerra. Durante la settimana saranno organizzate anche delle visite guidate nei luoghi del "percorso della memoria" e dei cimiteri di guerra.15 maggio A Montecassino apre la mostra "Paramenti Sacri", con l'esposizione delle antiche stole e degli altri arredi sacri salvati dalla distruzione del monastero.17-19 ottobre Promosso dall'univeristà agli studi di Cassino, si terrà in questi giorni il Convegno inaugurale per l'istituzione dell'Osservatorio per la pace nel Mediterraneo. dicembreCerimonia conclusiva delle manifestazioni con concerto. Itinerario&sentieriTerra di santi nella natura più selvaggiaTerra di Santi la Ciociaria, e infatti poco distante da Montecassino si trova Roccasecca, dove nacque San Tommaso, nel 1225. Da vedere le gole del Melfa con il santuario della Santissima Trinità, incastonato in una parete di roccia, e la chiesa di San Tommaso. Vi è anche il castello della potente famiglia dei D'Aquino. Ma è Aquino che tutti ricordano per San Tommaso, infatti è il paese del casato. Purtroppo della struttura originaria non è rimasto granchè. Sopravvissute per secoli, le sue vestigia vennero violate e distrutte dai barbari. Tuttavia i monumenti superstiti e il nucleo medievale meritano una visita. La Chiesa della Madonna della Libera è certamente la più bella. Fu edificata nel 1125, per volere di due donne, Ottolina e Maria, raffigurate nel mosaico sul portale di ingresso della chiesa. La facciata, molto austera, è preceduta da un portico a tre arcate. Da notare sull'ultimo gradino della ripida scalinata le tabulae lusorie, una sorta di dama per il gioco delle pedine, molto in voga tra i romani. Sul lato sinistro della chiesa si trova l'arco trionfale di Marcantonio, con colonne e capitelli corinzi, una preziosa testimonianza dell'epoca romana. Merita anche il Castello, detto Pretorio perché vi si amministrava la giustizia. Restaurato di recente, mostra le sue bifore e l'imponente torre romboidale che si affaccia sul "vallone di Aquino". Vale una sosta anche il parco storico naturalistico. Nei dintorni incuriosisce il piccolo paese di Caprile. La particolarità è data dalla Chiesa di Santa Maria delle Grazie (XIV secolo) e dal suo campanile. Quest'ultimo infatti è dotato di un orologio particolare, un raro meccanismo ottocentesco a corda, che deve essere "armato" ogni giorno manualmente. Spingendosi un poco più in alto inizia un sentiero che conduce in poco tempo alla chiesa rupestre di Sant'Angelo in Asprano, collocata in una grotta, decorata all'interno con antichi affreschi. Borgo affascinante, poco distante, è anche Castrocielo. Fondato nell'anno Mille per frenare le mire espansionistiche di Montecassino, sorse intorno ad un poderoso maniero su uno sperone di roccia del monte Asprano, così in alto da meritare il nome di "Castrum Coeli". Nella prima metà del XVII secolo il borgo venne abbandonato e gli abitanti si trasferirono nel paese più in basso, dove si trova ancora oggi. Più che il paese moderno, anche se carino nell'insieme, l'interesse maggiore è dato dall'escursione per l'antico castello e per la chiesetta montana di Santa Maria Assunta in Cielo. Per godere appieno della natura non si può non raggiungere le gole del Fiume Rapido, dove vivono specie animali e vegetali rare. Il comprensorio, vasto 820 ettari, è la prima aerea wilderness dichiarata nel Lazio e la quarta in Italia. MANGIARE HOSTARIA DA CENCIOCaratteristico ristorante proprio in centro. Intimo e accogliente, è gestito da tre giovani fratelli. Ottimo il livello della cucina a prezzi interessanti. Da provare i tagliarelli fatti a mano con i fagioli. Costo medio 20 euro esclusi i vini. Chiuso il mercoledì. Via De Nicola 44/50 - Cassino 0776-313899n VILLA EUCHELIAIn un'antica villa del '600 tra le colline ciociare, completamente immersa nel verde. Atmosfera calorosa e buona tavola. Tra i primi piatti si distinguono le Chicche della nonna con gamberoni e porcini. Chiuso martedìVia Giovenale - Castrocielo& 0776-799829 - www.villaeuchelia.itn LA LOCANDA DEL CASTELLOProprio vicino alla Chiesa di San Tommaso e contigua al Parco dei Conti d'Aquino. Alla suggestiva atmosfera del borgo medievale si unisce il fascino di un ambiente raffinato. Cucina ricercata proposta dallo chef di origini francesi, Geraldo Esposito. Ampia selezione di vini. Costo 35 euro escluso vini. Aperto solo nei week-end, in estate sempre.Via San Tommaso, 9 - Roccasecca& 0776-567354www.la-locandadelcastello.it DORMIREHOTEL ROCCACompletamente ristrutturato, coniuga la modernità di ogni esigenza in un ambiente accogliente. A disposizione campi da tennis e da calcetto, fitness e sauna e un parco acquatico estivoPrezzi: 80 euro per la doppiaVia Sferracavalli, 105 0776-311212n HOTEL AL BOSCHETTOElegante, dispone di 82 camere dotate di ogni comfort. Gli ospiti possono rilassarsi in un ampio giardino. È anche ristorante.Prezzi: 78 euro per la doppia, compresa prima colazione a buffetVia Ausonia, 54 & 0776-39131www.hotelristorantealboschetto.itn HOTEL ALBAMolto accogliente e a conduzione familiare, ha 35 camere e due suite. Posizione privilegiata: a 200 metri dalla strada statale per MontecassinoVia Di Biasio, 53 & 0776-21873www.albahotel.itPrezzi: 79 euro per la camera doppia con la prima colazionen KELLE TERRE BEAUTY FARMAntico casolare colonico recentemente ristrutturato a 10 chilometri da Cassino. La cucina propone piatti dell'antica tradizione contadina del basso Lazio con qualche innovazione.Via Case Diana, 80 - Castrocielo& 0776-79844 // 79317www.kelleterre.itPrezzi: la camera doppia parte da 40 euro fino a 60 con la prima colazione INFONegli antichi casolariviaggioDall'autostrada A1 Milano-Napoli si esce al casello di CassinoNOTIZIE UTILIFino a maggio ci sono le celebrazioni in vari paesi per ricordare i 60 anni della Linea Gustav e della Battaglia di Cassino. Sono previste varie manifestazioni fino al 17 maggio, quando fu sfondata dagli alleati la linea difensiva tedesca www.dalvolturnoacassino.itnumeri utiliIat (Informazione e Accoglienza Turistica) CassinoVia G. Di Biasio, 540776-21292e-mail: [email protected] l'abbaziaDalla stazione di Cassino (P.zza Garibaldi) tre corse di autobus urbano portano all'Abbazia (alle 9,45, alle 11,40 e alle 15,30). Per il ritorno dall'Abbazia: due corse (alle 12 e alle 17) per Cassino.
Ad ammirare l'Abbazia così maestosa e linerare nella forma, riesce difficile immaginare che sia stata ridotta ad un cumulo di macerie. "Eppure - ci dice Don Pietro Vittorelli che ci accompagna - pochissime cose rimasero intatte, ad esempio la statua di San Benedetto nel chiostro principale fu solo decapitata, ma tutto intorno c'era un immenso ammasso tufaceo. Quello che è stato salvato, alcune statue, pezzi di capitelli o di mura sono state perfettamente integrati nella struttura attuale". "I lavori di ricostruzione - aggiunge Don Pietro - esclusivamente finanziati dallo Stato italiano, iniziarono prestissimo perché per un monaco benedettino è forte l'attaccamento alla Casa. E se l'amore alla casa per ogni Benedettino è grande, per un monaco di Montecassino lo è ancora di più. Consapevole di essere il custode di una tradizione plurimillenaria, di essere l'unica istituzione dopo il Papato che affonda le sue radici nell'Impero Romano senza interruzioni".
Il Monastero è stato fedelmente ricalcato nella sua architettura originale e in ogni più minuziosa decorazione; questo fu possibile grazie ai rilievi fatti in duplice copia da due monaci sei anni prima del bombardamento e conservati una copia al monastero e una copia all'allora vigente Ministero dell'Educazione Nazionale. Solo per la parte pittorica si è dato spazio ad un nuovo estro creativo, quello di Pietro Annigoni, tra i più celebri pittori contemporanei. È certamente un luogo rilassante, aperto al mondo e alle innovazioni, pur nell'immensa fedeltà al patriarca e alla Sua Regola. Sono 25 i monaci che ci abitano, compresi i giovani novizi, che vivono la loro consacrazione totale a Dio nella "preghiera e nel lavoro", il celebre insegnamento di San Benedetto: "ora et labora", che sintetizza un po' tutta la Regola. I monaci si incrociano raramente, ma si avverte forte la loro presenza. Noi abbiamo chiesto a Don Pietro di raccontarci quello che non si vede ma che è il quotidiano all'interno di Montecassino.
"Si inizia- ci dice Don Pietro - con la preghiera notturna alle 5,30 che prosegue per sette volte nella giornata scandendo le diverse 'ore canoniche'. Tradizionalmente si da molta importanza alla liturgia e soprattutto alla formazione al famoso canto gregoriano, tradizionale della Chiesa.La giornata - sottolinea ancora il Padre - corre via veloce nei diversi lavori che oggi, con le esigenze dell'uomo moderno, sono principalmente di accoglienza, di studio e di promozione culturale. Ogni anno abbiamo circa un milione di visitatori che cerchiamo di seguire al meglio per le celebrazioni e le confessioni. Come diceva il nostro Patriarca - conclude Don Pietro - l'ozio è nemico dell'anima, ed è per questo che dobbiamo, in determinate ore, dedicarci al lavoro manuale, in altre invece, alla lettura dei libri contenenti la parola di Dio. Il lavoro è considerato come mezzo di elevazione dello spirito.
C'è il monaco falegname e quello che realizza icone; accanto allo studioso che fa ricerca storica in archivio e in biblioteca c'è quello che accoglie i pellegrini. E poi c'è chi coltiva la vigna". La visita all'intero complesso religioso (con orari 8,30 -12,30 e 15,30 - 17 o 18 con ora legale; ingresso gratuito) si svolge nel più profondo silenzio, come da Regola Benedettina, interrotto solo dal rumore dei passi. Ci si muove tra i chiostri, comunicanti tra di loro, affascinati dalla serena ampiezza e dai fasci di luce che illuminano le sculture. Appena nel chiostro d'ingresso l'attenzione è attratta dal gruppo bronzeo, al centro del giardino, raffigurante San Benedetto nel momento della morte: "in piedi sorretto da alcuni monaci", (opera dello scultore Selva del 1952 e dono del cancelliere tedesco Adenauer). Tutto intorno il candore delle pavoncelle che volano libere. La curiosità è data dal fatto che sono i colombi eredi degli eredi delle 12 coppie che Roberto Rossellini volle per girare una delle scene del film "Il Messia" nel 1975. Il Chiostro del Bramante colpisce per la sua grandezza: è largo 30 metri e lungo 40 metri, compresa la gradinata che lo unisce all'antiportico del chiostro superiore. Dalla balconata lo sguardo spazia sulla splendida vallata del Liri e, all'orizzonte, sui monti Ausoni. Da qui si scorge anche il Cimitero degli oltre mille soldati polacchi che persero la vita nei combattimenti precedenti la liberazione di Montecassino, avvenuta il 18 maggio 1944.
Ai piedi della scalinata le statue di San Benedetto e di Santa Scolastica che da qualche secolo - immobili guardiani e protettori - assistono al passaggio ininterrotto di gente. A poca distanza si trova il Chiostro dei Benefattori, così chiamato per le 24 statue di papi e sovrani che hanno fatto lasciti e donazioni al monastero. Tre porte bronzee immettono nella Basilica. La più importante dal punto di vista storico è quella centrale che elenca i possedimenti e le chiese dipendenti da Montecassino, specialmente nei secoli XI e XII. Le porte laterali, dono del Presidente della Repubblica Einaudi, sono dello scultore Pietro Canonica e riproducono scene di vita di San Benedetto. Ma un'esclamazione di meraviglia si ha entrando in Chiesa. I marmi policromi, gli affreschi di Annigoni, gli stucchi in stile barocco, le decorazioni delle vetrate la consegnano alla storia dell'arte mondiale. La cappella del Santissimo Sacramento da sola vale la visita. È impreziosita dal tabernacolo in bronzo dorato, con pietre dure come lapislazzulo, ametista e diaspro rosso, realizzato da Nicolò Salvi (lo stesso che ha progettato la fontana di Trevi a Roma) nel 1729 e recuperato dalle macerie. Un singolare accostamento fra antico e moderno è il sontuoso altare maggiore di Cosimo Fanzago, uno dei più celebri architetti del Seicento Napoletano, ricostruito con le parti supersisti del manufatto originale. Nella zona sottostante si conservano i resti di San Benedetto. Si scende poi nella Cripta. Lungo le scalinate si notano in bassorilievo, su pietra locale, due processioni di monaci e monache che si dirigono verso l'altare. Qui si può ammirare la cappella di San Mauro, discepolo prediletto da San Benedetto. Ha il colore del sole, che trova la sua più accattivante espressione nei luccichii delle tessere dorate che adornano la volta. Infine degni di menzione anche se non accessibili ai pellegrini sono la Cappella delle Reliquie, la Sacrestia e la Biblioteca. In quest'ultima si conservano incunaboli e cinquecentine, oltre 1000 codici e circa 30000 pergamene. Questo patrimonio documentario bibliografico e artistico, che fece di Montecassino un faro di civiltà per secoli, fu portato in salvo prima della distruzione. Alcune opere sono ammirabili nel Museo adiacente la Chiesa, insieme a paramenti sacri, iconografie, stampe e merletti. Prima di lasciare l'Abbazia si può fare una sosta alla erboristeria dove trovare unguenti, prodotti medicamentosi e la tintura sacra, un elisir di erbe frutto di un'antica ricetta dei benedettini che ancora viene prodotta dai monaci, ottima per regolare le funzioni vitali dell'organismo. Tutto il percorso affascina e trasmette emozioni e il pensiero va a quanto si sarebbe perso se non ci fosse stata la volontà di ricominciare. Il sessantesimo anniversario dalla rinascita di Montecassino è ancora una volta l'occasione per rimarcare l'impegno di tutti nel restituire l'Abbazia alla cristianità, per saldare un vincolo con Dio e San Benedetto, per riconciliarsi con le popolazioni, ma anche per ritrovare l'incanto, la gioia del contatto con l'arte e attimi di contemplazione. San BenedettoIl santo "ora et labora"San Benedetto è uno dei santi più popolari e venerati. La sua festa si celebra il 21 marzo, giorno della sua morte, in coincidenza con l'inizio della primavera, da cui il detto "San Benedetto la rondine sotto il tetto". Da subito è apparso come l'uomo voluto da Dio per portare la pace là dove erano state seminate la distruzioni e la morte. Benedetto nacque nella piccola città di Norcia verso il 480 d.C., in un periodo storico particolarmente difficile. Quattro anni prima (476), infatti, era formalmente finito l'Impero Romano d'Occidente con la deposizione dell'ultimo imperatore Romolo Augustolo. Fu contemporaneo di Giustiniano e conobbe le pesanti interferenze dell'imperatore bizantino in materia religiosa, con la conseguente umiliazione dell'autorità papale. Studente a Roma, constatò di persona lo stato di grave decadenza in cui versava l'antica capitale dell'impero; da essa il giovane
Benedetto fuggì via inorridito ritirandosi nel silenzio e nella preghiera nei boschi dell'alta valle dell'Aniene, ai confini tra il Lazio e l'Abruzzo. Una comunità di monaci di Vicovaro lo volle come abate, ma l'esperimento fu un fallimento: ben presto quei monaci, preoccupati per l'eccessiva disciplina di Benedetto, tentarono di avvelenarlo. Benedetto si trasferì poi a Subiaco, un luogo desertico sulle colline della Sabina, dove visse in una grotta per tre anni. In questo periodo intraprese una nuova forma di vita monastica ma con pochi risultati per l'invidia di alcuni preti. Allontanatosi da Subiaco, Benedetto si diresse a Cassino, sulla cui altura fondò il monastero di Montecassino destinato a diventare il più celebre in Europa. Qui istituì la Regola Benedettina (consta di un prologo e di 73 capitoli) con le sue esigenze di ordine, di stabilità, di sapiente equilibrio fra preghiera e lavoro, che si impose ben presto a tutto il monachesimo occidentale e fu seguita in tutti i monasteri europei. Si può affermare che essa, dopo la Bibbia, è stata il testo più commentato e il punto di riferimento della spiritualità delle varie comunità. Qui morì tra il 543 ed il 555 d.C.. Nel 1947 Pio XII lo chiamò "Padre dell'Europa" e il 24 ottobre 1964, in coincidenza con la consacrazione della basilica di Montecassino, Paolo VI lo proclamò "patrono d'Europa".
Guerra&ricordiDuecento morti sotto il bombardamento a tappeto"Alle 9.45 del 15 febbraio 1944 Montecassino dette in grandi boati. Il primo grappolo di bombe aveva spaccato il chiostro del Bramante e la Chiesa, vale a dire l'interno. La giornata era solare, limpida. Un corollario tremendo di centinaia di pezzi di artiglieria, di shrapnels, di mortai, di mitragliatrici appoggiava l'azione aerea. Poco dopo sopravvenne un'altra ondata... L'azione dell'artiglieria continuò sminuendo all'imbrunire. Una tattica erronea aveva raso al suolo Monteccasino ed ucciso centinaia di vittime". Questo si evince da una testimonianza raccolta nel libro Il Bombardamento di Montecassino, Diario di Guerra di Grossetti e Matronola. Ben 239 aerei scaricano sull'abbazia 435 tonnellate di ordigni di vasta potenza. Ma perché? Facciamo un passo indietro con la storia. Nell'inverno del 1943, gli Alleati provenienti da Sud e i tedeschi attestati, su ordine del felmaresciallo Kesselring, lungo la Linea Gustav (un sistema difensivo che aveva la base sul fiume Garigliano e su Monte Cassino, e da Formia arrivava a Ortona, tagliando in due l'Italia) si scontrarono in quella che viene ricordata nei libri come "la Battaglia delle Mainarde". Le più alte cariche militari e diplomatiche statunitensi avevano promesso che il complesso religioso sarebbe rimasto inviolato. Ma con il trascorrere dei giorni si fece forte la convinzione che il monastero potesse essere una roccaforte tedesca e quindi da abbattere. Numerose le prove inconfutabili utilizzate da Londra e da Washington per giustificare l'azione contro il monastero. A farne le spese oltre il venerabile monumento furono le numerose centinaia di profughi e di sfollati che avevano trovato rifugio negli edifici dell'abbazia convinti che né tedeschi, né angloamericani avrebbero mai potuto colpire un simbolo tanto religioso. Si sbagliavano e le cronache parlano di oltre 200 morti sepolti sotto le macerie nelle quattro ore del bombardamento. Solo i monaci, riuniti in un sotterraneo attorno all'abate ottantenne Gregorio Diamare, si salvarono. Pur esortati a lasciare l'abbazia, non avevano seguito l'avvertimento.
Nel pomeriggio del 14, il cielo di Montecassino fu invaso da piccoli manifesti lanciati dalle truppe alleate. Si leggeva: "Noi abbiamo sinora cercato in tutti i modi di evitare il bombardamento del monastero di Montecassino. I tedeschi hanno saputo trarre vantaggio da ciò. È venuto il tempo in cui a malincuore siamo costretti a puntare le nostre armi contro il Monastero stesso. Noi vi avvertiamo perché abbiate la possibilità di porvi in salvo". Ma i monaci non vollero lasciare il luogo tanto caro a San Benedetto, perché il monaco di Montecassino, da sempre, sa di essere preposto dalla Chiesa a vigilare sulla tomba del Patriarca San Benedetto. Dalle esplosioni per un caso fortuito fu risparmiata la tomba del Santo, in quanto un grosso proiettile rimase inesploso a pochissima distanza da esso. Lo smantellamento di Montecassino non giovò in alcun modo agli alleati. ManifestazioniCommemorazioni e mostreL'anniversario dei 60 anni dal bombordamento su Montecassino rivive in un calendario ricchissimo di manifestazioni alle quali si aggiungono eventi di prestigio. Abbiamo selezionato i più importanti.20-21 marzoCelebrazioni benedettine all'Abbazia, convegno su San Benedetto e il corteo storico. Quest'ultimo si svolge annualmente e vede la partecipazione di oltre 300 figuranti. Stoffe, ricami, copricapi, armature sono frutto di una accurata ricerca del periodo storico, tra i secoli XIII e XIV, e di un particolare territorio: la signoria cassinese. Musiche e danze popolari dell'epoca sono riproposte in forma folcloristica. A seguire fiaccolata dei monaci benedettini. 16-22 maggio Si svolgerà la settimana della Riconciliazione, voluta dal Comitato Celebrativo della Battaglia di Montecassino che comprende 32 comuni. Ogni giorno sarà commemorato un contingente che prese parte alla guerra. Durante la settimana saranno organizzate anche delle visite guidate nei luoghi del "percorso della memoria" e dei cimiteri di guerra.15 maggio A Montecassino apre la mostra "Paramenti Sacri", con l'esposizione delle antiche stole e degli altri arredi sacri salvati dalla distruzione del monastero.17-19 ottobre Promosso dall'univeristà agli studi di Cassino, si terrà in questi giorni il Convegno inaugurale per l'istituzione dell'Osservatorio per la pace nel Mediterraneo. dicembreCerimonia conclusiva delle manifestazioni con concerto. Itinerario&sentieriTerra di santi nella natura più selvaggiaTerra di Santi la Ciociaria, e infatti poco distante da Montecassino si trova Roccasecca, dove nacque San Tommaso, nel 1225. Da vedere le gole del Melfa con il santuario della Santissima Trinità, incastonato in una parete di roccia, e la chiesa di San Tommaso. Vi è anche il castello della potente famiglia dei D'Aquino. Ma è Aquino che tutti ricordano per San Tommaso, infatti è il paese del casato. Purtroppo della struttura originaria non è rimasto granchè. Sopravvissute per secoli, le sue vestigia vennero violate e distrutte dai barbari. Tuttavia i monumenti superstiti e il nucleo medievale meritano una visita. La Chiesa della Madonna della Libera è certamente la più bella. Fu edificata nel 1125, per volere di due donne, Ottolina e Maria, raffigurate nel mosaico sul portale di ingresso della chiesa. La facciata, molto austera, è preceduta da un portico a tre arcate. Da notare sull'ultimo gradino della ripida scalinata le tabulae lusorie, una sorta di dama per il gioco delle pedine, molto in voga tra i romani. Sul lato sinistro della chiesa si trova l'arco trionfale di Marcantonio, con colonne e capitelli corinzi, una preziosa testimonianza dell'epoca romana. Merita anche il Castello, detto Pretorio perché vi si amministrava la giustizia. Restaurato di recente, mostra le sue bifore e l'imponente torre romboidale che si affaccia sul "vallone di Aquino". Vale una sosta anche il parco storico naturalistico. Nei dintorni incuriosisce il piccolo paese di Caprile. La particolarità è data dalla Chiesa di Santa Maria delle Grazie (XIV secolo) e dal suo campanile. Quest'ultimo infatti è dotato di un orologio particolare, un raro meccanismo ottocentesco a corda, che deve essere "armato" ogni giorno manualmente. Spingendosi un poco più in alto inizia un sentiero che conduce in poco tempo alla chiesa rupestre di Sant'Angelo in Asprano, collocata in una grotta, decorata all'interno con antichi affreschi. Borgo affascinante, poco distante, è anche Castrocielo. Fondato nell'anno Mille per frenare le mire espansionistiche di Montecassino, sorse intorno ad un poderoso maniero su uno sperone di roccia del monte Asprano, così in alto da meritare il nome di "Castrum Coeli". Nella prima metà del XVII secolo il borgo venne abbandonato e gli abitanti si trasferirono nel paese più in basso, dove si trova ancora oggi. Più che il paese moderno, anche se carino nell'insieme, l'interesse maggiore è dato dall'escursione per l'antico castello e per la chiesetta montana di Santa Maria Assunta in Cielo. Per godere appieno della natura non si può non raggiungere le gole del Fiume Rapido, dove vivono specie animali e vegetali rare. Il comprensorio, vasto 820 ettari, è la prima aerea wilderness dichiarata nel Lazio e la quarta in Italia. MANGIARE HOSTARIA DA CENCIOCaratteristico ristorante proprio in centro. Intimo e accogliente, è gestito da tre giovani fratelli. Ottimo il livello della cucina a prezzi interessanti. Da provare i tagliarelli fatti a mano con i fagioli. Costo medio 20 euro esclusi i vini. Chiuso il mercoledì. Via De Nicola 44/50 - Cassino 0776-313899n VILLA EUCHELIAIn un'antica villa del '600 tra le colline ciociare, completamente immersa nel verde. Atmosfera calorosa e buona tavola. Tra i primi piatti si distinguono le Chicche della nonna con gamberoni e porcini. Chiuso martedìVia Giovenale - Castrocielo& 0776-799829 - www.villaeuchelia.itn LA LOCANDA DEL CASTELLOProprio vicino alla Chiesa di San Tommaso e contigua al Parco dei Conti d'Aquino. Alla suggestiva atmosfera del borgo medievale si unisce il fascino di un ambiente raffinato. Cucina ricercata proposta dallo chef di origini francesi, Geraldo Esposito. Ampia selezione di vini. Costo 35 euro escluso vini. Aperto solo nei week-end, in estate sempre.Via San Tommaso, 9 - Roccasecca& 0776-567354www.la-locandadelcastello.it DORMIREHOTEL ROCCACompletamente ristrutturato, coniuga la modernità di ogni esigenza in un ambiente accogliente. A disposizione campi da tennis e da calcetto, fitness e sauna e un parco acquatico estivoPrezzi: 80 euro per la doppiaVia Sferracavalli, 105 0776-311212n HOTEL AL BOSCHETTOElegante, dispone di 82 camere dotate di ogni comfort. Gli ospiti possono rilassarsi in un ampio giardino. È anche ristorante.Prezzi: 78 euro per la doppia, compresa prima colazione a buffetVia Ausonia, 54 & 0776-39131www.hotelristorantealboschetto.itn HOTEL ALBAMolto accogliente e a conduzione familiare, ha 35 camere e due suite. Posizione privilegiata: a 200 metri dalla strada statale per MontecassinoVia Di Biasio, 53 & 0776-21873www.albahotel.itPrezzi: 79 euro per la camera doppia con la prima colazionen KELLE TERRE BEAUTY FARMAntico casolare colonico recentemente ristrutturato a 10 chilometri da Cassino. La cucina propone piatti dell'antica tradizione contadina del basso Lazio con qualche innovazione.Via Case Diana, 80 - Castrocielo& 0776-79844 // 79317www.kelleterre.itPrezzi: la camera doppia parte da 40 euro fino a 60 con la prima colazione INFONegli antichi casolariviaggioDall'autostrada A1 Milano-Napoli si esce al casello di CassinoNOTIZIE UTILIFino a maggio ci sono le celebrazioni in vari paesi per ricordare i 60 anni della Linea Gustav e della Battaglia di Cassino. Sono previste varie manifestazioni fino al 17 maggio, quando fu sfondata dagli alleati la linea difensiva tedesca www.dalvolturnoacassino.itnumeri utiliIat (Informazione e Accoglienza Turistica) CassinoVia G. Di Biasio, 540776-21292e-mail: [email protected] l'abbaziaDalla stazione di Cassino (P.zza Garibaldi) tre corse di autobus urbano portano all'Abbazia (alle 9,45, alle 11,40 e alle 15,30). Per il ritorno dall'Abbazia: due corse (alle 12 e alle 17) per Cassino.